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lunedì 26 agosto 2013

Corsi di Formazione per Insegnanti di Yoga





In Novembre 2013 ha inizio il Corso Triennale per Insegnanti di Yoga organizzato dalla Scuola di Formazione Kama, affiliata ASI-CONI, con sede a Cerignola, in Puglia.

Il Corso si articolerà su tre livelli, durante i quali verranno studiati i principali aspetti anatomici, fisiologici e funzionali del corpo umano connessi alla pratica dello Yoga; sarà approfondita la filosofia indiana così come la pratica delle principali asana, pranayama, rilassamento, tecniche meditative ed altre tecniche yogiche.

Il Primo Livello del Corso si snoderà in otto week end a cadenza mensile durante i quali si potrà ricevere una formazione teorico-pratica utile sia per studio personale che per iniziare (o perfezionare) l'insegnamento dello Yoga.

Ad ogni incontro si riceveranno dispense di studio dettagliate riguardo agli argomenti trattati in aula

Alla fine del primo Anno si riceverà un Attestato di Partecipazione, mentre a corso completato, alla fine del Terzo Anno, verrà rilasciato il Certificato di Formazione Insegnanti di Yoga e Iscrizione nell'Albo Nazionale ASI-CONI.

Per maggiori informazioni:  http://www.associazionekama.com/

giovedì 23 febbraio 2012

YOGA INTEGRALE - L'importanza di lavorare sulla rimozione dei blocchi energetici



Uno degli aspetti basilari su cui si lavora, sin dall'inizio con lo Yoga Integrale, è la rimozione di blocchi e contratture. Questo "lavoro" è indispensabile perché i blocchi vanno ad impedire una corretta circolazione energetica nel nostro sistema psico-fisico.

Anche se non siamo abituati a considerarci dal punto di vista energetico, nondimeno è indiscusso che noi siamo energia, energia che si manifesta sotto aspetti differenti: movimenti, emozioni, sensazioni, pensieri...

A questo riguardo è importante comprendere che quello della "rimozione dei blocchi psico-fisici" non è solo un punto di vista dello Yoga Integrale, ma è stato studiato e approfondito anche da diversi medici e studiosi occidentali.

Un primo grande contributo in questo senso fu dato da Sigmund Freud. Questo grande medico e neurologo fondatore della Psicoanalisi, in seguito a numerose osservazioni sui suoi pazienti (soprattutto analizzando i loro sogni e il loro modo di esprimersi verbalmente) aveva compreso come i sintomi che questi presentavano non fossero altro che "l'espressione corporea" di traumi vissuti nell'infanzia, come dolori, paure, divieti, rifiuti (soprattutto in relazione ai genitori), in seguito rimossi dalla coscienza.

Altro grande contributo in questo senso fu dato da Wilhelm Reich, prima paziente e poi allievo di Freud. Reich aggiunse nuovi elementi nella psicoanalisi: l'osservazione più dettagliata del corpo, l'espressione degli occhi, del viso, tensioni muscolari e toni di voce. Tutti elementi, questi, che possono dare preziose informazioni sul tipo di "blocco" vissuto dal paziente.

Altra cosa importante scoperta da Reich fu una sorta di "spaccatura" fra la nostra parte cosciente e quella inconscia. Egli notò, ad esempio, che una persona può ridere ma, allo stesso tempo, avere il volto triste. Oppure può dire parole gentili mentre i suoi occhi esprimono rancore...insomma ciò che una persona esprime in "superficie" raramente rappresenta la totalità di noi stessi: vi è tutto un "mondo sommerso", il cosiddetto inconscio, che rappresenta un immenso serbatoio di esperienze vissute e...dimenticate. Queste sono all'origine di numerosi blocchi e paure.

Altra osservazione importante (pienamente compresa già da diversi millenni dalle Scienze Orientali) è che tutti i blocchi e le tensioni fisiche rappresentano una sorta di autodifesa per...non mostrarsi vulnerabili. Ecco che tenere i pugni stretti, le mascelle serrate o un diaframma bloccato è un modo di dire (anche se inconsapevolmente) che abbiamo timore di aprirci alla vita (per non essere di nuovo feriti, umiliati o rifiutati).

Insomma, anche la medicina occidentale, a un certo punto, ha cominciato a fare "scoperte" sensazionali sulla nostra struttura psico-fisica.

