lunedì 25 novembre 2013

Ognuno di noi è potenzialità illimitata


Ognuno di noi è potenzialità illimitata.

Dirò di più.

Ad ogni istante ognuno di noi ha illimitate possibilità di azione, di movimento e di esperienza, siano esse fisiche, mentali o emozionali.

Non c’è limite a quello che potremmo intraprendere a partire da questo preciso istante. Questo è possibile in quanto l’essere umano non è statico, ma un flusso energetico-coscienziale in costante movimento-trasformazione.

Pensiamoci bene e osserviamoci in questo preciso istante: possiamo muovere una mano in molti modi, cambiare posizione corporea, respirare più profondamente o smettere per alcuni istanti di respirare. Possiamo fermare la lettura e parlare con qualcuno, andare a bere un bicchiere d’acqua o fare qualcos’altro.

A partire da questo preciso istante non c’è limite a quello che possiamo decidere di fare. E questo in ogni istante della nostra vita.

In un qualunque istante possiamo decidere di partire per un viaggio (verso qualunque meta), o decidere di “viaggiare” leggendo un libro, guardando un film o con la fantasia.
Da questo punto di vista possiamo considerare la vita intera come un viaggio, un viaggio “esperienziale” dalle infinite varianti sensoriali e cognitive.

E se scorgiamo dei limiti, nella nostra vita, di sicuro siamo noi a stabilirli.

Noi siamo ciò che pensiamo di essere, e se non facciamo qualcosa è solo perché ci siamo auto-convinti che non possiamo farla (forse perché inusuale, non convenzionale, immorale, fuori dai nostri schemi o da quelli collettivi, perché abbiamo paura della novità o semplicemente perché siamo pigri).

Insomma: i limiti sono nella nostra mente, siamo chiusi nei gusci dei nostri schemi mentali, di conseguenza preferiamo scegliere la sicurezza di schemi mentali e comportamentali ripetitivi piuttosto che concederci il lusso (anche se pieno di incognite) di uscire dal guscio e lasciarci andare al flusso di una vita aperta a tutto tondo.

Da questo punto di vista possiamo affermare che l’illimitata o limitata potenzialità è tutta una questione di scelta tra l’essere e il non-essere.

Come afferma Hocking: “…Sii ciò che sei. Cioè, sii nell’azione ciò che sei nella realtà”.

Sii te stesso, insomma!

Riflettendo a fondo su questa semplice frase possiamo scorgere nel “non-essere” la radice di molti mali e patologie psicologiche che tanto affliggono l’uomo moderno: spersonalizzazione, crisi d’ansia, depressione, confusione mentale, frustrazione, aggressività, senso di impotenza, insicurezza e molto altro.

Nel tantrismo l’infinita potenzialità di espressione e sperimentazione da parte di un qualunque essere-individuo, a partire dall’attimo presente, è rappresentata dal punto (bindu) al centro degli  yantra (diagrammi geometrici), o (nel tantrismo buddhista tibetano) è rappresentato anche dalla sfera (tig-lé) al centro del vajra (dorje).



A mio avviso questi sono dei simboli interessantissimi da studiare, in quanto dispiegano un intero universo di profondissime conoscenze psicologiche e spirituali - di carattere sia individuale che universale e atemporale - che ben spiegano la natura di tutta la realtà e…dell’infinita potenzialità che può essere espressa, ad ogni istante, da ogni uomo o donna che decida liberamente di andare “più a fondo” nell’apprezzamento delle esperienze che incontra (o che sceglie di fare) nella propria vita.

A questo riguardo voglio spendere qualche parola per meglio chiarire il mio punto di vista riguardo all’ “apprezzamento dell’esperienza”.

Generalmente si dà valore solo a quelle esperienze che in un modo o nell’altro ci hanno colpito particolarmente, cioè quelle “forti” esperienze che hanno scosso qualcosa dentro di noi.  

Le “comuni” esperienze, invece, di solito vengono vissute nella più tranquilla indifferenza, lasciandole scivolare nell’oblio di “ciò che non merita attenzione”.
Si dimentica che qualunque sensazione è già un’esperienza.

Questo atteggiamento, a mio avviso irrispettoso e insensibile verso la vita e verso noi stessi, analizzato più in profondità esprime la nostra dipendenza dalla forza di attrazione-repulsione (o amore-odio), ed è la causa di un forte senso individuale di insoddisfazione, di noia e di isolamento dalla totalità della vita (oltre che di molti disagi sociali).

In poche parole ci impoverisce, ci immiserisce.

Mi spiego meglio: se non apprezziamo comuni atti quotidiani come respirare, bere un “semplice” bicchiere d’acqua, camminare, guardare ciò che abbiamo sotto gli occhi, sdraiarsi, sedersi, mangiare, toccare, odorare…e un milione di altre “comuni” esperienze e sensazioni a cui normalmente non facciamo caso, ci stiamo privando di preziosi momenti di vita che sommati assieme formano la quasi totalità delle nostra esistenza.

