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mercoledì 1 giugno 2011

Il libro del mese - ALCHIMIA MANAGERIALE






Alchimia Manageriale, un libro agile, chiaro nei contenuti, utile per il Manager e per quanti sentono di avere un ruolo da svolgere nella società moderna.



Dalla quarta di copertina:


- Abbiamo voluto intitolare questo nostro lavoro alchimia manageriale perché il termine manager è certo quello che oggi rappresenta meglio l'agente del cambiamento, e l'alchimia che egli è chiamato ad esercitare è proprio quella di andare oltre il conosciuto per progettare il nuovo...Alchimia manageriale è quindi la trasformazione del conosciuto per raggiungere nuovi orizzonti, la capacità di non accontentarsi, di non mortificarsi all'interno di paure, di 'andare oltre' -.




Alcune righe dal libro:


- Nelle sue valutazioni e nelle sue scelte di ogni giorno il manager deve saper parlare il linguaggio dell'etica...Un linguaggio che trascende regole e codici circoscritti, moralismi e ideologie, mediazioni e retoriche. Un linguaggio che parla agli uomini dell'uomo, e del suo disagio, della sua bellezza, della sua dignità...L'etica costituisce il presupposto di costruzione e maturazione del sé individuale, nella formazioe di una individualità liberae responsabile che possa - giunta a maturazione - divenire esempio e guida per lo sviluppo armonico della collettività -.




Alchimia Manageriale, Walter Ferrero, Marta Residori, Adea Edizioni






martedì 18 gennaio 2011

La razza perfetta...



La razza perfetta non distrugge il mondo che la ospita, comportandosi come un cancro.

La razza perfetta è creatrice ma…non lascia rifiuti tossici.

La razza perfetta non è soggetta a guerre intestine,
essa vive in pace e armonia, e rigetta le persone che vogliono sopraffare o creare discordia.

La razza perfetta è un insieme di individui luminosi, svegli, responsabili, auto consapevoli, che non si prostituiscono per quattro soldi e…che sono rispettosi gli uni degli altri.

La razza perfetta non vuole assoggettare o colonizzare nulla e nessuno, tantomeno altre razze o altri pianeti, essa vive in armonia col resto dell’universo.

La razza perfetta sa di non essere l’unica razza e…s’inchina a coloro che gli sono coscienzialmente superiori, ma con dignità.

Inoltre essa accudisce e protegge con amore le razze coscienzialmente inferiori e gli altri Regni della Natura.

La razza perfetta vive nella Luce e nell’Amore e...non abusa del potere.

Finché non saremo a questo punto non crediamo di essere ciò che ancora non siamo, ma...

...operiamo per divenirlo.

giovedì 17 settembre 2009

ETICA: IL VALORE DELLA LEALTA'


Ciclicamente si sente parlare di etica e di valori. Di solito chi affronta questi argomenti è un filosofo, un sociologo o un religioso e molto spesso finisce col fare discorsi astrusi che anziché chiarire confonde ancora di più le idee.
Seguendo una logica semplice diventa chiaro come il Sole definire, per esempio, la lealtà.
Lo Zingarelli alla parola Leale dà questa definizione: "Fedele alla parola data, alle promesse, ai patti".
E' già qualcosa, ma a me non basta.
Consulto così il dizionario etimologico su web di Ottorino Pianigiani e vi trovo qualcosa in più. Leggo: "...Che obbedisce alle leggi dell'onore e della probità, e quindi mantenitore delle promesse...Incapace d'inganno, schietto, sincero".

Ecco, eureka, ci siamo!..."Incapace d'inganno, schietto, sincero". A volte poche parole dicono molto (a chi ha orecchie per intendere).
E mi chiedo, e vi chiedo: "Secondo voi quanto la slealtà è radicata nel modo di fare della società moderna?"
In nome del profitto e dell'interesse (di un singolo o di intere nazioni) si compiono azioni sleali mostruose: ci si rimangia continuamente la parola data, Borse fatte crollare per subdoli giochi economici, guerre sleali in cui si usano armi che sterminano intere popolazioni, colpi bassi agli avversari di partito politico (e a volte anche ai compagni), attentati terroristici.
Senza dubbio la Lealtà è uno dei più importanti valori (se non il primo) a cui bisogna tendere. Ognuno di noi deve stare in guardia dal commettere azioni sleali.
Osservarsi continuamente e riconoscere sinceramente quando si sta comportando in modo non "schietto, sincero, leale".
Senza la lealtà la vita diventa un inferno! Anzi, credo che le persone sleali non trovano posto neanche all'inferno. Anche il Diavolo diffiderebbe di una persona incline a tirare continuamente "colpi bassi".

martedì 24 febbraio 2009

A CHI APPARTIENE L'ESSERE UMANO?



Msg. n. 30
Inviato da sagitta55 alle ore 13:46 del giorno 09/02/2009


DI CHI E' PROPRIETA' OGNUNO DI NOI? QUAL'E' LA LINEA DI CONFINE TRA IL PUBBLICO E IL PRIVATO?

La battaglia portata avanti dal signor Peppino Englaro (riguardo al destino della figlia Eluana) sta sollevando una questione etica di portata storica. Probabilmente è uno dei punti più importanti che l'uomo, all'inizio di questo Terzo Millennio, è chiamato ad affrontare e risolvere. Ne va di mezzo non solo la sua dignità di uomo, ma anche (e soprattutto) la sua libertà.

Di chi è proprietà ognuno di noi?
1) Per lo Stato siamo "soggetti giuridici" con diritti e doveri (per la verità più doveri che diritti);
2) Per il Potere Economico siamo unità produttive o "consumatori";
3) Per la Chiesa siamo "pecore" da guidare.
E il libero arbitrio, dove lo mettiamo? Una società che si dice "libera" non può che essere composta da "uomini liberi". O no? Il primo dei Diritti Umani è quello della Libertà di scelta e di opinioni.
1) Certo, c'è bisogno di leggi che regolino la buona convivenza. Sono daccordo.
2) C'è anche bisogno di lavorare e di produrre (ma con senso della misura).
3) E c'è anche il rapporto tra l'uomo e il Divino (solo che questo non può essere un bisogno o un obbligo, ma un desiderio intimo di ognuno di noi).
La domanda interessante da farsi (per la verità già sollevata da diversi pensatori) è: "Lo Stato e l'economia sono al servizio del cittadino, o è il cittadino al servizio dello Stato e dell'economia?"
Evito volutamente di parlare della Chiesa perché, secondo me, non dovrebbe avere nessuna ingerenza nelle questioni pubbliche e private. Chi vuole affidarsi alle sue "cure" è libero di farlo. Ma, altrettanto libero dev'essere chi vuole ignorarla completamente. LO DICO A CHIARE LETTERE: "LA CHIESA NON E' PADRONA DELLA MIA VITA. LA MIA ANIMA E IL MIO CORPO SONO MIEI, E LI GESTISCO IO". PUNTO E BASTA!
Resta da chiarire il punto uno e due. A mio avviso lo Stato e l'Economia (che, se ci pensiamo bene, sono due "entità astratte" fondate su idee discutibili) dovrebbero fare la volontà della "maggioranza" delle persone. Questa è Libertà. Questa è Democrazia. Altrimenti che lo dicano chiaramente: "Siete sotto dittatura". Non che ci ricamano tanto attorno per farci credere una cosa per l'altra.

Io trovo assurdo che un Governo si "permetta" di interferire in una vicenda personale come quella della famiglia Englaro (e tante altre nel mondo).