A un certo punto si è capito chiaramente che "noi siamo una unità di corpo, mente ed emozioni", e che ogni tensione o blocco vissuto in una di queste sfere influenza necessariamente anche le altre due.

Il lavoro portato avanti da Reich fu continuato dal suo allievo Alexander Lowen. Questi, fondò un sistema di Analisi definita "Bioenergetica" e, a sua volta, apportò nuovi contributi all'opera del suo maestro. Lowen ad esempio (cosa molto importante perché qui cominciamo a scorgere i parallelismi con le pratiche di Yoga, di Qi Gong, eccetera), affiancò alla terapia in studio anche degli esercizi di stretching (derivato dallo Yoga) da fare a casa.

In seguito a numerose osservazioni "scientifiche" Lowen aveva formulato la teoria secondo la quale "una persona il cui flusso energetico è bloccato ha perso una parte della sua vitalità e personalità". Grandioso!

Egli capì, ad esempio, che un diaframma contratto blocca il libero scorrere del respiro, interrompe l'onda respiratoria e, riducendo l'apporto di ossigeno, di conseguenza fa diminuire la vitalità dell'individuo.

Ma questo è solo uno degli esempi di "correlazione" tra le scoperte di questi bravi medici e ricercatori scientifici con ciò che le Antiche Scienze Mediche Orientali conoscevano benissimo.

Solo per fare due brevi accenni possiamo citare il Canone di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo, lo Hang Ti Nei Ching Su Wen, che viene considerato il libro di testo medico più antico del mondo, il quale parla ampiamente del "fattore Circolazione Energetica". Non per nulla è proprio dall'Antica Cina che vengono discipline come il Qi Gong e il Tai Chi Chuan, strettamente basate su pratiche di sblocco e potenziamento della circolazione dei "soffi", del Chi, dell'energia.

Dal canto suo, l'Antica India insieme a numerosi altri capolavori, veri Monumenti di Conoscenza, ci ha donato anche testi di medicina come la Charaka Samhita, la Sushruta Samhita e l'Ashtanga Hridayam (dette La Grande Triade).

Questi testi fanno parte dell'Ayurveda, l'Antica "Scienza di Vita" indiana dove l'energia, il Prana, viene preso in seria considerazione, anche in correlazione a molti tipi di disturbi.

In entrami questi sistemi medici e scientifici troviamo il parallelismo di una energia (che anima tutte le cose) le cui trasformazioni sono all'origine di tutte le forme viventi (e non), così come di tutti i tipi di disturbo.

Se tanto nell'antica Cina che in quella moderna il Qi Gong e il Tai Chi Chuan affiancavano e affiancano tutt'ora efficacemente altre forme di terapia, come l'agopuntura, la moxa, la fitoterapia, eccetera, possiamo dire che anche lo Yoga ha svolto un ruolo simile nel suo equivalente campo in India (anche se lo scopo dello Yoga non si ferma all'aspetto "salutare").

Da questo punto di vista lo Yoga Integrale si può benissimo affiancare alle grandi scienze mediche, sia del passato che del presente.

Perciò, volendo tornare allo Yoga Integrale e all'importanza di lavorare sulla "rimozione dei blocchi energetici", tutte le Asana, il Pranayama, i Bandha, le Mudra e perfino la Meditazione hanno anche come scopo la rimozione dei blocchi (superficiali e profondi) e il potenziamento (ma in modo armonico) della circolazione dell'energia nel nostro complesso sistema psico-fisico-emozionale.

Vi sono molte zone del corpo dove possono avvenire dei blocchi energetici, questi di solito sono nei "punti di congiunzione" (proprio come nei grandi e piccoli crocevia stradali delle nostre città): polsi, caviglie, gomiti, mascelle, vertebre, bacino...ma vi sono anche zone muscolari come, ad esempio, i muscoli trapezi.

Poi vi sono altre "zone muscolari" nel nostro corpo, più nascoste (perciò più profonde, sia come radicamento dei blocchi sia come importanza) alle quali lo Yoga pone una particolare attenzione, offrendo numerose tecniche di "sblocco", e quindi di rimozione.

Due di queste zone sono il Pavimento Pelvico (collegato a blocchi e rimozioni di ordine anche sessuale) e il Diaframma (particolarmente legato ai blocchi emotivo-sentimentali).

