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sabato 26 maggio 2012

Un bel documentario su "L'Arte della Guerra" di Sun Tzu

Scritto diversi secoli prima della nostra era cristiana dal generale Sun Tzu, il testo trasmette fondamentali strategie utili non solo per la guerra, ma anche per affrontare senza soccombere le difficili sfide della vita.


Questo video mi è sembrato veramente ben fatto, e ben commentato da diversi esperti nel campo delle strategie militari. Utile anche per capire alcuni retroscena di alcune delle più importanti guerre  della storia passata e recente.

Buona visione.



lunedì 16 maggio 2011

Il libro del mese - L'Arte della guerra (Bingfa)




Sicuramente un testo che ha fatto storia, scritto da uno che di strategie se ne intendeva.



Dalla quarta di copertina:


Composto nel IV sec. a. C. da un anonimo che si riallacciava tradizionalmente alla scuola di Sun Tzu, l'Arte della guerra (Bingfa) è il più antico, famoso e studiato fra i trattati militari della Cina antica. In tredici stringati capitoli, l'opera espone per principi fondamentali una dottrina bellica improntata al più schietto utilitarismo, fornendo preziose indicazioni su valutazioni preliminari e gestione logistica di un conflitto, strategie e manovre di attacco e ritirata, rapporti psicologici con le proprie truppe e col nemico, conformazione dei terreni e fattori atmosferici, peculiarità e strutturazione di una rete spionistica.


Dopo essere stato per oltre due millenni l'indispensabile livre de poche delle alte gerarchie militari cinesi ed estremo-orientali, il Bingfa è stato in anni recenti applicato al campo delle strategie economico-aziendali, e ha in parte ispirato il personaggio di Gordon Gekko nel film Wall Street.




Alcune pagine dal libro:

Si coalizzino le energie e si accumulino le forze.

Si muova l'esercito secondo strategie indecifrabili.

Se si pongono gli uomini in una posizione priva di vie di uscita, essi non fuggiranno nemmeno di fronte alla morte. In tale situazione nulla è impossibile, e massimo è lo sforzo di ufficiali e soldati. Se il pericolo è estremo, le truppe non sentono la paura; se non ci sono vie di uscita si attestano saldamente; se sono penetrate in profondità, si tengono unite; se non hanno alternative, si gettano nella mischia.

In tali frangenti l'esercito starà all'erta senza incoraggiamenti; otterrà risultati senza chiedere; sarà solidale senza bisogno d'essere unificato; sarà leale senza bisogno di imposizioni...



...nel giorno in cui si ordina di partire, le lacrime bagnano i risvolti delle tuniche ai soldati seduti e solcano le gote di chi sta disteso; gettali però in una situazione disperata e mostreranno il coraggio di Zhuan Zhu e Cao Gui...


mercoledì 19 maggio 2010

TEMPI DURI


Cattive notizie per i pacifisti: “Siamo in guerra ragazzi!”

Non so quanti l’hanno notato ma ognuno di noi subisce costantemente attacchi, dall’esterno e dall’interno.

Tecniche di guerra sono costantemente all’opera, da quelle più sofisticate dei microbi che attentano alla nostra salute o degli infiniti conflitti interiori, a quelle della moglie o del papà che vuole condurti dove vuole lui/lei, a quelle poi del piazzista che appena ti distrai ti rifila venti paia di calze per l’alta montagna anche in piena estate al mare.

Le tecniche sono tante e talmente varie che bisogna costantemente adattarsi ed essere vigili.
Vi sono le tecniche di guerriglia dei ragazzini sotto casa che giocano a forarti i pneumatici nuovi (appena comprati a rate); poi vi sono quelle corpo a corpo, come con l’ultima amante di turno, che afferma categoricamente di non essere gelosa di te ma, con fare disgustato, ti dice che non ti si addice andare con altre donne, guasta la bella immagine che ha di te.

Per non parlare di quegli attacchi subdoli perpetrati dal vicino di pianerottolo che, sapendo che scendi con l’ascensore alle otto e un quarto, due minuti prima di te prende l’ascensore fumando tre sigarette tutte d’un fiato e spara tre o quattro cannonate (frutto della fagiolata della sera prima).

Ad ogni istante, ad ogni passo, siamo chiamati a fronteggiare un attacco più o meno dichiarato, sempre diverso da quello precedente.

Per questo è importante sapersi difendere, ma a questo fine le quattro tecniche di autodifesa imparate al dopolavoro ferroviario non sono sufficienti, occorre piuttosto un diverso tipo di abilità difensiva, imprevedibile come imprevedibili sono gli attacchi.

E non ci si può crogiolare neanche nelle vittorie e come dice Sun Tzu nell’Arte della Guerra: “In caso di vittoria è bene non ripetersi, occorre adottare un’inesauribile varietà dispositiva difensiva”.

Inoltre, come disse quell’altro grande stratega di non so che epoca, non so che luogo e non so come si chiama: “Occhio! Il nemico ti osserva e…è molto arrapato, meglio non mostrargli il di dietro”.

A buon intenditor…