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martedì 22 settembre 2009

I FIORI DI KAMA - IDENTIKIT DELL'EROE

Perseo recide la testa di Medusa


Identikit dell’Eroe, non di un Eroe.

Chi è l’Eroe? Un archetipo? Un “modello base” da emulare? E come l’uomo moderno può risvegliare in sé l’eroicità?

Cosa rappresentava l’Eroe nell’antichità e come identificare l’Eroe moderno?

Anticamente l’Eroe era quell’essere a metà strada tra gli dei e gli uomini. Mezzo dio mezzo uomo. Ogni vero Eroe era figlio di una divinità e di un massimo esponente del genere umano (di solito una regina o una principessa).

Per fare qualche esempio l’Eroe sumero Gilgamesh (per due terzi divino ed un terzo umano) era figlio della dea Ninsun e di uno sconosciuto.
L’Eroe irlandese Cu Chulainn era figlio del dio Lug e della sorella di un re, Deichtine.
L’Eroe indiano Arjuna era figlio del dio Indra e della regina Kunti.
L’Eroe greco Ercole era figlio del dio Zeus e della regina Alcmena.
Cu Chulainn

L’Eroe greco Perseo era figlio sempre del dio Zeus (al quale piacevano molto le belle donne) e della principessa Danae.
Questi solo per dirne alcuni.

Tutti gli eroi erano quindi semidivini ed erano chiamati ad affrontare imprese sovrumane che, di solito, miravano a liberare l’umanità dalla minaccia di qualche flagello o da terribili mostri. Questo il loro agire esterno. La loro mira personale invece era l’immortalità, diventare completamente divini. Essi, attraverso il “servizio” reso all’umanità e agli dei venivano “messi alla prova”, venivano “iniziati” ai misteri divini e contemporaneamente si liberavano delle ultime “zavorre” di umanità che portavano dentro di loro.

Comunque, sempre, l’Eroe ama. Tant’è vero che Eroe deriva da Eros. Eros: Amore, Passione, Desiderio.
L’Eroe era anche un essere coraggioso che amava superare se stesso. Le sue “prove” non erano certo delle passeggiate nel bosco a primavera.

E l’eroe moderno?

Finita l’era dei mostri, delle minacce al libero fluire del fiume umano nel suo scorrere evolutivo, si è aperta una nuova era.
Gilgamesh
Personaggi “investiti” di autorità (tra cui Buddha, Lao tzu, Pitagora e Gesù) hanno aperto nuove vie nel mondo. Dopo di loro qualunque uomo può diventare un eroe, se lo desidera. Ma non più un eroe che combatte contro avversari esterni, bensì contro i “mostri” della propria interiorità, del proprio retaggio animale.

L’eroe di oggi è uno speleologo del proprio mondo sommerso, uno scalatore delle vette della conoscenza dalle quali può osservare le proprie disarmonie e correggerle.

Qualche studioso ha definito le tappe dell’eroe. Tra queste quelle basilari credo siano la partenza da casa (cioè dal conosciuto, da ciò che eravamo fino a ieri, per andare alla ricerca di noi stessi), le prove che si incontrano sul sentiero, l’iniziazione-trasformazione ed il ritorno col frutto della propria conquista. L’eroe moderno, quindi, è colui che parte per esplorare le zone segrete della vita e del proprio inconscio. La sua è una spinta alla ricerca della verità, alla sperimentazione, alla lotta, alla conquista, alla fatica, al coraggio…fino poi ad arrivare, se lo desidera, all’immolazione e al sacrificio di se stesso per un bene più elevato.

Io identifico l’eroe moderno non certo in Rambo o Superman e neanche nei kamikaze e soldati di tutto il mondo. I primi sono solo delle invenzioni, i secondi delle vittime più o meno consapevoli di persone più furbe di loro. L’eroe moderno, per me, è il Ricercatore di Verità.

Il nuovo eroe è colui che parte alla conquista di se stesso, lottando contro la propria ignoranza, le proprie paure, chiusure, pregiudizi, disarmonie.

E’ qui, dentro di noi, che si sono nascosti i mostri di un tempo.
E se vi sono dei cieli, dei “campi di Buddha” da raggiungere, questi non possono essere che in quello stesso posto attualmente infestato da Draghi, Idre, Chimere, Sfingi, Gorgoni: nel nostro cuore, sede della coscienza e dell’amore.

giovedì 7 maggio 2009

I FIORI DI KAMA - MILITARI: LI CHIAMANO EROI, IO LI CHIAMO MERCENARI

Oggi vi ripropongo un post, scritto più di due anni fa (07.05.2009), attraverso il quale "prendo posizione" riguardo all'errata opinione diffusa sul chi sia l'eroe moderno.


"E' di oggi la notizia dell'ennesimo massacro di "vittime innocenti". Un piccolo villaggio (in Afghanistan) è stato bombardato dall'aviazione statunitense.





Premetto che non ho nulla contro i ragazzi che vanno a servire le rispettive "patrie" in terre lontane, fosse anche per denaro. 

Però è importante dare "pane al pane e vino al vino", come si suol dire. 

Piuttosto è quel giocare coi termini che mi da fastidio. 

Spesso ci presentano i militari come degli "eroi". Ma l'Eroe è ben altra cosa. 

I soldati (di qualunque nazione) vanno in guerra per il denaro. Infatti è risaputo che i militari che prestano servizio in Afghanistan o in Irak percepiscono stipendi altissimi.

Gli eserciti si fanno col denaro, e servono a produrre denaro. Punto e basta.

E la cosa non è nuova, va avanti così da chissà quanto tempo. Per fare un esempio, tutti i soldati dell'antica Roma erano ben remunerati durante le campagne militari, e quando tornavano a casa ricevevano appezzamenti di terreno come "bonus" di uscita. Pompeo e Crasso (che con Cesare formarono il Triumvirato) erano straricchi, molto più di Berlusconi, perciò si potevano permettere di mettere sù dei formidabili eserciti.

Oggi, in molti "paesi civili", gli eserciti sono pagati dal popolo. Ma è sempre questione di ricchezza.

Ma, tornando all'eroicità, è bene precisare che l'Eroe (termine che deriva da Eros=Amore, Passione,Desiderio) è una persona che ama la vita profondamente e combatte contro le ingiustizie per difendere i deboli e gli oppressi (non per massacrarli, al soldo di politici e multinazionali).

Di solito l'Eroe combatte contro persone o esseri più forti di lui (come nel caso degli Eroi mitologici che combattevano contro draghi e mostri).

Nella Mitologia Greca, Ercole, Teseo, Perseo, Bellerofonte e tanti altri affrontavano imprese "sovrumane" per liberare territori e popolazioni da minacce mortali. 

L'Eroe (quello vero) è un essere a metà strada tra l'umano e il divino (perché un Eroe è per metà figlio di un dio e per metà figlio di una mortale), e il suo scopo è liberare gli esseri umani da minacce, mostri e quant'altro.


Bellerofonte uccide la Chimera

A proposito del "guerriero moderno", o eroe moderno, oggi è tale chi "cerca" e difende la Verità (Verità come Realtà, non come contrario della menzogna), non tanto con le armi ma soprattutto attraverso "l'arma della comunicazione".