Un Diaframma chiuso denota chiusura verso la vita.
Col Diaframma chiuso il respiro si fa più corto e questo fa calare il nostro quoziente energetico. Come conseguenza cala la anche capacità di "percezione" delle sensazioni ed emozioni.
In pratica avviene una chiusura tra il nostro "io" profondo e l'esterno.

In questa condizione di Diaframma bloccato (molto più comune di quanto si pensi) il mondo perde di brillantezza, i suoni ci giungono attenuati o distorti, la gamma delle emozioni che sperimentiamo si riduce considerevolmente...

Perciò, se da un lato "sembra" che chiudendo il Diaframma ci proteggiamo da eventuali aggressioni emotive esterne, allo stesso tempo con il Diaframma bloccato tutta la nostra energia vitale (a causa dei blocchi energetici) cala considerevolmente, al punto che facciamo fatica a salire due piani a piedi, leggere un breve post come questo o...reggere una relazione sentimentale.

A questo punto è doveroso precisare che l'argomento "blocchi energetici" non è certo risolvibile con un articolo, né va affrontato solo teoricamente. Esiste una Scienza Antica che, attraversando indenne i secoli, trasportata da cuore a cuore, da Maestro ad allievo, può offrire anche all'uomo e la donna moderni una Tecnologia Interiore utile ed efficace per soddisfare le numerose richieste dell'essere umano.

Certamente il desiderio dell'uomo di liberarsi da fattori disenergizzanti e limitanti - sia fisicamente che emotivamente e mentalmente - è un desiderio più che lecito.

Una volta liberi dalle strettoie di una vita "interiore" angusta lo spazio che ci circonda viene vissuto diversamente, lo spazio vitale si fa più ampio e ricco di infinite possibilità.

Lo Yoga Integrale può dare tutto questo, può "liberare" la nostra energia repressa (e molto altro ancora), come hanno avuto modo di sperimentare milioni di uomini e donne non solo nel passato, ma anche nella nostra epoca moderna.

Sta solo a noi decidere se rimanere coi nostri blocchi, chiusi in un cantuccio nell'illusione di stare al sicuro, o spiccare il volo verso una vita più ampia, libera e appagante.

A noi la scelta.

Continua.


giovedì 28 aprile 2011

Soffi vitali, respiro e salute



di Brigida Russo

Quando si parla di salute, in genere, si pone soprattutto l’attenzione a tutti gli elementi “tangibili”, quali la corretta alimentazione, il giusto apporto di minerali, vitamine ecc…, e si trascura uno degli elementi fondamentali: il respiro. Il respiro, infatti, è considerato un optional, un elemento aggiunto, qualcosa di astratto, di non fondamentale per la nostra salute.

Pochi sanno che il respiro, diversificandosi nel corpo in dieci differenti "soffi" (di cui cinque principali), sovrintende su tutti gli scambi interni di sostanze nutritive e, grazie al "movimento" armonioso, mantiene in un certo equilibrio tutte le funzioni vitali. Ecco perché tantissime problematiche fisiche sono determinate proprio da una respirazione scorretta, se non addirittura bloccata.

Vediamo in che modo i soffi vitali influenzano la nostra fisiologia:

Il prana (l’energia vitale) circola attraverso il corpo “trasportato” da 5 soffi (vayu) responsabili ognuno di nutrire i diversi tessuti.
Esaminiamo il loro diverso percorso nelle diverse aree del corpo e soprattutto la loro incidenza a livello fisico.

PRANA VAYU: è responsabile dell’assimilazione degli elementi nutritivi utili sia al corpo (cibo e acqua) che alla mente (sensazioni e impressioni). È strettamente collegato al sistema nervoso, ed un suo cattivo funzionamento determina problemi di natura emotiva, quali ansia ecc..

UDANA VAYU: è il movimento ascendente dell’energia verso la gola, infatti regola la parola e le altre funzioni collegate all’area del collo, nutre i tessuti muscolari e a livello energetico è collegato alla volontà e allo sforzo emotivo. Questa correlazione spiega perché tante problematiche fisiche molto comuni, quali le contratture cervicali, compaiono proprio in momenti di intenso sforzo mentale. Un ripristino del corretto e armonico fluire del respiro è sicuramente il modo migliore per risolvere questo problema.

