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mercoledì 24 ottobre 2012

Scrivere sull'acqua - Il nuovo libro di Andrea Di Terlizzi



E' un vero piacere per me, che da molti anni mi interesso di Ricerca  della Verità (ma sbagliando spesso approccio, fraintendendo o  appesantendo con inutili quanto immaginarie aspettative il mio "stare al mondo") leggere un libro così leggero e allo stesso tempo chiarificatore su argomenti di vitale importanza quali l'amore, l'amicizia, il sesso, la paura, la solitudine, i bisogni, la libertà...

In un crescendo dolce, ma pieno di "buon senso", l'autore ci offre - come dice il retro di copertina - "...un testo dolce e spontaneo, che indica una strada per trovare maggiore leggerezza in un'epoca di grandi pesi".

Una pagina dal libro:

"...Una delle cose più importanti, perché si stabilisca una vera amicizia, è la "circolarità". Con questo termine intendo un rapporto che non abbia posizioni subalterne. Nessuna gerarchia di ruoli, determinata dal carattere più forte di una persona o dalla sua maggiore intelligenza, cultura o ricchezza...

Spesso le amicizie avvengono per similitudine e non sono sicuro che queste siano le migliori e le più profonde.

Quando frequentiamo qualcuno perché è simile a noi, sicuramente il rapporto è più semplice, ma rischiamo in fondo di relazionarci solo con un'immagine speculare di noi stessi; un po' come quando leggiamo un libro e lo troviamo bello esclusivamente perché esprime dei concetti sui quali siamo d'accordo.

Credo invece che la profondità che si può ottenere stabilendo un'amicizia con chi è diverso da noi sia ineguagliabile; proprio perché tutto ciò che si rinfranca e si stabilizza, è davvero un'incontro con l'altro e non l'autocompiacimento del rapporto con se stessi...

...Amicizia, per me, significa sapersi mettere da parte e ascoltare chi abbiamo davanti.

Ascoltare è una delle cose più difficili e molte persone sono troppo intente a parlare di se stesse per lasciare agli altri lo spazio di esprimersi liberamente.

Ciò vale anche per i sentimenti.

Nell'amicizia, come nell'amore passionale, lasciar spazio all'altro è la cosa più importante. Questo secondo la mia personale opinione.

Non sono però sicuro che amore ed amicizia siano cose differenti. Credo piuttosto che l'amicizia, come l'amore, abbia livelli differenti: quando essa si approfondisce oltre un certo grado, si entra in certa misura nella sfera dell'amore....".


Scrivere sull'acqua, Andrea Di Terlizzi, Adea Edizioni


domenica 26 dicembre 2010

"Epitaph" - Dedicata a tutti quelli che muoiono di paura

Dedicato a:

quelli che temono di aprire il cuore, per paura soffrire
quelli che temono di aprire la mente, per paura di capire molto
quelli che non vogliono aprire gli occhi, per paura di vedere

a quelle che temono di aprire le cosce, per paura di rimanere incinta

a quelli che se non hanno almeno un milione di euro in banca si sentono poveri e sfigati

a quelli che sognano di andare a vivere su un'isola deserta
a quelli che sognano di andare a vivere sull'Himalaya
a quelli che sognano di andare a vivere ai Caraibi
a quelli che sognano...

a quelli che temono di morire senza estrema unzione
a quelli che temono i rigori dell'inverno senza l'ausilio di un vaccino
a quelli che temono di non poter capire la vita senza l'ausilio degli scienziati


a quelli che se non hanno un politico dietro le spalle temono di non poter andare avanti nella vita
a quelli che se non hanno un prete dietro le spalle temono la stessa cosa

a quelli che temono di non poter fare alcunché senza avere sempre qualcuno dietro (possibilmente con un bell'affare)

a quelli che si blindano in casa per paura di essere rapinati
a quelli che blindano gli aereoporti per paura dei terroristi
a quelli che si blindano la cerniera dei pantaloni per paura dell'AIDS

a quelli che hanno paura di stringere la mano
a quelli che hanno paura di guardare negli occhi
a quelli che hanno paura di parlare
a quelli che hanno paura del buio
a quelli che hanno paura di ammettere i propri errori
a quelli che hanno paura di uscire fuori dal gregge
a quelli che hanno paura di abbassare la guardia
a quelli che hanno paura di liberasi dei sensi di colpa
a quelli che hanno paura di perdonarsi
a quelli che hanno paura di liberarsi del vecchio (lasciate stare il nonno, mi raccomando, non intendevo quello)
a quelli che hanno paura di dire no al capo (quando ci vuole, naturalmente)
a quelli che hanno paura di divorziare (anche quando il matrimonio è diventato un inferno)
a quelli che hanno paura di Essere e "lasciar essere"...
a quelli che hanno talmente tanta paura che se la paura in persona li incontrasse di notte, in un vicolo buio, si metterebbe paura a sua volta solo a vederne l'ombra da lontano...