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martedì 19 maggio 2009

IMPRESA IMPREGILO: CHI E' MAI COSTEI?


Ricevo una mail interessante e la riporto pari pari come l'ho ricevuta. Forse può aiutarci a capire meglio la nostra "bella Italia".

In Gomorra, Saviano ci aveva avvertito che le case degli Abruzzesi erano piene di sabbia. Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro "Gomorra".
Aprite a pagina 236 e leggete: - Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville.
A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto.
Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi , nei palazzi di Varese, Asiago, Genova. Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta? Impregilo! Si, sempre lei. La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli. La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina. La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari. La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano. E' l'Impregilo che ha costruito l' ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.
Chi diavolo è questa società dall'enorme potere che sta devastando la nostra terra? Anche questa volta nessuno parlerà di lei? Anche questa volta la passerà liscia?


PS: Se per qualcuno la prima fonte non fosse sufficiente segnalo che basta andare sul sito dell'Impregilo e ricercare " Ospedale " per leggere: In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all´estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati. In Italia o Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie. o Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all´avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie. o Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie. o Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV. o Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto. o Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto. o Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto. Inoltre, ospedali a L´Aquila , Cerignola e Menaggio. Oppure ricercare direttamente " San Salvatore " per leggere: Tra le acquisizioni effettuate giova ricordare: Autopista Oriente Poniente (Cile), RSU Campania, Rio Chillon (Perù), Ospedale St. David´s (Inghilterra), Chattahoochee tunnel e Laboratorio Fermi (Stati Uniti), Strada Ebocha-Ndoni (Nigeria), Ospedale San Salvatore (L´Aquila ) e ristrutturazione Hyatt Hotel (Milano).

sabato 11 aprile 2009

DA UNA NAVE NON PUOI FUGGIRE


La tragedia che in questi giorni si sta svolgendo in Abruzzo ci fa sentire più uniti e solidali (come è sempre avvenuto di fronte a sciagure come questa).


In questi casi è quasi naturale "sentire" il senso di appartenenza. Ci sentiamo più vicini ai cittadini dell'Aquila colpiti dal terremoto. Ci sentiamo più italiani, più uomini. E' come se ci sentissimo tutti sulla stessa "barca". E in effetti lo siamo. A mio avviso, non solo l'Italia, ma l'intero globo è un'immenso "vascello" che naviga nello spazio. Solo che il pianeta è molto più grande di una barca a vela da 18 metri con uno sparuto equipaggio.


Le proporzioni della Terra sono tali che, se la foresta indonesiana dove vive la tigre di Sumatra (leggere articolo su Franz's blog) per i 3/4 è stata falciata dalla "voracità" delle multinazionali del legname (con rischio di estinzione non solo di un polmone verde utile al pianeta, ma anche di una specie di tigre dalla bellezza mozzafiato) noi neanche ce ne accorgiamo.


Così come non ci accorgiamo di mille altre nefandezze che stanno avvenendo in questo momento sul "vascello" Terra.


Ma la globalizzazione incalza e, tra i tanti lati negativi che questo processo porta con sé, ve ne sono anche di positivi: uno di questi è la presa di coscienza (quasi in tempo reale) di ciò che avviene sul nostro globo. Questo ci rende tutti più responsabili, quasi complici dei "distruttori" selvaggi.


A questo punto, ognuno di noi può fare la differenza, proprio come su una barca a vela. E non credo sia necessario essere attivisti pacifisti, ecologisti o altro. Potremmo cominciare con l'essere più responsabili delle nostre azioni quotidiane, ridurre i consumi superflui. Ad esempio non cambiare i mobili, solo perché non vanno più di moda, può aiutare a far calare la richiesta di legname e salvare qualche foresta.

Vi sono migliaia di "piccoli" particolari a cui potremmo stare più attenti per fare al meglio la nostra parte.


Ricordiamoci che siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno ha le sue responsabilità. Da una barca non si può fuggire (né sfuggire al proprio dovere, perché ne risentirebbe tutto l'equipaggio), allo stesso modo ognuno di noi può fare la differenza...e chissà che non riusciamo ad evitare che la nave affondi.


Buona navigazione.