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sabato 9 febbraio 2013

Parole senza tempo

Quelle che seguono sono parole pronunciate circa un secolo fa da G. I. Gurdjieff, riportate da Ouspensky in 'Frammenti di un insegnamento sconosciuto', e ci fanno comprendere come in cento anni l'uomo sia cambiato ben poco...anzi...




- ...Progresso e civiltà, nel senso reale di questa parola, possono apparire soltanto al termine di sforzi coscienti. Non possono apparire come risultato di azioni incoscienti e meccaniche.

...E' precisamente nelle manifestazioni incoscienti e involontarie che sta tutto il male..

Il più grande errore consiste nel credere che vi sia un'unità permanente nell'uomo...l'evoluzione è il risultato di una lotta cosciente (Gurdjieff affermava che solo la frizione interiore tra il 'sì' e il 'no' può cristallizzare un principio di volontà dentro di noi).

...L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della coscienza, e la coscienza non può evolvere inconsciamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della volontà, e la volontà non può evolvere involontariamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo potere di fare, e fare non può essere il risultato di 'ciò che accade'.

...Lo sviluppo dell'uomo si effettua secondo due linee parallele: sapere ed essere...il sapere dipende dall'essere.

...In modo particolare nella civiltà occidentale si ammette che un uomo possa avere un vasto sapere, essere autore di grandi scoperte, ed abbia allo stesso tempo il diritto di essere un povero piccolo uomo egoista, cavilloso, meschino, invidioso, vanitoso, ingenuo e distratto...

In Occidente si ritiene che il sapere non dipenda dall'essere...accordano un valore massimo al sapere ma non accordano alcun valore all'essere, e non si vergognano del livello inferiore del loro essere. Non comprendono neppure ciò che questo significhi...

Alllorché il sapere sorpassa di troppo l'essere, esso diventa teorico, astratto, inapplicabile alla vita. Esso può anche diventare nocivo, perché invece di servire la vita e aiutare le persone nella lotta contro le difficoltà, questo sapere comincia a complicare tutto. Di conseguenza non può che apportare nuove difficoltà, nuovi turbamenti ed ogni tipo di calamità che prima non esistevano.

...Non si comprende più che il livello del sapere è determinato dal livello dell'essere...Un cambiamento della natura del sapere è impossibile senza un cambiamento nella natura dell'essere.

Preso in sé, l'essere di un uomo presenta molteplici aspetti. Quello dell'uomo moderno si caratterizza soprattutto per l'assenza di unità in se stesso e per l'assenza di una benché minima traccia di quelle proprietà che specialmente ama attribuirsi: la lucidità di coscienza, la volontà libera, un Ego permanente, o 'Io', e la capacità di fare.

Sì, per stupefacente che ciò possa sembrarvi, vi dirò che la caratteristica principale dell'essere di un uomo moderno, e ciò spiega tutto ciò che gli manca, è il sonno...vi diverrà allora evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzitutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioé sulla maniera di cambiare il suo essere.

Esteriormente l'essere dell'uomo ha molti differenti aspetti: attività o passività, veracità o malafede, sincerità o falsità, coraggio e vigliaccheria, autocontrollo e sfrontatezza, irritabilità, egoismo o disposizione al sacrificio, orgoglio, vanità, presunzione, assiduità, pigrizia, senso morale, depravazione; tutte queste caratteristiche e molte altre compongono l'essere di un uomo.

Ma tutto questo nell'uomo è interamente meccanico. Se egli mente significa che non può fare a meno di mentire. Se dice la verità significa che egli non può fare a meno di dire la verità, e così per tutto.
Tutto accade.
Un uomo non può fare niente, né interiormente né esteriormente.
...Per questo sono rari gli uomini che possono ricevere il vero sapere. -




sabato 24 novembre 2012

HUMANI NIL A ME ALIENUM PUTO




Ecco un altro testo che non può assolutamente mancare nella biblioteca di un "ricercatore".

Leggendolo sono tornato indietro nel tempo, a quando leggevo (pardòn: studiavo) i libri di Gurdjieff e di Ouspensky, afferrando solo alcuni concetti - forse perché ero giovane io, o forse perché quei libri mancavano di una coerente "progressione" nell'esposizione su come deve procedere un aspirante "ricercatore di verità".