Per tutto quel tempo noi è come se non fossimo esistiti.

Per vivere, per esistere pienamente, bisogna addestrarsi innanzitutto ad essere “sempre” presenti. Non vi sono esperienze non degne di essere vissute.

Questa considerazione (tra le altre) è alla base di tutte le tradizioni di Ricerca Interiore (come lo Yoga, lo Zen, il Buddhismo Tibetano…).

La Ricerca comincia col dare la massima importanza ad un “addestramento” al vivere con “presenza” ogni istante.

Attraverso questo “addestramento alla presenza” pian piano possiamo imparare a “fluire con consapevolezza” sulle ali del Tempo (perché gli istanti non esistono, la divisione del tempo in istanti è solo una convenzione linguistica e simbolica), fino a realizzare che noi stessi siamo una delle infinite espressioni del Tempo.

Grazie alla “presenza” sperimenteremo in modo sempre più vasto l’unità di fondo tra noi e l’esistenza, esattamente come ogni onda sente di far parte di un unico oceano.
Fino a scoprire che noi siamo il Tempo, un Tempo che ad ogni istante può esprimere infinite potenzialità.

Se ciò non avviene nelle nostre vite dobbiamo indagare nella nostra “mancanza di presenza” e nella consapevolezza ristretta e limitata da abitudini, ideologie e opinioni (le idee che ci siamo fatti della vita e di noi stessi).

Se noi pensiamo di essere limitati vivremo nella prigione di spazi esperienziali ristretti, ma se capiremo che i  limiti sono solo nelle nostre rigide  strutture ideologiche e nei comportamenti abitudinari, quelle stesse “strutture” (le idee, le convinzioni, le opinioni)  perderanno  influenza sulla nostra coscienza e, svanendo come neve (al sole della consapevolezza liberata), riveleranno tutto il loro carattere illusorio di semplice miraggio.

Allora saremo liberi di spaziare.


Solo allora potremo realizzare più in profondità la verità dell’affermazione “ognuno di noi è potenzialità illimitata” e farne buon uso, perché si libererà una grande energia dentro di noi.


domenica 13 ottobre 2013

COME EDUCARE I FIGLI?

Come Educare i figli?

Tema non facile....almeno di non facile risoluzione nell'immediato (visto il caos in cui viviamo), ma qualcosa si può dire, anzi, molto è già stato detto da persone sveglie e rispettose del prossimo (uno di questi è stato Krishnamurti).

La prima cosa che i genitori e gli "educatori" dovrebbero imprimersi a chiare lettere nella mente è  che i "nuovi nati", per noi, sono il prossimo: essi sono dei viaggiatori del tempo che solo momentaneamente condividono il loro tempo col nostro.

I figli non sono di proprietà dei genitori,
né i cittadini appartengono ai governi o alle fedi religiose.

L'essere vivente è parte integrante di qualcosa (o di qualcuno) di più vasto che ci contiene, e i suoi doveri sono verso se stesso.

Se ammettiamo sia vero che siamo esistiti in altre vite prima di questa, allora vuol dire che non siamo solo corpo e pensiero.

Forse siamo solo una "scintilla" vivente, una "unità di consapevolezza in crescita".

Questo vuol anche dire che nelle vite precedenti abbiamo accumulato esperienze. Abbiamo agito, desiderato e, forse, anche sbagliato.

Di conseguenza abbiamo lasciato la vita precedente con ancora molti desideri insoddisfatti, e ripromettendoci di fare nuove esperienze in una "nuova vita", una nuova vita che poi è una nuova opportunità per crescere in consapevolezza.

Quindi nasciamo con un programma ben definito che vorremmo portare a compimento.

Questo "programma" l'essere non se lo dice a parole, ma seguendo delle traenze, dei desideri, delle inclinazioni.

Solo che con la nascita dimentichiamo quel programma, oppure siamo così deboli (fisicamente e mentalmente) per cui non abbiamo la forza di contrastare lo strapotere degli adulti.

La mente dei bambini, la loro "lavagna", è nera alla nascita, ma il loro "essere" è già colorato dalle esperienze precedenti. Però l'essere non conosce le "regole" del posto in cui è venuto a sperimentare la nuova esistenza: l'essere avrebbe bisogno di tempo per capire come agire nel "nuovo mondo". 

Tempo per una "messa a punto".

Ma non gli si da tempo.

L'educazione degli adulti s'intromette prepotentemente nella sua esistenza, consapevolmente o meno, creando una gran confusione nella mente del nuovo arrivato.

