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mercoledì 9 febbraio 2011

Il valore di un respiro



Un respiro...

..uno, uno solo, può fare la differenza se continuare o vivere o morire.

Ma può fare anche la differenza sulla qualità della propria vita.

Il respiro è quel 'legame' sottile con la vita biologica indispensabile alla stessa; eppure, proprio perchè ci è stato fornito 'gratuitamente' dalla natura, è così poco apprezzato dai più distratti.

Il respiro 'muove' la nostra vita biologica esattamente come il vento muove le acque dell'oceano, coinvolgendolo non solo in superficie, ma generando anche correnti sottomarine e scambi di sostanze...rigenerazione.

Il nostro 'oceano' corporeo, fatto di liquidi di varia natura, vive, si muove, ed è soggetto a 'scambi' di sostanze chimiche vitali, anche grazie all'azione del respiro.

Il cibo di cui ci nutriamo non potrebbe essere assimilato e trasformato senza l'intervento del respiro, il quale apporta 'sostanze' extra, come l'ossigeno, l'azoto, ed altre, indispensabili agli scambi di sostanze nutritive tra le cellule.

Ma c'è modo e modo di respirare e, soprattutto, vi può essere la consapevolezza (o la totale assenza di consapevolezza) della funzione del respiro.

Come vi sono differenti modi, da parte del vento, di spazzare la superficie delle acque dell'oceano, modi che possono andare dalla bonaccia, alle leggere brezze fino ai cicloni generatori di terribili tempeste, allo stesso modo vi sono differenti modalità d'azione del nostro respiro e differenti effetti fisiologici.

Così vi può essere (come di solito avviene) un respiro aritmico, uno con frequenti pause in apnea, un respiro affannato, uno lungo, calmo e profondo...ogni differenza di respiro produce effetti completamente differenti, sia nel metabolismo, che sugli stati emotivi o sul corretto funzionamento del pensiero.

Il respiro è un 'valore aggiunto' fornitoci dalla natura; purtroppo proprio perché 'naturale' lo diamo per scontato.
Ma al massimo è scontato il respiro, non il corretto respirare.

Il nostro respiro è fortemente influenzato dalle emozioni e dai riflessi condizionati dagli eventi esterni, perciò se le emozioni e gli eventi sono turbolenti o 'paralizzanti' il respiro si comporterà di conseguenza, alterandosi o fermandosi a tratti.

Attraverso l'osservazione del proprio respiro si possono comprendere molte cose di noi stessi, e imparare a gestire un po' meglio le nostre funzioni vitali.

'Iinvestire' sull'osservazione del proprio respiro è sicuramente utile per conoscere e migliorare il proprio stato di salute, sia fisica che interiore.

Ma com'è difficile ricordarsene durante la giornata...

mercoledì 2 febbraio 2011

A proposito del respiro: una scena dal film "Giodano Bruno"

Il respiro è vita, energia, movimento...coinvolgimento totale.

Ma respirare, respirare veramente, può far paura, così come può far paura la libertà (quella vera).
Perché il respiro (come la libertà) può accendere un 'fuoco interiore' a cui non siamo abituati.
Troppo caldo...troppa luce.
Meglio una vita tiepida e in penombra, del sesso tiepido e in penombra....



lunedì 31 maggio 2010

2.332


2.332 non è la nuova data, rivista e corretta, della fine del mondo secondo i Maya, né l'anno in cui finalmente la BP riuscirà a ripulire le coste americane dalla Marea Nera.


2.332 è semplicemente il calcolo di quante volte respiriamo durante l'arco delle 24 ore considerando una media di 18 respiri al minuto.


La mia domanda è: escludendo le 8 ore di sonno notturne (e quindi di inconsapevolezza), in un giorno di quanti di questi respiri siamo consapevoli?


Non sto qui a parlare di tutte le sfumature del respiro, della sua importanza a livello fisiologico, emotivo, eccetera, ma solo della nostra consapevolezza.


Se non riusciamo a rimanere consapevoli neanche del nostro respiro per più di cinque minuti, se non riusciamo ad avere questa costanza nell'osservare qualcosa di intimo e personale come il respiro, come possiamo sperare di conquistare alcunché nella vita?