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giovedì 27 agosto 2009

LA PAURA DEL VUOTO


Quante volte abbiamo sperimentato una sorta di imbarazzo nel ritrovarci da soli con degli estranei (o anche con dei conoscenti) in casa nostra o in casa loro? Penso l'abbiamo sperimentato tutti.
Spesso la mancanza di argomenti da condividere crea una sorta di vuoto, un silenzio, dal quale non si sa come uscirne brillantemente.
Ma le parole non arrivano...non si riesce a trovare un filo che ci colleghi all'altro. Allora ecco venire in nostro aiuto la televisione. Un click e il problema è risolto. Arriva un terzo intermediario a salvarci dall'abisso che ci separava dal nostro ospite.
Guardando la tivù si cominciano a fare commenti su ciò che si sta vedendo...si comincia a chiacchierare...
...ma è solo un chiacchierare, un parlare tanto per parlare...solo per riempire un vuoto.
Eppure, se solo avessimo la forza di resistere in quel vuoto, in quel silenzio, forse potrebbe aprirsi uno "spazio" nuovo, più profondo.
Il timore dell'altro potrebbe sciogliersi come neve al sole e stabilirsi una nuova intimità. Potrebbe affiorare il piacere di condividere dei momenti con qualcuno, momenti preziosi: il contatto con un mondo diverso dal nostro.
A volte per superare l'imbarazzo potrebbe bastare una osservazione divertita della situazione (quella del silenzio perché non si hanno argomenti), comunicarla e...riderci sù.
A parte questo caso, credo che il principale fattore del "successo" della tivù (o anche di internet) sia proprio l'incapacità di permanere nel vuoto, nel silenzio, nella "solitudine".
Io personalmente preferisco mille volte la solitudine a palliativi artificiali e superficiali.

mercoledì 26 agosto 2009

TV: L'ORACOLO DEL XXI SECOLO




TV: Ormai è diventata "lei" l'oracolo del XXI secolo.

E' lei la moderna Pizia, il nuovo oracolo di Delfi, la rinata Sibilla Cumana.

Se vuoi sapere cosa avverrà tra breve non hai che da schacciare un pulsante del telecomando e...tac: il gioco è fatto.
Semplice.
Non c'è più bisogno di riti propiziatòri, di lunghi rituali...

...Accendi la tv e saprai che tempo farà domani.

Saprai che una "spaventosa" influenza sta per diffondersi su tutto il pianeta e, sempre lei, ti dirà anche come "salvarti" da questa nuova minaccia: "Vacciiinatiii!"

Grazie alle sue "parole profetiche" verrai a sapere che degli spietati terroristi si stanno preparando per sferrare un nuovo attacco all'Occidente e ti consiglierà ti andare ad occupare quelle nazioni che sono in "odore" di terrorismo.

Non solo.

L'oracolo moderno ti dice anche quale dieta seguire, come vestire, dove andare in vacanza, come investire i tuoi denari...una vera pacchia.

E noi tutti lì, a bocca aperta, a sorbirci tutte le puttanate che ci racconta. Davanti alla tivù piangiamo, ridiamo, ci esaltiamo, eccitiamo, disgustiamo...ma mai che ci svegliamo.

Sì! Perché magicamente, proprio come nei luoghi dove profetavano gli antichi oracoli, la tivù sembra che emàni degli effluvi soporiferi che ci fanno andare in trance, togliendoci la capacità di discernere.

Non guardiamo il mondo con i nostri occhi, no! Lo guardiamo attraverso gli occhi della tivù. Quello che dice "lei" è verità.

Ma lei chi?
Il televisore è solo una scatola (più o meno piatta) attraverso cui il furbo di turno parla alle masse.

E siccome quello che dice (sempre il furbo di turno) è spesso incomprensibile (proprio come erano incomprensibili le parole degli oracoli) ecco che ci vuole l'interprete, l'esperto, l'opinionista.

Il quale sa palare così bene che è impossibile che menta. No, non può essere!

Hai voglia (il nostro vicino di sedia davanti alla tivù) a dirci che ci stanno propinando della merda che non solo non nutre, ma addirittura ci avvelena.

No! Se l'ha detto la tivù è vero e sacrosanto. E se la tivù dice che mangiare merda fa bene allora tutti a mangiare merda.

A questo punto che dire?...Buon appetito.

sabato 25 aprile 2009

I DANNI PSICOLOGICI DEGLI SPOT DURANTE I FILM



Grazie alle Reti Mediaset, e alla loro politica commerciale, dalla fine degli anni settanta (anno più anno meno) è diventato uno strazio guardare un film in tivù. Propio sul più bello di una scena, tac: PUBBLICITA'.
Col tempo anche i canali nazionali si sono adeguati alla politica delle reti berlusconiane tanto che oggi, se provi a fare zapping, è più facile che becchi una pubblicità che non una qualunque trasmissione.
Ma qualcuno si è mai chiesto quanto è grave questa cosa? Non parlo solo dei condizionamenti "occulti" della pubblicità, di quelli ormai si parla da tanto tempo.
Parlo invece di un "effetto" a mio avviso ancor più grave: la frammentazione, la disgregazione, l'inquinamento interiore di una emozione, di un sentimento che un film, una trasmissione e, perché no, anche un servizio giornalistico ti procurano (nel bel mezzo di una tragedia, toh, pubblicità dell'ultimo tipo di gelato al cioccolato).
Vedere un film è come entrare in un'onda, uno stato emozionale e psicologico (in un certo senso già scelto in partenza dallo spettatore) che ha bisogno di continuità. L'abile lavoro del regista crea un "filo conduttore" che ti prende e ti porta in alto, poi in basso. Ti eccita, ti fa raccapricciare, rabbrividire, commuovere. In un triller (quel filo conduttore) ti tiene col fiato sospeso e ti crea un alleggerimento (nel momento in cui la trama si scioglie nella risoluzione dell'enigma).


Ma il "filo continuo" della storia è indispensabile. In un film ci si tuffa con tutto se stessi. Lo si vive dall'interno. Ci si immedesima con i luoghi e i personaggi. Tutto questo subisce dei gravi traumi quando, mettiamo sul più bello di una scena erotica, ti mandano la pubblicità di pannolini o dell'ultimo ritrovato farmaceutico contro la stitichezza. Le emozioni si spezzano, si sciacquano, perdono di intensità o si dissolvono nel nulla.
Ma la cosa non finisce con la fine del film. A lungo andare la nostra mente è diventata schizzofrenica. Provate a notare, quando siete con un amico, come è sempre più difficile generare un'onda emotiva che non venga disturbata, dopo pochissimo tempo, da fattori estranei: da un discorso fuori luogo, dallo squillo continuo del cellulare, dall'amico che si mette a mandare messaggini mentre gli stai confidando il "segreto" della tua vita, dal continuo guardare a destra e sinistra mentre gli stai parlando, e cose di questo genere.
Riappropriamoci della capacità di vivere lunghi momenti immersi nell'onda emotiva che si genera "naturalmente", quando siamo con qualcuno e...diciamo no alla tivù spazzatura.
Io personalmente non guardo quasi mai films in tivù, preferisco un dvd o il cinema...e voi?
P.S. A dire la verità non guardo quasi mai la tivù (se non trasmissioni mirate, già scelte in partenza).