VYANA VAYU: è responsabile del movimento espansivo dell’energia, dell’estensione degli arti e della circolazione arteriosa. Il suo movimento ha origine nel petto e si espande lungo le braccia e le mani, ed è in stretto collegamento con i legamenti.

SAMANA VAYU: questo soffio, al contrario del precedente, è responsabile del movimento verso l’interno, della contrazione degli arti e del circolo venoso. La sua sede è nell’area dell’ombelico ed è in collegamento con gli organi del sistema digestivo. In particolare il SAMANA VAYU nutre e movimenta il tessuto adiposo. Quando il movimento respiratorio è bloccato in questa area, cosa che avviene frequentemente, si creano congestioni e ristagni nel tessuto adiposo. Ci siamo mai interrogati sul perché del fallimento di tante diete nel rimuovere i cuscinetti adiposi? Una corretta respirazione addominale potrebbe risultare sicuramente più efficace.

APANA VAYU: è responsabile del movimento dell’energia verso il basso ed preposto alla eliminazione delle scorie (feci, urina, fluido mestruale). Questo soffio ha sede nel colon, l’area di pertinenza del dosha Vata. Vi sono interi trattati di ayurveda che trattano questo soffio e le sue alterazioni. Parlarne richiederebbe pagine intere, ma noi ci limitiamo al momento ad evidemziare il collegamento di questo soffio con il tessuto osseo.

Riuscire ad individuare ed equilibrare questi 5 soffi nel nostro corpo è una grande conquista, perché può aiutare a comprendere la natura di molti squilibri e blocchi, e porvi rimedio. La pratica delle asana e del pranayama, grazie alla loro capacità di rimuovere i blocchi energetici, è utile anche per ristabilire un’armoniosa circolazione dei soffi vitali. Infatti durante le asana non solo vengono percepiti chiaramente i diversi soffi ma, cosa più importante, con la pratica costante di asana e pranayama si impara a dirigerli e veicolarli correttamente nel corpo.

L’osservazione del respiro durante le asana serve anche a questo “ascolto interiore” consapevole: durante una posizione, nella immobilità e nell’interiorizzazione, è possibile sentire con precisione dove è presente un blocco energetico. Assistere al suo lento sciogliersi attraverso le giuste tecniche e il conseguente atto di respirare correttamente è, credetemi, ogni volta come assistere ad un miracolo.




martedì 1 febbraio 2011

Il libro del mese: Pranayama (di A. Van Lysebeth




IL PRANA

Il Prana sta allo yoga come l'elettricità alla nostra civiltà.

Immaginiamo che la macchina di Wells per risalire il tempo ci metta, duemila anni prima della nostra epoca, alla presenza di uno yogi. Figuriamoci di descrivergli la nostra civiltà con gli aereoplani, il telefono, la radio, la televisione, gli aspiratori, i frigoriferi, le auto, senza dimenticare i satelliti e i razzi spaziali, mettendoci pure le lampadine tascabili, i cervelli elettronici, i tram e i frullatori, dimenticando però di parlargli dell'elettricità: egli si farebbe un'idea assai falsa della nostra civiltà. Non comprenderebbe nulla del suo motore essenziale, di quell'energia elettrica che anche noi dimentichiamo, a meno che non capiti un'interruzione di corrente.

Allo stesso modo, ignorare o misconoscere l'esistenza del Prana, della sua azione sul nostro organismo, il modo di immagazzinarlo, di dirigerlo secondo la nostra volontà, significa ignorare il vero yoga. Non c'è dubbio che è possibile praticare le asana senza preoccuparsi del prana, in quanto, in una determinata misura, le posture assicurano quasi automaticamente l'equilibrio pranico senza che l'adepto se ne debba preoccupare. Ma, dopo un certo periodo di pratica, questi tocca il soffitto. Non appena acquisita la tecnica delle posizioni, se si vuole progredire occorre oltrepassare lo stadio dell'esecuzione puamente meccanica e materiale delle asana e di altri esercizi yogici per passare a quello del Pranayama.

A questo punto mi sembra convenga imitare i filosofi indiani che principiano col definire i termini di cui si servono.


COS'E' IL PRANA?

...Dice Swami Sivananda: "Prana è la somma di tutte le energie contenute nell'Universo". Vastissimo! Per gli yogi l'universo è costituito di Akasha, l'etere cosmico, e di Prana, cioé energia. Tutte le forme della materia nascono quando Prana agisce su Akasha. In sostanza questo concetto corrisponde a quello della nostra fisica nucleare che considera qualsiasi materia come energia 'arrangiata' in maniera diversa...

