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sabato 8 giugno 2013

FARE IL PROPRIO DOVERE SECONDO LE PROPRIE PREDISPOSIZIONI NATURALI



Giornata particolare, in cui provo a trattare in poche righe un argomento che merita non meno di un intero trattato. L'argomento è sul "proprio dovere". Ma ci provo.

E nel farlo farò riferimento a un testo che studio da quasi quarant'anni e che, almeno secondo me, è il migliore in assoluto sul tema della "corretta azione" e sul "proprio dovere": parlo della Bhagavad Gita, Il Canto del Beato.

Ma prima una avvertenza: QUESTO TESTO E' ASSOLUTAMENTE SCIENTIFICO E PRAGMATICO ma...sfortunatamente, in commercio vi sono molte traduzioni che lo presentano dai più svariati punti di vista, snaturandolo in parte e rendendolo quasi innocuo. Questo testo, invece, è una bomba (l'edizione che io consiglio è quella edita dalla Ashram Vidya, commentata da Raphael), e penso dovrebbe essere studiato in tutte le Università e nei College, soprattutto nelle Facoltà a indirizzo Politico, Sociale ed Economico.

Certo, nello studiarlo bisognerà fare i conti coi termini Sanscriti, ma quanti termini, ad esempio informatici, sono entrati a far parte del nostro linguaggio? Perciò con un po' di sforzo anche alcune parole Sanscrite possono entrare nel linguaggio internazionale. Non si parla già spesso di Karma e di Yoga?

Bene.

Aggiungiamoci le parole Dharma e Svadharma.

Perchè?.....

Perché ciò che significano queste due "paroline", studiato a fondo, può trasformare la faccia dell'intero pianeta e della vita di ognuno di noi.

Ma prima occorre DILATARE la propria "visione" sulla vita individuale e sociale: l'individuo e la società non sono fini a se stesse, ma sono inserite in un ben più vasto contesto, col quale devono imparare ad agire in Armonia. Esiste un collegamento "naturale" tra noi e il mondo, collegamento ancora tutto da riscoprire.

DHARMA:

Questa parola (come tutte le altre parole sanscrite) ha svariati significati, da interpretare diversamente, in tema con l'argomento trattato: nel nostro caso la interpreteremo in "senso generale" come LEGGE UNIVERSALE, LEGGE DI ARMONIA, LEGGE DI NATURA. E in senso individuale come "Dovere Interiore", Caratteristica Intrinseca". 

Questo nostro Universo è retto da molte Leggi (se non ricordo male Gurdjeff ha fatto accenno a 48 tipi di Leggi Cosmiche), tra cui le più più importanti sono: la LEGGE DEL TRE, DEL SETTE (O DELLE OTTAVE), DELLE CORRISPONDENZE (COME IN ALTO COSI' IN BASSO) E DI CAUSA-EFFETTO (O LEGGE DEL KARMA).

Possiamo dire che tutto l'Universo è la Manifestazione della Legge del Dharma.
Possiamo anche dire che esiste un "Legislatore" invisibile ai nostri occhi, ma percepibile (da chiunque sia dotato di un po' di senno) nell'incredibile Armonia Chimica e Fisica che regola le Galassie, le Stelle, i Pianeti...la Natura.

Leggi Gravitazionali e Magnetiche non sono una semplice opinione.

Insomma: possiamo benissimo affermare che esiste un "Piano Regolatore" che muove l'intero UNIVERSO. 

QUESTO "PIANO REGOLATORE" E' IL DHARMA. Di conseguenza Dharma è IL FONDAMENTO, LA NORMA, LA LEGGE.

Al livello dei singoli Elementi e dei singoli esseri il Dharma è la loro "Caratteristica Intrinseca".

Ad esempio: il Dharma del Fuoco è bruciare, illuminare, scaldare, è quella la sua caratteristica intrinseca.

