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venerdì 13 marzo 2009

SCHIAVI IN CASA PROPRIA (3) - I PERICOLI DELLA GLOBALIZZAZIONE




Stavamo parlando di Vandana Shiva, delle Multinazionali e delle loro "strategie" politiche economiche. Queste aziende Transnazionali stanno cambiando la faccia del Pianeta (in peggio, naturalmente).

Vandana Shiva (che nel 1993 ha ricevuto il Premio Right Livelihood Award, simile al Nobel per la Pace), nel 1992 ha fondato l'associazione Navdanya, per contrastare il crescente "monopolio" agricolo delle Multinazionali.

Navdanya (nome che fa riferimento al rituale indiano dei "nove semi") nasce con l'intento di proteggere il diritto dell'umanità alla biodiversità, all'acqua e al cibo, attraverso un'agricoltura sostenibile e non violenta.



Uno dei punti a cui Vandana Shiva ha dedicato maggior attenzione è stato quello di recuperare, catalogare e proteggere, quante più possibili varietà di semi autoctoni per contrastare il "subdolo" gioco delle Multinazionali. Queste, infatti, da molti anni stanno ritirando dal mercato i semi "naturali" sostituendoli con i propri (OGM). Semi, questi, che non possono essere riprodotti (perché sterili) costringendo ogni anno, i contadini, a dover ricomprare "da loro" i semi.

Secondo Vandana Shiva "I brevetti di varietà ibride consentirebbero alle Multinazionali di appropriarsi di saperi millenari, ed espropriare progressivamente i contadini del loro sapere".


I punti "chiave", sui danni delle Multinazionali, denunciati dalla scienziata sono più o meno questi:
1) Desertificazione del territorio agricolo (a causa delle Monocolture);
2) Indebitamento dei contadini;
3) La distruzione della Biodiversità;
4) La questione del brevetto;
5) La questione del Golden Rice (il riso "inventato" dalle Multinazionali);
6) Povertà e Globalizzazione;
7) I danni degli OGM.

La Globalizzazione è la trovata "geniale" di queste aziende Transnazionali. Infatti (e sotto tutto questo vi è sicuramente un "potere occulto mondiale"), questi signori sono diventati così potenti da togliere potere economico ai Governi. Ogni singolo Governo deve solo limitarsi ad "amministrare" l'ordine interno di una Nazione. All'economia mondiale ci pensano loro.


A proposito della Globalizzazione Ulrich Beck, sociologo e scrittore tedesco, dice in un suo saggio: "...La Globalizzazione sta dando potere ad aziende transnazionali (le Multinazionali). Queste possono influenzare notevolmente la politica di un Paese, la sua economia ed ogni aspetto della società...Lo Stato non può più dettare regole alle Multinazionali capaci di raggirare, con la loro influenza, ogni barriera...allo Stato viene chiesto solo di garantire l'ordine interno...La Globalità è la percezione di vivere in una società globale. La società non è più limitata allo Stato, ma al Globo. La Globalizzazione ha messo in moto un processo irreversibile, in cui gli Stati perdono importanza rispetto alle Multinazionali..."


Chiarooo?


E concludo con le parole di Gandhi:
"Noi possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo con le Leggi della Biosfera. La Biosfera può soddisfare i bisogni di tutti, se l'economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di alcune persone".


Continua. (3)

sabato 28 febbraio 2009

SCHIAVI IN CASA PROPRIA (1) OVVERO: COME LE MULTINAZIONALI SI STANNO IMPADRONENDO DEL PIANETA




Avete capito bene. Non c'è nessun "doppio senso". Questa è la Verità, nuda e cruda.

La situazione è questa: per il Papa "i bambini non sono nostra proprietà". La citazione è tratta da un articolo, letto sulla Stampa circa un mese fa. Per lo Stato, idem: "i bambini non sono nostra proprietà". Ci pensano loro ad "educarli" ed "impostarli" secondo la loro ottica.
Per le Mutinazionali "peggio che andar di notte": i beni non sono nostri, ma appartengono a loro. Noi, al massimo, possiamo andare a fare gli operai nelle loro fabbriche (per quattro soldi bucati) o zappare la terra, per dare a loro i frutti del nostro sudore.

NUOVI NATI: BENVENUTI SUL PIANETA DELLA LIBERTA'!

Detto questo, parliamo di cereali e di globalizzazione (ovvero la schiavitù del terzo millennio).
I cereali sono un Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Esistono da millenni sul nostro pianeta e non appartengono a nessuno in particolare, se non a chi li ha seminati.

Non vogliamo azzardare ipotesi sul tempo e luogo della loro "comparsa". Sappiamo però di certo che il Kamut (tanto per dirne uno) era largamente coltivato nell'antico Egitto. Pare che questo cereale e la birra ne costituissero le risorse alimentari primarie. Addirittura i salari venivano corrisposti in Kamut e birra (infatti si viveva di baratto).
I Maya, invece, coltivavano il Mais. Questi ritenevano addirittura che fosse stato "Dio" a donarglielo.
Il cereale maggiormente coltivato in Asia era, ed è tutt'ora, il riso. Un tempo ve ne erano moltissime varietà. Oggi (grazie alle strategie commerciali della Monsanto ed altre Multinazionali) si è ridotto a poche varietà.
I Romani, ci dice Plinio, si nutrivano principalmente di una sorta di polenta di cereali sfarinati (farro, orzo, miglio) dalla quale ricavavano delle gustose e nutrienti focacce.

I cereali, insomma, hanno sempre rappresentato (e lo sono tutt'ora) il principale alimento dell'uomo. Boccone appetibile per chi vuol controllare il potere economico, perché qui si entra nei "bisogni primari".

Un tempo ci pensavano i re, gli imperatori ed i potenti ad appropriarsi dei terreni. Questi li davano ai contadini (per riprendersi il ricavato in tasse). Oggi la situazione è cambiata di poco. Ad appropriarsi dei terreni ci pensano le multinazionali e, quel che resta, se lo prende di tasse il governo.
MA QUESTO NON E' L'UNICO PROBLEMA. Come vedremo parlando di Vandana Shiva (attivista ambientalista di fama internazionale) e di un saggio di Ulrich Beck, le conseguenze di una certa "politica" agricola ed economica, influenza ogni settore della società ed il futuro "biologico" dell'intero pianeta.
Per ora concludo con le parole profetiche di Karl Marx: "Il mercato schiaccerà la società".

MI RACCOMANDO, NON FRAINTENDETEMI. NON SONO COMUNISTA. NE' MI INTERESSO DI POLITICA, MA SOLO DI GIUSTIZIA UMANA. PUNTO E BASTA.

Continua. (1)