...Quando scriviamo Prana con la maiuscola intendiamo designare questa Energia Cosmica presa nel suo assieme, mentre prana con la minuscola ce ne indica le sue manifestazioni. Prana, quindi, è l'energia universale indifferenziata, mentre prana è l'energia differenziata in qualsiasi forma si manifesti. Il magnetismo è una manifestazione di prana, esattamente come l'elettricità e la gravitazione. Tutto quel che si muove nel nostro universo manifesta Prana: grazie al prana il vento soffia, la terra trema, l'ascia si abbatte, l'aereo decolla, la stella esplode e il filosofo pensa. Il prana è universale. Noi esistiamo in un oceano di prana del quale ogni essere vivente è un vortice...


CONTROLLO COSCIENTE DEL PRANA

Svelare l'esistenza del prana è già notevole. Scoprire che è possibile controllarlo, determinarne le leggi e le tecniche adatte a tal fine è addirittura meraviglioso...

...Tradurre 'Pranayama' con 'esercizi respiratori' significherebbe porre una deplorevole limitazione alla portata di questi esercizi e disconoscerebbe il loro vero scopo che è la cattura, l'accumulo e il controllo cosciente delle vitali energie praniche del nostro corpo. In ultima analisi il Pranayama è anche l'obiettivo delle asana, bandha e mudra; tra mentale e prana esiste un'interazione che porta l'hatha yoga molto al di là del fisico. Non c'è in realtà molta differenza tra lo yoga mentale, o raja yoga, e l'hatha yoga.

Riassumendo:

Prana = somma delle energie universali. Prana non è né magnetismo, né gravitazione, né elettricità: tutti questi fenomeni diversi sono manifestazioni del Prana universale...


IL PRANA DELL'ARIA

L'atmosfera è la fonte più importante di prana vitale...un'affermazione tra le più significative è quella riferita dal dottor Thérèse Brosse a proposito di uno yogi che sostiene che "l'energia che gli consente di controllare il suo cuore, e persino di arrestarlo, è della stessa natura del fulmine".




PRANA = IONI NEGATIVI
Per il momento la nostra attenzione si concentrerà sulla ionizzazione. La folgore ne è una delle manifestazioni più evidenti. Per fare un esempio, un solo lampo scarica nell'aria l'equivalente del consumo totale di energia elettrica di parecchi giorni di una capitale come Parigi...
...Tanto per cominciare ricordate che uno ione è un atomo, o un frammento di molecola, caricato elettricamente e che gli ioni sono i veri operai della vita nella cellula; essi costituiscono in buona parte il suo potenziale vitale, cioè pranico.





Nell'atmosfera troviamo due tipi di ioni: a) i piccoli ioni negativi...assai attivi elettricamente, sono dei minuscoli pacchetti di energia ad uno stato quasi puro...I piccoli ioni negativi conferiscono vitalità allorganismo...; b) i grossi ioni, o ioni lenti. Questi sono formati da un nucleo polimolecolare - di conseguenza molto più grosso - al quale si è aggiunto uno ione negativo normale, di cui sarebbe più appropriato dire che è stato preso al laccio dal nucleo precipitato.

Noi quindi terremo a mente che i piccoli ioni negativi sono rapidi, mobilissimi, mentre i grossi ioni lenti esercitano la funzione d'acchiappamosche, agglutinando i piccoli ioni che essi attraggono e catturano al loro passaggio.




La presenza di numerosi grossi ioni lenti..diminuisce la conduttività di energia nell'aria, cosa che si verifica specialmente quando questa è inquinata da polveri, fumo e nebbia.
Si può dire, grosso modo, che la concentrazione di piccoli ioni nell'atmosfera diminuisce quando aumenta quella dei grossi, e viceversa...Ecco il motivo per cui c'è sovrabbondanza di ioni grossi nell'atmosfera sporca delle città. In campagna, dove l'aria è pulita, si contano uno, due o tre ioni piccoli per uno grosso, mentre in città la proporzione è di un piccolo rispetto a 275 grossi e, in alcuni determinati casi, addirittura di un solo piccolo contro 600 grossi....