Allo stesso modo il Dharma del Pianeta Terra è ruotare intorno al Sole e ruotare su se stesso...solo così può produrre i diversi mutamenti della Natura e, attraverso le Leggi gravitazionali, ed Elettro-magnetiche, i Mutamenti delle stagioni, e sostenere se stesso e i Quattro Regni della Natura. 

E il Dharma dell'Uomo qual'è?

LO SVADHARMA:

Per Svadharma, nella Gita, s'intende indicare il "proprio dovere", che poi combacia perfettamente con la Caratteristica Intrinseca.

Krishna dice, nella Gita: "Meglio compiere il proprio dovere (inerente alla propria natura), anche se in modo imperfetto, piuttosto che compiere il dovere di un'altro, anche se perfettamente". (B.G..XVIII, 47).

E ancora: "Il dovere connaturato alla propria natura, o Kaunteya, non dev'essere trascurato, per quanto pieno di difetti possa essere, poiché tutte le azioni sono avviluppate dai difetti, come il fuoco dal fumo". (B.G. XVIII, 48).

Resta ora da capire come riconoscere il proprio dovere.

A questo riguardo possiamo vedere che esistono due tipi di dovere (Dharma): quello che ci viene imposto dall'esterno, dalle condizioni storiche e sociali in cui siamo nati e cresciuti; e il dovere (Dharma) inerente a noi stessi, che viene da "dentro", come PREDISPOSIZIONE NATURALE (o TENDENZA INNATA, CARATTERISTICA INTRINSECA).

Soffermiamoci sul termine: PREDISPOSIZIONE NATURALE.

Tutti noi nasciamo con delle predisposizioni naturali, che possiamo dividere in tre grandi gruppi: Predisposizioni Fisico-manuali, Predisposizioni Emotivo-estetiche e Predisposizioni Intellettive.

Di solito è una a prevalere sulle altre due, ma questa viene sempre "colorata" dalle altre due, e le combinazioni sono veramente tantissime.

Ad esempio un bambino può avere una forte predisposizione manuale e allo stesso tempo essere belligerante, ma anche intelligente. Se quel bambino non incontrerà forti ostacoli "educativi" nella crescita, che devieranno le sue "tendenze innate", potrà diventare anche un buon generale, o comunque un buon ufficiale o Capo di Servizi di Sicurezza....

Un altro bambino con tendenze sempre manuali, ma con scarse influenze intellettive ed estetiche, e sempre belligerante, può diventare anche un violento attaccabrighe. Ma, comunque, sarà un essere "autentico" nelle sue manifestazioni.

Ciò che invece vediamo sempre più sovente, in giro, è la mancanza di "autenticità". Una sorta di innaturalezza che pervade i nostri gesti, le nostre parole...le nostre scelte.

Spesso non si sceglie un corso di laurea perché siamo "portati" verso quell'indirizzo, ma si sceglie piuttosto perché quell'indirizzo ci può offrire maggiori sbocchi lavorativi. E poco importa se, pur essendo portati per materie Umanistiche, scegliamo la Facoltà di Economia e Commercio...

Ora...se ci guardiamo attorno, nella vita sociale e lavorativa, vediamo una infinità di persone chiaramente "fuori posto". Queste persone sono scontente del proprio lavoro e, spesso, lo fanno anche male, senza "cuore".

Quanti medici "fuori posto" vediamo?
Quanti politici, ingegneri, managers che occupano poltrone indebite?

Credo sia bene riflettere a fondo sulla profonda differenza che esiste tra una scelta fatta perché imposta da situazioni esterne, o da interessi immediati, ed una fatta perché ci sentiamo portati "naturalmente"
verso quella occupazione.


Forse è tempo di imparare a distinguere bene tra i doveri "veri" e quelli falsi, guardando con occhio più attento alle nostre predisposizioni naturali.

Ecco un buon modo per migliorare la propria vita e "ri-fondare" una buona società.

Ma, per questo, occorre un buon addestramento all'ascolto e all'osservazione di se stessi.












lunedì 11 febbraio 2013

Dissociazione



Le vicende umane del mondo moderno sono l'esempio lampante di quanto la "dissociazione" si sia diffusa in modo capillare.

