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venerdì 9 settembre 2011

Corpi


Corpi...

Quante cose può esprimere un corpo, a ben guardarlo: tristezza, gioia, esaltazione, chiusura, disponibilità, apertura, condizionamenti, ammirazione, rabbia, ribrezzo, devianza...follia.

E' incredibile la complessa varietà di corpi (e di personaggi) che si possono vedere in una grande città.

Proprio stasera, passando per il centro, in uno stato particolarmente lucido (sarà stato il caffè al ginseng?) mi sono divertito un sacco a notare l'incredibile diversità esistente tra noi esseri esseri umani:

- Guarda quello, vestito con un cappotto spigato (con questo caldo) che gli arriva fino ai piedi (nudi), sporco e trasandato, con capelli e barba lunghi...sembra uscito da un romanzo di Dostoevskij;

e guarda quell'altro, grasso e pelato - pensavo -, sembra uscito da un film degli anni cinquanta (tipo Ladri di biciclette), con la cintura dei pantaloni (larghi) che gli arriva fin sotto le ascelle;

e quella donna in bici, con la gonna talmente corta che le si vede lo slip, però storce il naso e s'infastidisce se la guardano;

e guarda com'è timida quella ragazzina:
e come sono euforici quei ragazzi;
e quanta gente cammina con la testa china;
e quanti se ne vanno in giro sorridenti (da soli), con "aria" beata, ma senza alcun motivo;
e quanti parlano da soli;
e quanti stanno con la testa tra le nuvole;
e quanti si sentono spaesati;
e quanti si guardano attorno, continuamente sospettosi.

Toh! Guarda quel tipo lì, come cammina da spaccone! Che strana camminata con le gambe aperte e i piedi sulle 10 e 10! Mi sembra una via di mezzo tra Charlot, Jackie Chan e un cow boy. Ma chi si crede di ess......Cazzo!...Ma è la mia immagine riflessa nella vetrina aperta di una boutique!!!


sabato 15 maggio 2010

YOGA - USHTRASANA: AFFRONTARE LA VITA DI PETTO


Secondo la Fisiognomica ogni postura, ogni atteggiamento fisico rivela stati di umore, mentali e caratteriali di un qualunque individuo.


Il suo corpo e il suo atteggiamento fisico hanno molto da dire.


A lungo andare l'atteggiamento fisico diventa una caratteristica saliente dell'individuo che, a sua volta, influenza le sue emozioni, i pensieri e il suo "modo di affrontare la vita".


Abituandosi a certe posture si genera così una spirale che trascina l'uomo in un vortice di emozioni negative da cui diventa molto difficile uscire fuori.


Quindi, se in un primo momento sono certe emozioni e pensieri ad influenzare gli atteggiamenti fisici, poi sono quegli stessi atteggiamenti ad influenzare l'umore.


Ho ripetuto due volte questo concetto perché lo trovo di fondamentale importanza per comprendere il perché del "lavoro sul corpo" per liberarsi (o reindirizzare) di certe caratteristiche negative che sempre ci accompagnano.


Sono un chiaro esempio di ciò che sto dicendo il classico portare la testa china o le spalle chiuse e incurvate quando si è abbattuti o giù di tono. Le implicazioni "negative" di questi due atteggiamenti sono veramente enormi.


Divenire consapevoli di quante implicazioni hanno questi due atteggiamenti nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre relazioni col mondo e con gli altri è il primo passo per liberarsene.


Il secondo passo consiste nel "correggere" le posture indesiderate.


Partire dal corpo per guarire dentro.


Ecco che anche qui lo yoga ci viene in aiuto e partendo dalla correzione posturale ci "corregge" anche all'interno.


Esistono asana nel mondo dello yoga molto efficienti a questo fine: Bhujangasana, Shalabhasana, Dhanurasana, Rajakapotasana, Natarajasana, Urdhva Mukha Svanasana, Ushtrasana ed altre ancora.


Naturalmente esistono differenze sostanziali tra una asana e l'altra e i "benefici" variano da posizione a posizione.


Ma tutte queste asana hanno in comune il fatto che rinforzano i muscoli dorsali, sciolgono e rinforzano il bacino, raddrizzano la colonna vertebrale, aprono il torace ed altro ancora.


Ushtrasana, in particolare, è una di quelle posizioni yogiche veramente odiose per chi è "abituato" a curvarsi in avanti, e solo chi veramente ha compreso a fondo l'importanza di partire dal corpo per correggere il proprio carattere e cambiare il modo di sentirsi nel mondo è disposto ad affrontare il lavoro con una simile posizione.


Come è evidenziato nell'immagine il torace, in Ushtrasana, si apre completamente, le scapole si avvicinano tra loro, le spalle si aprono lasciando cadere il capo e le braccia all'indietro.


Molti principianti, all'inizio, avendo visto delle immagini di posizioni yoga fatte da esperti pensano sia facile imitarli. Questo perché non sono consapevoli delle loro condizioni psico-fisiche.


Il momento della verità arriva però quando decidono di provare, momento drammatico e ridicolo allo stesso tempo. Molti neanche risescono a stare in equilibrio sulle ginocchia, che dire poi del curvarsi all'indietro? Più facile rinunciare e tornare a camminare per strada con la testa china e le spalle curve.


Benefici di Ushtrasana: questa posizione stimola la circolazione del sangue lungo tutta la colonna vertebrale, quindi vivifica e rinforza tutta la regione dorsale. Anche gli organi genitali ricevono influssi benefici grazie alla tensione della zona pelvica. Il cuore viene massaggiato e rinforzato a causa del sollevamento del diaframma. La colonna vertebrale si stira in tutta la sua lunghezza all'indietro. Il torace si apre completamente, sbloccando il diaframma ed il plesso solare (con i conseguenti benefici di cui abbiamo già parlato).


Buona pratica e...affrontiamo la vita di petto!

venerdì 22 maggio 2009

MI SCAPPA UN POST - STRETTE DI MANO


Il corpo, si sa, non mente.

Chi studia fisiognomica lo sa bene. Attraverso le corretta "lettura" della postura e del volto di una persona possiamo sapere se è timido, eccitato, arrabbiato e molto altro.
Ma spesso siamo talmente bravi a "mascherare" le nostre vere emozioni e stati psicologici da riuscire ad ingannare anche il più attento osservatore, finché...
...finché non giunge il momento della stretta di mano. E lì "casca l'asino", come si suol dire. Allora è possibile capire il "reale" stato d'animo del nostro interlocutore. Sì, perché il contatto fisico è ancora più rivelatore di quello visivo.
Ecco quindi che attraverso la stretta di mano è possibile "leggere" uno stato di chiusura (mano a coppa), di disinteresse (mano molle), di finto interesse (stretta forte), di paura del contatto fisico (mano a ragno - cioé con le dita contratte), di reale apertura (mano aperta e sincera) e molto altro.
Occhio alle strette di mano.