Quanto sopra spiega e conferma le teorie yogiche le quali affermano il prana non essere né ossigeno, né azoto, né alcun altro dei componenti chimici dell'atmosfera in quanto, sia in città che in campagna, il tenore d'ossige dell'atmosfera è in realtà identico...



FONTI DI PICCOLI IONI VITALIZZANTI

Ionizzare negativamente gli atomi di ossigeno significa aggiungergli dell'energia elettrica. Ciò avviene soltanto sotto l'influsso di importanti sorgenti di energia. Quali? Le radiazioni telluriche...dalle radiazioni elettromagnetiche di corta lunghezza d'onda provenienti dal sole, questo inesauribile generatore di energia...i raggi cosmici...dalle grandi masse d'acqua in movimento o in corso di evaporazione: ecco il motivo per cui l'aria è così vitalizzante in riva al mare...




- Tutto questo, e molto altro (in riferimento allo yoga, comprese alcune tecniche di respirazione e bandha) su...-
PRANAYAMA - La dinamica del respiro, A. V. Lysebeth, Astrolabio edizioni

venerdì 27 agosto 2010

Yoga: l'importanza di mantenere elastici i muscoli della cintura addominale



Imparare a respirare correttamente è uno dei più grandi doni che una persona possa fare a se stessa.

Nel trattare questo argomento consideriamo solo l’aspetto fisiologico, salutare della cintura addominale e del diaframma.

Al fine di applicare correttamente le tecniche del pranayama (ma anche per respirare correttamente durante il resto della giornata) è indispensabile mantenere elasticizzata la cintura addominale.


I muscoli detti Grandi dritti e Obliqui interni, cioè i muscoli dell’addome, svolgono un ruolo davvero importante (in sinergia col diaframma) per il mantenimento della salute. Costipazione, rallentamento del metabolismo, iper o ipotensione, ansietà, invecchiamento precoce, salute delicata, freddolosità, cefalee…questi e molti altri disturbi possono non avere altra causa che un ventre troppo rilasciato o eccessivamente contratto.

La respirazione yogica completa comprende tre fasi conseguenziali: respiro addominale, toracico e clavicolare.

Di solito le persone col ventre eccessivamente rilasciato respirano solo con l’addome. Quelle, invece, che sostengono il famoso “pancia in dentro” dei militari, non muovendo per niente il ventre durante il respiro, usano solo la respirazione toracica.

I primi, col tempo, vedranno la loro pancia divenire sempre più voluminosa, i muscoli perderanno di elasticità. La conseguenza sarà un abbassamento dei visceri e della pressione sanguigna intraddominale. Vi saranno ristagni di sangue, gas e elementi di scarto. Rallentamento del metabolismo e molte altre conseguenze dannose a tutto l’organismo.

I fautori del pancia in dentro invece, coloro che amano il ventre come una "corazza di tartaruga", non coinvolgendo l’addome nel respiro avranno il plesso solare contratto, saranno ansiosi, ipertesi, e altro ancora.

La respirazione corretta esige che l’inspiro sia lungo, che arrivi sino all’addome, ma senza gonfiarlo come un pallone. I muscoli della cintura addominale dovrebbero opporsi alla dilatazione del ventre, però senza eccesiva rigidità. Poi l’inspiro deve continuare riempiendo anche la cavità toracica, completamente. Questo modo di inspirare, cioé l'opposizione dei muscoli all'aria che gonfia il ventre, fa aumentare la pressione intraddominale, con ripercussioni benefiche sulla circolazione del sangue, della linfa e sul metabolismo in generale.


In questo modo sia i visceri che tutti gli organi addominali e toracici: fegato, milza, pancreas, polmoni, stomaco, cuore…vengono massaggiati dolcemente, con conseguente benèfico riciclo delle sostanze che li compongono.

L’espiro dovrebbe avvenire fino in fondo, svuotando prima il torace e concludersi con una leggera rientranza dell’addome.

Una cintura addominale elastica non apporta solo immensi benefici alla circolazione sanguigna, linfatica e al metabolismo, come abbiamo visto (anche se solo superficialmente) ma i suoi effetti si ripercuotono positivamente su tutto l’organismo.

Dei muscoli tonici inoltre, forti ma elastici (sia addominali che lombari e dorsali) sono indispensabili per sorreggere, come un’impalcatura, tutta la colonna vertebrale.


Seguirà un post sul diaframma….