In questo testo, invece, ho trovato una linearità quanto mai rara in uno scritto che dovrebbe accompagnarci nel difficile "viaggio" della ricerca.

E basta dare un'occhiata a una parte dell'indice degli argomenti trattati per averne un'idea: Sono un uomo - La progressione interiore - La caratteristica principale - L'essere in evoluzione - La falsa personalità (i personaggi) - L'"io" (il mucchio selvaggio) - Il lavoro su noi stessi - Il maggiordomo - Il lavoro sulla falsa personalità - La resistenza - Le maschere - Gli ammortizzatori e le debolezze - Il lavoro con le triadi - Azioni e triadi - Il koshi - L'intuizione - Evitare la triade sbagliata - L'identificazione nell'apprendimento... - La scala della materia... - Gli idrogeni... - Le emozioni negative... - Identificazione... - Il mentire... - Le Legge del Tre... -.

Insomma: ciò che è esposto in questo libro mi ha lasciato pieno di stupore e di gratitudine. 

Eppure non sono nuovo nella "ricerca", sono ben trentacinque anni che ricerco (e spero non finirò mai: sto cominciando a provarci gusto). 

Leggendo mi sono reso conto che chi scriveva non esponeva un sapere di "seconda mano", e questo, secondo me, si può "intuire" leggendo un libro.

Dal libro:

L'intuizione

- Abbiamo fin'ora indicato tre tipi di triadi. Possiamo identificare una quarta in ciò che ordinariamente indichiamo come invenzione, scoperta, intuizione.

In particolare l'intuizione è data dalla ripetitività. Per accedere a qualcosa di nuovo - a un'ottava superiore - dobbiamo "spezzare un cerchio", produrre uno shock, uno stop, che ci faccia fare un "salto".

Occorre quindi prima girare a lungo lungo il perimetro di un cerchio (che sia una nenia, una tecnica ripetuta, un kata, un processo mentale, una struttura emotiva...). I mantra funzionano in questo modo: innestano un processo circolare di ripetitività dentro il quale, ad un certo punto, è possibile trovare un punto di rottura.

La meccanica ripetizione di gesti, il rituale dell'azione replicata di continuo, a un certo punto generano la possibilità di intuire dove è il punto che può migliorarci e aiutarci a effettuare il "salto" che costituisce il cambiamento.

Naturalmente si può rimanere imprigionati tutta la vita nel gesto meccanico. E' quello che avviene la maggior parte delle volte...Il desiderio di cambiare, di non accontentarsi mai, di migliorare, deve naturalmente essere il movente principale per poter accedere al cambiamento...Altrimenti potremo anche acquisire una buona tecnica, diventare anche perfetti nell'esecuzione, ma senza introdurre mai nulla di nuovo.
Senza crescere, dunque. -

Hvmani mil a me alienvm pvto, Anonimovs, Adea Edizioni







domenica 28 agosto 2011

Il libro del mese - Essere o Apparire



"Essere o Apparire", un testo indispensabile nella biblioteca di un Ricercatore, per esistere oltre le maschere, i ruoli, le immagini e le definizioni....


Dalla quarta di copertina:

ESSERE O APPARIRE

Un'opera lucida, scorrevole, ironica, ricca di esempi, aneddoti e casi reali.
Un manuale per riconoscere e smascherare il grande avversario della nostra libertà di essere ed esprimerci: il "mondo dell'apparire", con le sue leggi, i suoi modelli, i suoi sacerdoti e i suoi gendarmi.


Un'analisi delle maschere, delle finzioni e condizionamenti che portano a vivere una non-vita basata sulle convenzioni e sulle apparenze, causa e fondamento di ogni sofferenza e angoscia esistenziale.

- Ma esiste una via -, indicano gli autori. - Esiste una via per uscire da questa prigione di frustrazioni, paure, obblighi e dipendenze -.
Questa via si chiama "essere" e la sua meta è la vita: una vita piena e libera, cioè una VITA REALE.

Una pagina dal libro:

ESSERE: MA ESSERE CHI?

