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sabato 8 maggio 2010

I FIORI DI KAMA - LO STADIO DELLA SODDISFAZIONE


Ho già avuto modo di parlare sul fatto che tutto è magia.


Così come ho spiegato che senza anni di meditazione e studio del controllo dell'energia ciò di cui scrivo è inutile ai più.


Allo stesso modo è inutile iscriversi ad un corso di pochi giorni sul Tantra ed aspettarsi risultati concreti, così come inutile è leggere un libro, anche un libro come quello che segue, senza le suddette pratiche.


E' indubbio che un atto erotico ben fatto sia un atto di magia e che porti ad una completa e profonda soddisfazione; soddisfazione che è bene gustare (alla fine dell'atto stesso) immergendosi silenziosamente in ciò che si è generato con l'atto amoroso.


"Lo Stadio della Soddisfazione coinvolge gli aspetti fisici, mentali ed emotivi del Sé. E' l'espressione piena e la gioia del fare l'amore armoniosamente. L'esperienza è estatica, conduce all'orgasmo ed è completamente soddisfacente. Le dottrine tibetane lo paragonano al momento della Genesi, realizzata dai nostri ancestrali Spiriti Primordiali: l'unione estatica cosmica Padre-Madre. La rappresentazione iconografica di questo momento è una coppia seduta immobile in un abbraccio sessuale, con l'aspetto maschile colorato di blu scuro e quello femminile bianco latte.


La Grande Anima, che in cinese è conosciuta come Po, comincia ad esistere con la concezione. Nasce dall'unione dei genitori ed è direttamente responsabile della formazione degi organi del nascituro. Come abbiamo detto precedentemente ha nove parti, concepite come spiriti vitali, che si proiettano nei Nove Spiriti della donna. Questi spiriti sono normalmente addormentati nel corpo della donna, ma si manifestano se risvegliati dall'erotismo.


Insieme alla Grande Anime, c'è anche Hun, il Grande Spirito. L'Hun entra nel corpo nel momento in cui si respira per la prima volta...

...Coltivando una consapevolezza di questi due Principi ed interpretandone i ruoli coscientemente durante l'atto amoroso, la coppia potrà nutrire scambievolmente il Sé più profondo.

Questo potente e significativo segreto ha molte applicazioni pratiche..."


brano tratto da "I Segreti Sessuali dell'Oriente"

venerdì 27 novembre 2009

I FIORI DI KAMA - UN VIAGGIO A KHAJURAHO PER CURARE L'IMPOTENZA


Se la vostra libido è spenta o in forte declino vi consigliamo di partire urgentemente per Nuova Delhi, la capitale dell'India, portandovi dietro una gnocca prosperosa e focosa.
Una volta arrivati a Delhi volate urgentemente verso Khajuraho (circa 620 km a sud della capitale, nello stato del Madhya Pradesh) sempre senza perdere di vista la gnoccona (e se non ve l'hanno confiscata alla dogana).
A Khajuraho vi aspettano circa 22 templi (in origine erano 80, edificati tra il 950 e il 1050 dai sovrani del clan Chandela della dinastia Rajput) di una bellezza mozzafiato (ma anche molte guide turistiche affamate...forse non solo di soldi...occhio alla topolona).


Questi templi hanno la particolarità (che potrete notare nel video allegato) di essere interamente ricoperti di sculture erotiche per niente volgari, ma molto, molto stimolanti.

Sicuramente, grazie alla visione di centinaia e centinaia di sculture che raffigurano accoppiamenti di ogni genere, alle descrizioni particolareggiate della guida (che mentre descrive le scene erotiche sorride sornione alla vostra gnoccona) e al canto degli uccelli, sarete già sulla buona strada per tornare ad essere un bel torello.
Se poi, dopo la visita ai templi, vi concedete un buon pasto indiano (molto speziato con curcuma e zafferano) e partecipate ad una puja in onore dello Shiva Lingam, il gioco è fatto. E' sicuro che di lì a poco farete scintille.

Attenti solo a non perdere mai di vista la gnoccona, soprattutto se è stata la guida stessa a "offrirsi" di accompagnarvi a pranzo e alla puja, basta un attimo di distrazione e i due si dileguano in qualche vicolo semibuio e...

...una volta risvegliata la libido a Khajuraho non è facile trovare una tangenziale frequentata da lucciole. Correte il rischio di ricorrere al vecchio metodo "manuale".


Buon viaggio.


venerdì 6 novembre 2009

LA SUGGESTIONE - VOLUTTA'


La donna era sdraiata nel suo letto matrimoniale col corpo madido di sudore e una voglia irrefrenabile del suo uomo.
Poco prima lo aveva chiamato chiedendogli di raggiungerla: - Le chiavi sono al solito posto - gli aveva detto - mi troverai sotto le lenzuola, calda e già eccitata -.
Mentre si accarezzava i capezzoli e il pube immaginando che fossero le mani del suo uomo a sfiorarla, ricordò il momento in cui lo aveva incontrato per la prima volta: era stato in un lussuoso ristorante del centro. Lei era circondata da persone scialbe e monotone e stava consumando un pasto senza sapore quando notò i suoi occhi, da un tavolo vicino, che la fissavano intensamente. Quello sguardo la infuocò all'istante. Dagli occhi di lui emanava una fiamma di passione di cui mai aveva neanche sognato l'esistenza.
L'aria attorno a lei si era fatta più densa, quasi liquida.
La donna notò che ora toccava e percepiva gli oggetti in modo diverso...voluttuoso.
Anche il cibo divenne più saporito e si accorse che il suo umore era cambiato: un misto di eccitazione e di paura l'assaliva implacabile. Minacciando il suo perfetto autocontrollo dove mai l'avrebbe condotto il lasciarsi andare ad un simile uomo?
Di colpo capì che quell'uomo l'avrebbe portata, se solo avesse voluto, al di là di qualunque forma di piacere lei avesse mai sperimentato sino a quel momento...
...e lui lo volle.

E le fece fare una di quelle cose che le donne per bene non fanno: approfittando di una sua andata alla toilette delle signore la raggiunse e la possedette lì, in piedi, serrata tra il muro di un minuscolo stanzino e il corpo caldo di lui che sembrava avesse mille braccia e cento bocche.
Quella sera sperimentò cosa fosse la voluttà: un piacere infinito che non dà tregua, che cresce e si manifesta in ogni azione che facciamo, in ogni oggetto che tocchiamo, persino nel semplice respirare.
E mai come all'ora si era sentita viva. Aveva scoperto che il Piacere esiste, che basta lasciarsi andare quando ci chiama.
Ora, sotto le lenzuola, aveva una diversa percezione del suo corpo: non più un fardello pesante da portare a spasso, ma un meraviglioso e sofisticato strumento di piacere e conoscenza di abissi e altezze ignorate da chi da chi rifiuta le ali della voluttà.
Quando lui si introdusse furtivo nel suo letto, abbraciandola e baciandole il collo, le uniche parole che riuscì a pronunciare furono: - Ti prego, ancora una volta fammi volare -.