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venerdì 31 gennaio 2014

Tenere pulito lo spazio interiore

 

Lo spazio interiore....

Forse non molti sanno di avere la possibilità di conoscere il proprio spazio interiore (la mente).
 
I più si accontentano di vivere alla giornata, accettando che la propria interiorità venga colmata da ogni sorta di "influenze" esterne, vissute nella più totale inconsapevolezza dei dannosi effetti emotivi ed energetici che si generano "dentro", come conseguenza del caos che ci circonda.

Lo spazio interiore - che è conoscibile e coltivabile attraverso la Meditazione e la Preghiera - è lo "spazio" della nostra coscienza, e non vi è luogo più "sacro" ed intimo per ognuno di noi. E' il nostro tempio senza pareti (e senza pareri e opinioni), dove regnano il silenzio e la pace assoluti.
 
E' il luogo del riposo, della luce e della rigenerazione. Il luogo dell'Unità.
 
Dedicare quotidianamente del tempo alla Meditazione e alla Preghiera è il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi e al mondo.
 
Pulire la mente è come fare pulizia in casa: spazzare, spolverare, lavare e...aprire le finestre per lasciar uscire "l'aria viziata".
 
Non si dovrebbe mai smettere di fare "pulizia in casa", neanche dopo molti anni di pratica meditativa (addirittura anche dopo il Risveglio), altrimenti, come ha detto il Buddha, "il vaso (la mente), goccia dopo goccia, torna a riempirsi di veleno".

sabato 10 ottobre 2009

LE INTERVISTE DI SAGITTA55 - IL NOBEL A OBAMA


Data l'importanza storica di questo evento, il Nobel a Barak Obama, la nostra Redazione ha pensato di chiedere un modesto parere ad un Sociologo esperto di Politiche Internazionali.


Per motivi di sicurezza il nostro intervistato ha chiesto di mantenere l'anonimato.



Redazione: Buogiorno Professore, ha sentito le ultime novità riguardo alla decisione di conferire il Nobel al Presidente degli Stati Uniti?


Professore: Si, l'ho appresa questa mattina dai giornali.
R. E cosa ne pensa?
P. No comment!
R. La prego, non mi lasci così. Mi dica qualcosa.
P. Guardi, non sò chi le ha dato il mio recapito...lei mi mette in grande imbarazzo.
R. Sì, capisco. Le chiedo solo un modesto parere su questa vicenda. Se non sbaglio con questo gesto si è voluto premiare gli sforzi di quest'uomo per un futuro di pace. Per esempio Obama si sta adoperando per il disarmo nucleare...
P. Sì...sì...e intanto i suoi eserciti massacrano gente in tutto il modo. Credo che questo avvenimento sia un chiaro esempio della confusione dei valori dell'epoca moderna.
R. Cosa intende?
P. Intendo dire che la cosa non è nuova e che, volutamente o meno, si mischiano scarpe e scarponi equiparandoli.
R. Cioé?
P. Io posso capire un Nobel al Mahatma Gandhi, a Madre Teresa di Calcutta, al Dalai Lama...ma quando un Nobel viene conferito ad un Roosvelt (1905), ad Arafat, al Segretario di Stato americano Cordell Hull (1945) dopo che aveva fatto sganciare due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, mi dice che senso ha tutto questo?
R. Il senso è che a volte si può giungere alla pace attraverso il conflitto...
P. Verissimo, però guardi, la pace l'uomo deve raggiungerla prima in se stesso. E se proprio deve scatenare dei conflitti per stabilire un'ordine lo faccia in se stesso. Poi troverà la pace interiore. Una popolazione di uomini in pace in se stessi naturalmente saranno portati per una pace internazionale. Le racconto un piccolo aneddoto molto pertinente e significativo.

R. Mi dica.

P. Tempo fa viveva nel mio paese un uomo dal pugno di ferro. Questi aveva cinque figli maschi molto irrequieti, sempre in lotta fra di loro. Ma lui con le buone maniere, cioé a schiaffi, calci e pugni, riusciva a tenerli buoni. In un certo senso aveva stabilito la pace in casa. Quando i figli crebbero e si sposarono ripresero a farsi guerra. Ma quest'uomo dal carattere dispotico, tenace e duro andò di casa in casa e riprese a picchiare i suoi figli e i figli dei suoi figli (comprese le mogli), riuscendo a stabilire di nuovo la pace. Però un bel giorno l'uomo morì...
R. E quindi, com'è andata a finire?
P. Oggi i figli di quell'uomo e i figli dei loro figli hanno ripreso allegramente a farsi guerra. Se ne danno di santa ragione.
R. Capisco. Humm...grazie Professore.
P. Ma le pare.