- Vado a cercare me stesso! -, annunciò il giovane, in partenza per l'Oriente.
- Già...-, si preoccupava la madre, - e se invece trovi qualcun altro? -.

Una battuta?
Ahimè no, dato che si contano ormai a milioni gli esseri umani che se ne sono tornati da un qualche loro personale Oriente esibendo trionfalmente una nuova maschera, più o meno elaborata, che chiamavano con orgoglio 'il vero me stesso'.

Già, perché nel variegato panorama dei personaggi che è possibile mettersi addosso, esiste anche quello - perniciosissimo - che porta il nome di 'il mio vero io', o 'il mio sé profondo' o 'il mio interiore'.

E' indubbiamente il peggiore, il più infido e il più scaltro dei trucchi dell'apparire: è l'apparire travestito da essere...


ESSERE O APPARIRE, ED. ADEA, OM OSKRAHAM, HALLADHAH HANAHIT

lunedì 25 luglio 2011

Solo la conoscenza di se stessi rende liberi...



Oggi cambio sottotitolo al Blog.

Quello nuovo è: "Solo la conoscenza di se stessi rende liberi, non vi è altra libertà!"...una frase che tenterò di spiegare in questo post.

In pratica "Gli ostacoli sul cammino ci obbligano a svegliarci" viene trasferito in soffitta, nella stanza dei ricordi.

E vorrei spendere ora due paroline su quel sottotitolo (tra l'altro incompleto, perché avrebbe dovuto essere qualcosa tipo: ""Gli ostacoli sul cammino ci frenano o ci obbligano a deviare, e solo in alcuni casi ci aiutano a svegliarci, cioè quando si mette in pratica la Terza Forza").

Quella frase era comunque in relazione alla Legge del Tre.

I "ricercatori" sanno che qualunque cosa esiste, dall'atomo alle immense Galassie, è il frutto dell'operato "sinergico" di Tre Forze, non una di più né una di meno.

Le Tre Forze in questione sono la Forza di Creazione, di Conservazione e di Distruzione (o Trasformazione). Queste sono conosciute con molti altri nomi: Forza Positiva, Negativa e Neutra...Prima, Seconda e Terza Forza.

Nulla esisterebbe senza queste Tre Forze.

Inutile stare a spiegare qui come funzionano le Tre Forze e la loro immensa importanza nella nostra vita (a proposito consiglio di acquistare "Il potere di cambiare le cose", della Adea Edizioni, dove questa Legge - unitamente alla Legge del Sette - è spiegata compiutamente).

Fatto sta che chi conosce queste due Leggi del Tre e delle Ottave, avendole anche osservate in tutti i fenomeni esterni ed interni, può cominciare veramente a "prendere" in mano la propria vita, agendo con Conoscenza (naturalmente si inzia con piccoli passi...e a fatica).

Altrimenti l'uomo sarà sempre soggetto alla Legge del Caso.

Una "foglia" mossa dal vento, insomma.

Gli "Ostacoli sul cammino" sono ciò che ognuno di noi è costretto a subire costantemente, centinaia e migliaia di volte al giorno, tutte le volte che vuole intraprendere qualcosa di "nuovo".

Gli "Ostacoli sul cammino" sono l'effetto della Seconda Forza, la Forza di Conservazione, che agisce su tutto ciò che esiste allo scopo di "mantenere" lo status quo.

In relazione ai nostri comportamenti, invece, la sua "forza" sta nelle reiterate consuetudini e abitudini che scavano - usando una metafora - un solco profondo nella nostra consapevolezza, creando forti identificazioni, cioè un modo fisso e ripetitivo di sentirci e di essere (molto utile, a proposito, può risultare lo studio delle connessioni neuronali, le sinapsi).

L'operato della Seconda Forza rende tutti i fenomeni meccanici e ripetitivi, incanalandoli in una "ciclicità" senza via d'uscita.

La traiettoria segnata da questa ciclicità è detta "via di minor resistenza".

Ad esempio dopo molti sforzi compiuti per imparare ad andare in bicicletta, ad un certo punto scatta un meccanismo grazie al quale ormai andare in bici non ci costerà più tanto sforzo.