Dissociazione deriva dal latino dis = disgiungimento, e sociare = accompagnare, unire.
La dissociazione è quindi un "disgiungimento, una divisione sociale tra persone (oppure in se stessi)".

Oggi più che mai tutto appare diviso, frammentato. Questo da un lato impedisce una "visione" d'insieme delle cose e degli eventi, dall'altro è fonte di conflitti tra le parti interessate.

E sembra che a molti giovi molto questo stato di cose: politici, uomini d'affari (di grandi affari internazionali) non possono che trarre grandi profitti dalla "dissociazione umana". Basti pensare ai grandi interessi economici che ruotano attorno alle guerre, alle speculazioni monetarie...alle divisioni politiche e sociali.

Ma la colpa non è degli uomini d'affari, dei politici o dei religiosi: questi non fanno che "cavalcare l'onda" di una situazione che è propria alla natura umana (natura sulla quale l'uomo dovrebbe lavorare per raggiungere innanzitutto "l'unità in se stesso").

E' questo il punto: l'uomo è già diviso in se stesso, di conseguenza non può che creare sistemi sociali, politici, economici e religiosi, dissocianti e conflittuali.

Il problema della dissociazione è forse il più grande problema dell'essere umano, solo che l'uomo non lo sa. A scuola e in chiesa nessuno gli ha mai detto che l'uomo è innanzitutto dissociato in se stesso: l'uomo non è "uno", il suo nome è legione. 

L'uomo, così com'è, non può amare, fare promesse, essere costante...perché passa costantemente da un "io" all'altro. Un'istante pensa di fare una cosa, l'istante successivo ne fa un'altra esattamente contraria.

Questo perché l'uomo ha centinaia e migliaia di "io" differenti dentro di sé: ogni umore, desiderio, pensiero, emozione, gusto, appetito, convinzione, idea...rappresenta una parte dissociata dal resto della Personalità. 

Questi "io" sono in perenne conflitto tra loro, e quando un "io" prende il comando della situazione fa subire a tutti gli altri la "sua" volontà. Quando l'io che vuole fumare prende lo scettro del comando, se ne frega dei nostri "io" salutisti.

Il grosso problema della stragrande maggioranza di noi è che consideriamo "dissociate" solo quelle persone che hanno raggiunto il limite estremo, che hanno perso il controllo totale della "macchina umana".

Ma, in effetti, la dissociazione è un dato di fatto comune ad ognuno di noi. E solo attraverso un preciso "lavoro di Scuola" si può creare unità in noi stessi.

L'illusione dell'unità è dovuta al fatto che abbiamo una "forma fisica" apparentemente stabile, un nome e cognome e dei ricordi "apparentemente" coerenti del filo conduttore della nostra vita. Ma l'unità interiore è solo un'illusione.

Occorre svegliarsi, capire come stanno realmente le cose (osservandosi mentre si agisce e si pensa), vedere quanto sono incoerenti i nostri comportamenti e i nostri pensieri e...desiderare di trovare una Scuola che ci permetta di acquisire - attraverso tecniche e conoscenze ben precise - il bene più prezioso per ora alla nostra portata: l'Unità Interiore.

Senza aver acquisito un certo grado di unità interiore resteremo sempre incostanti e irresponsabili, e non potremo che continuare a costruire società caotiche e disarmoniche, esattamente come quella in cui siamo attualmente. 

E' inutile scaricare la colpa sugli altri: una società è composta da individui, e se questi individui sono dissociati in se stessi, divisi, disarmonici, irresponsabili e conflittuali, cosa mai possono aspettarsi dall'esterno?





martedì 17 luglio 2012

Sapevate che c'è una raccolta firme per indire un Referendum per "tagli" ai Parlamentari?





Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendumabrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.



Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012). 


Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Non è che per caso c’è un forte connubbio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica? Meditate gente. 
Intanto, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZA!!!!! Voglio proprio vedere se anche stavolta la passano liscia. E poi dopo fate un salto in Comune. Ci vogliono500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta. Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!! 


Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261 
Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni. 


E’ solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica. 
  
 

venerdì 18 novembre 2011

Rivoluzione sociale? No, grazie!



Il nuovo Governo sta muovendo i primi passi che già si sentono rumori di protesta.

Il timore che questi uomini - tutti dei "tecnici"- facciano precipitare l'Italia ancor più verso il baratro è fortemente sentito da molti. Soprattutto dai sostenitori del "complotto" mondiale.

Che la tesi del complottismo sia vera o falsa è difficile dirlo. Ma a mio avviso una cosa si può dire: non è certo la rivoluzione con le pietre che può cambiare le sorti dell'Italia e del Mondo.

Sempre a mio avviso, s'intende, l'unica rivoluzione possibile (e utile) è la "rivoluzione interiore".

Svegliamoci!

Siamo noi che dobbiamo cambiare. Ognuno di noi, singolarmente.

E' facile puntare il dito verso gli altri. Più difficile fare una seria analisi del proprio comportamento sociale. Un comportamento a dir poco "passivo" (io, ad esempio, bevo solo acqua di fontana da diversi anni, cambio il telefonino proprio quando è necessario, anche dopo anni, eccetera eccetera...).

Perciò per "passivo" intendo chi asseconda l'andazzo politico-produttivo così come lo abbiamo conosciuto dagli anni del dopoguerra in poi.

Passivo, per me, è chi segue pari pari le direttive del "sistema" produttivo. Sistema indirizzato solo alla crescita del PIL, alla produzione massificata di prodotti di scarsa necessità (prodotti utili solo a perpetuare il fallimentare sistema capitalistico per l'utilità di pochi straricchi).

Sistema capitalistico che se ne frega dell'essere umano in quanto tale, perché secondo i codici di questo "sistema" sono più importanti i numeri...i profitti.

L'uomo e la !qualità" dei prodotti passano in secondo piano.

Ecco. Noi, in quanto fruitori dei "beni" di consumo, possiamo imparare a regolarci meglio, comprare solo il necessario, rispettare l'ambiente.

Autoprodurre.

Pretendere prodotti di qualità e "servizi" di qualità.

Perciò vi sono altri modi per "far sentire" la propria voce.

Cerchiamo l'Uomo Nuovo dentro di noi.

Rivoluzioniamo il nostro modo di essere.

E allora sicuramente anche chi ci governa comincerà a cambiare.

Se consideriamo che gli "uomini di potere" possono essere 100.000 in tutto il mondo: cosa possono fare centomila persone contro sei miliardi e mezzo di uomini e donne più oneste, sveglie e consapevoli?

martedì 18 gennaio 2011

La razza perfetta...



La razza perfetta non distrugge il mondo che la ospita, comportandosi come un cancro.

La razza perfetta è creatrice ma…non lascia rifiuti tossici.

La razza perfetta non è soggetta a guerre intestine,
essa vive in pace e armonia, e rigetta le persone che vogliono sopraffare o creare discordia.

La razza perfetta è un insieme di individui luminosi, svegli, responsabili, auto consapevoli, che non si prostituiscono per quattro soldi e…che sono rispettosi gli uni degli altri.

La razza perfetta non vuole assoggettare o colonizzare nulla e nessuno, tantomeno altre razze o altri pianeti, essa vive in armonia col resto dell’universo.

La razza perfetta sa di non essere l’unica razza e…s’inchina a coloro che gli sono coscienzialmente superiori, ma con dignità.

Inoltre essa accudisce e protegge con amore le razze coscienzialmente inferiori e gli altri Regni della Natura.

La razza perfetta vive nella Luce e nell’Amore e...non abusa del potere.

Finché non saremo a questo punto non crediamo di essere ciò che ancora non siamo, ma...

...operiamo per divenirlo.