In pratica, grazie alla Seconda Forza molte cose vanno avanti per "inerzia", ed è un bene che sia così.

Però, anche se questo costituisce un "vantaggio" che la natura ci offre, allo stesso tempo diventa un ostacolo per la nostra "evoluzione" individuale.

Questo perché una volta "meccanicizzata" un'azione, diventa molto ma molto difficile cambiarla (qualora vi siano nuove esigenze esterne o interne). Occorre un quid in più di energia per fare qualcosa di nuovo e...occorre essere svegli!

Perciò ogni volta che tenteremo di "prendere in mano" la nostra vita, per modificare qualcosa, dovremo fare i conti con la Forza di Conservazione, che ci frenerà o devierà i nostri propositi.


E ora passiamo al nuovo sottotitolo: "Solo la conoscenza di se stessi rende liberi, non vi è altra libertà"!"

Perché questa nuova scelta?

Cosa intendo per "libertà"? E cosa intendo per "conoscenza di se stessi"?

Per spiegarlo dobbiamo necessariamente partire dall'inizio (anche se brevemente, s'intende).

E cominciamo col chiederci: l'uomo è libero?

E' forse nato libero ed è poi caduto in schiavitù (di Leggi e comportamenti sociali, familiari, eccetera?).

Se la pensiamo così allora arriveremo alla logica conseguenza che: - Fare tutto ciò che ci passa per la mente, senza freni e inibizioni è "libertà". Basta liberarsi dai tabù e il gioco è fatto! -

Ma secondo me questo non porta alla "vera" libertà.

L'uomo non è libero perché...non lo è mai stato.

E se continua di questo passo (cioè pensando di essere già libero, o di sapere cos'è la libertà) non lo sarà mai...anche se potrà continuare a illudersi di esserlo (passando invece da una schiavitù all'altra).

I motivi che giustificano questa assenza di libertà umana possono essere spiegati con due semplici paroline: Identificazioni e Condizionamenti vissuti inconsapevolmente.

Tutti noi, venendo alla luce in questo mondo, ci siamo "identificati" col corpo, la famiglia in cui siamo nati, col nome di battesimo, con la lingua e le tradizioni in uso nel tempo e nel luogo di nascita, e con mille e mille altre cosucce del genere.

In pratica ogni nostro gesto, parola, pensiero è "colorato" dalle identificazioni...anche quando ci ribelliamo a queste...infatti Attrazione e Repulsione sono due facce della stessa medaglia.

Identificazione è "pensare di essere ciò che non si è".

Perciò non vi è libertà nel divenire dei ribelli sociali o nell'essere apparentemente diversi, perché ogni nostro pensiero, ogni nostro gesto e parola continuerà ad essere meccanico e ripetitivo...nella più assoluta inconsapevolezza. Non faremmo che cadere in altre identificazioni.

Altra cosa utile da sapere è che ogni nostro pensiero, desiderio, gusto, opinione, emozione, identificazione e condizionamento, rappresenta un "io" differente della nostra personalità frammentata.

Noi allo stato attuale non siamo "uno", ma un agglomerato di migliaia di piccoli "io".

Migliaia di "io" differenti, che sono spesso in conflitto tra loro.

Quindi non solo siamo impregnati fin nel DNA di Identificazioni e Condizionamenti, ma i nostri comportamenti - per via della frammentazione in molti "io" della personalità - sono sempre contraddittori (oppure spenti e ripetitivi).

Questa è una realtà di fatto! E sono veramente pochi i momenti in cui possiamo accedere ad una "visione" lucida e distaccata dei nostri comportamenti meccanici e ripetitivi...e contraddittori.

Di solito questa "visione" non è affatto piacevole, la viviamo come un momento destabilizzante, per questo ne fuggiamo subito via...tornando alla "normalità" di una vita vissuta in "totale assenza di libertà, e nelle identificazioni".

Siamo automi inconsapevoli...e neanche felici, per giunta.

Dov'è la libertà in tutto questo?

Libertà è sapere cosa siamo veramente (cioè l'Essere).

Solo allora potremo cominciare a fare delle scelte in linea coi nostri desideri più profondi.

Ma attenzione! La feccenda non è così semplice come sembra. Come abbiamo visto per essere "autonomi" non basta liberarsi dai cliché precostituiti.

Come abbiamo visto non è facile raggiungere l'autonomia, perché...siamo schiavi dentro. Schiavi dei Condizionamenti e delle Identificazioni. Siamo profondamente ignoranti.

Pensiamo di essere quel certo corpo, di appartenere a quella famiglia, a quella nazione e cultura....ci vantiamo del nostro progresso tecnologico...

Certo, dal punto di vista tecnologico stiamo viaggiando molto velocemente, ma...

...dal punto di vista della "conoscenza dell'Essere" siamo ancora all'Età della pietra.

I condizionamenti e le Identificazioni (con la frammentazione in molti "io") sono sempre presenti, anche se siamo tecnologicamente avanzati!

E siccome gli "io" sono tanti, tutti di opinioni diverse, e pronti ad entrare in "azione" per semplice "reattività" ad uno stimolo esterno o interno - risulta veramente difficile raggiungere una libertà "interiore" stabile e duratura.

Perciò se non riconosceremo onestamente di non "essere uno" e di "non essere liberi di fare e decidere", senza incappare nelle Identificazioni e nei Condizionamenti, non assaporeremo mai il gusto della "vera libertà".

Se pensiamo di conoscerci già siamo fottuti in partenza.

Semplicemente perché non cercheremo quello che crediamo di avere già.

Finché saremo in balia dei frammenti non saremo mai veramente liberi (perché la libertà, lo abbiamo visto, è prerogativa dell'Essere). E ci penseranno il malessere interiore e gli infiniti disturbi emotivi e psicologici a ricordarcelo.

Il malessere interiore è un linguaggio dell'Essere.

L'Essere sta male quando non riesce ad esprimersi o a sperimentare la vita come desidererebbe fare.

Ma nella confusione mentale in cui ci troviamo siamo incapaci di riconoscere l'origine dei nostri malesseri: mancanza di libertà dalle identificazioni e dai condizionamenti!

Divenire liberi dentro non è facile. E' una conquista.

Per divenire "liberi" occorre "ascolto" interiore. Sensibilità. Osservazione.

Ma occorre anche un "lavoro" su se stessi. Un "lavoro di Scuola", insomma!

All'inizio è utile autodisciplinarsi. Sforzo cosciente.

Occorre cioè creare un "centro direttivo" che dia una direzione agli "io" indisciplinati e sempre in conflitto tra loro (questo è un lavoro serio che può durare anche anni, e non termina con la creazione del Centro Magnetico, ma prosegue oltre).

Una volta strutturato un Centro Magnetico (cosa affatto facile), questi comincia a mettere ordine in casa (la nostra personalità) e stabilisce una direzione "coerente" da seguire: autodisciplina, appunto.

Perciò senza autodisciplina non si può neanche iniziare a parlare di libertà...perché in sua assenza vi sono solo movimenti compulsivi e reattivi, o caotici e disordinati!

Le belle parole servono a poco.
La sola lettura serve a poco.

Vi sono antichi sistemi, antiche scienze, che permettono di intraprendere un lavoro serio di conoscenza di se stessi: lo Yoga, la Meditazione, le Osservazioni, e tante altre...un "lavoro" di Scuola, appunto.

Sicuramente l'autodisciplina non è tutto. Non vorrei dare l'impressione che essere un "soldatino" perfettino sia sinonimo di libertà.

Occorre anche e soprattutto la Conoscenza.

Conoscere Se Stessi...imparare a distinguere il Reale dall'irreale. Ciò che siamo da ciò che non siamo.

La Conoscenza del "Reale" è l'unica che conduce veramente alla libertà dalle Identificazioni e dai Condizionamenti. Non vi è altra libertà.


giovedì 27 gennaio 2011

Investire su se stessi



In quest''epoca storica sembra imperare, anche nelle menti dei più semplici, l'assioma "SI E' CIO' CHE SI HA".

Questa concezione-visione dell'esistenza, votata esclusivamente al 'possedere', deriva da un mancato addestramento a percepire il linguaggio dell'Essere: le emozioni e i desideri più profondi.

Per i più possedere sembra essere più importante dell'essere.

Ecco che chi ha si sente arrivato, e superiore agli altri (ed è disposto a tutto pur di possedere).
Chi non ha, invece, si mangia il fegato per l'invidia.
Ma sia gli uni che gli altri perdono per strada proprio la cosa più preziosa: se stessi.

Questi per possedere 'trascurano' continuamente i loro desideri più profondi, le emozioni più intime, tralasciando di ascoltare la voce che sussurra nel profondo di se stessi (spesso con richieste molto semplici: una passeggiata in riva al mare, rilassarsi lasciandosi riscaldare da raggi di sole...).

Concentrati esclusivamente sull'accaparramento di oggetti e di nozioni (spesso indotti dall'esterno e non come richiesta dell'essere), ci si dimentica di dare valore a ciò che ha veramente valore: manifestare, dare espressione a un 'io' con una certa dignità e integrità interiori, e mantenerlo in vita nonostante le difficoltà che si incontrano sul cammino o le occasioni per 'addormentarsi'.

Essere è più importante dell'avere.

E' proprio quel 'nucleo' più profondo, sensibile, sveglio, autoconsapevole, dignitoso e integro a renderci individui unici e meravigliosi, non l'avere capitali da investire, oggetti e titoli onorifici: quelli sono solo optional.

Ma questo nucleo, l'essere, non viene fornito gratis dalla natura (almeno, non la sua consapevolezza e autoconsapevolazza).

L'essere che ci viene offerto in dotazione assieme al kit che ci viene consegnato alla nascita: cioé il corpo, tutte le funzioni psicofisiche ed emotive o lo stato sociale ed economico familiare è inconsapevole di essere (scusate il gioco di parole), perciò è soggetto ad identificarsi coi ruoli sociali...

L'essere va ascoltato, coltivato, capito.

L'essere 'consapevole' è il frutto di una lunga ricerca e di pratica...è un investimento su se stessi.

L'essere, una volta risvegliato, è l'unica cosa che non ci può essere tolta (a meno che non siamo noi ad abdicare tornando ad identificarci).

Inoltre non necessariamente l'essere deve essere buono e altruista, anche se è ciò che ci auguriamo (perché l'essere non è perfetto, essendo in fase di crescita).
Poiché l'essere è ancora immaturo questo può anche 'essere' il peggior vampiro della storia, ma almeno sarà un vampiro consapevole di essere tale, e quindi dignitoso nella sua integrità.

Un simile essere, almeno, si presenta per quello che è, senza nascondersi dietro false maschere... senza nascondersi dietro un dito.

Un simile essere sicuramente soffrirà e farà soffrire, ma almeno sarà più dignitoso di molti che, pur essendo peggiori di lui, mostreranno una faccia fasulla, all'apparenza buona e caritatevole.

Naturalmente non è facile 'essere', né è detto che ciò che troveremo sul percorso di ricerca ci piacerà...ma una volta arrivati all'essere, a se stessi, ciò che troveremo ci piacerà moltissimo, perché l'essere è luce e libertà interiore! Libertà di scegliere il proprio percorso evolutivo in piena autonomia, anche a costo di sbagliare.

Allora l'avere non sarà più un problema di quantità, ma di qualità, perché l'avere non sarà una richiesta della personalità identificata e condizionata che vuole avere solo perché considera tutto in termini di possesso, ma una necessità dell'essere per soddisfare alcune esigenze "tecniche" di percorso.

Infine: solo un essere può cercare ciò che sta "oltre" l'essere, cosa che non può fare un burattino identificato e inconsapevole.

venerdì 12 febbraio 2010

OGNI TANTO SCENDIAMO DALLA GIOSTRA E...GODIAMOCI LA BELLEZZA DEL MONDO

Dimentichiamoci, ogni tanto, della frenetica rincorsa alla ricchezza, alla carriera o...ai mille obiettivi che inseguiamo e fermiamoci a godere della natura.
Può bastare poco per tornare alla semplicità e alla purezza dell'essere nudo e crudo:
un pomeriggio davanti alla maestosità del mare,
pochi minuti a guardare un albero...
alzare gli occhi al cielo.


lunedì 27 luglio 2009

DESIDERIO: LA VOCE DELL'ESSERE



Sono cosciente di correre il rischio di ficcarmi in un ginepraio dal quale potrei anche non uscirne più...ma ci provo lo stesso.
Vorrei parlare del bisogno, del desiderio, dell'aspirazione e della volontà.
Bella sfida ehhh? Soprattutto se la si vuole condensare in pochi post.
Da dove partiamo? Vediamo...ah, ecco! Se non ricordo male la nonna o il padre di Gurdjieff gli consigliarono, quand'era ragazzo, di seguire il proprio naso quando non sapeva dove andare. Penso si riferissero al "fiuto", l'istinto. Non so' quanto ciò possa valere per noi esseri "civilizzati". Penso che abbiamo perso moltissimo in questo senso e ci ritroveremmo piuttosto confusi. Daltronde noi stiamo sviluppando sempre più la nostra "parte" mentale quindi, io credo che per noi è più importante "capire".

Capire, comprendere, sia in senso astratto che concreto (che sono due cose differenti).

Ecco che capire il "valore" del desiderio (e come questo sia la "voce" dell'essere) diventa fondamentale non solo per vivere una esistenza piena ed appagante, ma addirittura per "essere". Infatti se non impariamo a "sentire" i nostri più profondi desideri rimaniamo alla mercé di fattori "esterni" che ci sballottolano di quà e di là, come una barca in balìa dei flutti.
Ma non si può parlare di bisogno, desiderio, ecc., senza prima aver messo subito in chiaro una cosa: noi siamo un essere-coscienza in involuzione-evoluzione. Cioé una "scintilla divina" ricoperta di un "leggero" velo di materia (all'inizio piena di potenziale ma vuota di contenuti) che da ere ed ere "viaggia" (prima discendendo in basso nella materia e poi in alto verso i regni superiori) alla ricerca dell'autoconsapevolezza, della completezza e infine del "servizio" per amore.
Da dove è nata questa scintilla? Dal "seno" del Divino e...per "Desiderio" del Divino (quando parliamo di Divino non associamolo a nulla di antropomorfico; la radice di divino è Div=Brillante, quindi possiamo considerarlo il Padre-Madre-Figlio o la Sorgente di Luce da cui siamo stati emanati).
Chi scrive non conosce certo il "piano" divino e...forse dovrebbe tacere. Ma qualcosa lo spinge a parlare (naturalmente sulla base di ciò che ha ascoltato, letto e compreso).
E quindi vi rimanda alla prossima puntata...

domenica 3 maggio 2009

PADRONI DEL VOSTRO DESTINO - IL LIBRO CHE PORTEREI IN SALVO IN UNA IPOTETICA "ARCA DI NOE'"


Di libri ne ho letti tanti nella vita, dai romanzi rosa ai gialli, dai classici agli erotici. Poi libri sullo Yoga (antichi e moderni), sul taoismo, zen, buddhismo, sufismo, induismo, cristianesimo e quant'altro.
Senz'altro ve ne sono alcuni che amo (anche degli stessi autori del libro in questione) e a cui sono particolarmente affezzionato.
Ma la particolarità di "Padroni del vostro destino", secondo me, è che qui siamo in presenza di qualcosa di unico. Questo libro è un manuale completo ed esaustivo sull'essere umano. Lo considero indispensabile per la conoscenza di se stessi, per la Ricerca Interiore.
Scorrendo le pagine di questo volume diventa sempre più evidente di avere tra le mani qualcosa di estremamente raro e prezioso. Grazie ad esso l'uomo può finalmente sapere la "via" da seguire per conoscersi. Praticamente intendo. In quanto il libro non è solo teorico, ma fornisce delle "solide" basi su cui "lavorare" per conoscere ogni più minuta sfaccettatura della propria personalità e del proprio essere (ad iniziare dall'osservazione delle funzioni della "macchina umana").

Se mi dovessero dire: "Stiamo costruendo un'Arca, potrai portare con te un solo libro. Quale scegli?"

Bene, non avrei nessun dubbio, sceglierei "Padroni del vostro destino".
Un grazie di cuore agli autori.