Già a sei-sette anni la mente del bambino è fortemente rovinata dai comportamenti e dalle dinamiche familiari: in più le loro continue richieste di "doveri" da rispettare soffocano l'essere, spegnendo la sua curiosità e l'entusiasmo di vivere.

Poi arriva l'istruzione obbligatoria e la religione...e la partita è chiusa definitivamente. Il danno è fatto "quasi" irrimediabilmente.

Perché meravigliarsi, allora, del caos in cui versa la nostra società o delle molteplici patologie fisiche e psicologiche che ci affliggono?

Per educare il bambino in modo sano basterebbe divenire più discreti e rispettosi nei suoi confronti, lasciargli spazio, non soffocarlo né con troppi doveri da assolvere, né con troppe attenzioni "protettive".

Non si dovrebbe stargli a dire continuamente cosa deve o non deve fare, ma osservare e assecondare le sue inclinazioni naturali.

Casomai insegnargli (con l'esempio) i valori di:
lealtà e
rispetto per tutti gli esseri viventi e il pianeta che ci ospita.

Tutto qui!

Difficile vero?

giovedì 26 settembre 2013

La Scuola Kama allo Yoga Fest di Barletta






La nostra prima esperienza di partecipazione ad una Rassegna dedicata alle Discipline Olistiche ci vedrà presenti, nel Castello Svevo di Barletta, Sabato 28 e Domenica 29 Settembre (ore 09-00/20-00) con uno spazio espositivo ed una Conferenza sull'Alimentazione Ayurvedica.

Invitiamo tutti i nostri amici e gli amanti del Ben-Essere a visitarci e visionare le offerte dei nostri corsi, le nostre pubblicazioni sull'Ayurveda e lo Yoga, i nostri prodotti di Cosmesi Naturale.

Mi congedo con questo meraviglioso video, nato dalla magia di un'incontro "fortunato" con l'amico regista Giuseppe Valentino.

A presto


lunedì 26 agosto 2013

Corsi di Formazione per Insegnanti di Yoga





In Novembre 2013 ha inizio il Corso Triennale per Insegnanti di Yoga organizzato dalla Scuola di Formazione Kama, affiliata ASI-CONI, con sede a Cerignola, in Puglia.

Il Corso si articolerà su tre livelli, durante i quali verranno studiati i principali aspetti anatomici, fisiologici e funzionali del corpo umano connessi alla pratica dello Yoga; sarà approfondita la filosofia indiana così come la pratica delle principali asana, pranayama, rilassamento, tecniche meditative ed altre tecniche yogiche.

Il Primo Livello del Corso si snoderà in otto week end a cadenza mensile durante i quali si potrà ricevere una formazione teorico-pratica utile sia per studio personale che per iniziare (o perfezionare) l'insegnamento dello Yoga.

Ad ogni incontro si riceveranno dispense di studio dettagliate riguardo agli argomenti trattati in aula

Alla fine del primo Anno si riceverà un Attestato di Partecipazione, mentre a corso completato, alla fine del Terzo Anno, verrà rilasciato il Certificato di Formazione Insegnanti di Yoga e Iscrizione nell'Albo Nazionale ASI-CONI.

Per maggiori informazioni:  http://www.associazionekama.com/

giovedì 4 luglio 2013

Vacanze Yoga in Maremma






Una settimana di ben-essere organizzata dall’Associazione Kama (www.associazionekama.com) presso l’Agriturismo “Il Poggio del Castagno”, in Maremma Toscana, nei pressi di Pitigliano e delle Terme di Saturnia.

Un’occasione unica per unire il relax della vacanza al piacere di coltivare se stessi attraverso pratiche Yoga, Tai Chi Chuan, Butterfly Agility System (Autodifesa Armonica), Workshop di Cosmesi Naturale e la possibilità di ricevere massaggi ayurvedici e shiatsu.

Il Poggio del Castagno (www.poggiodelcastagno.net), immerso nel verde, dispone di camere doppie con bagno e vaste aree attrezzate per gli amanti del campeggio.

L’atmosfera dell’Agriturismo è familiare e la cucina, curata dalla signora Carla, esperta erborista, è tradizionale e naturale.

I luoghi circostanti si prestano a piacevoli escursioni alla scoperta di siti Etruschi, terme naturali e percorsi naturalistici.

I pacchetti proposti comprendono:

pratiche quotidiane (Yoga, Tai Chi, Butterfly)
mezza pensione
pernottamento in camere doppie o in camping (i posti in camera sono limitati).

Attività extra (a richiesta):

Massaggi Ayurvedici o Shiatsu 
Corso Base di Massaggio Ayurvedico con Attestato di partecipazione (tre giorni)
Workshop di Cosmesi Naturale con Attestato di partecipazione (due giorni).

Considerato il numero limitato dei posti disponibili in camera, consigliamo di prenotare al più presto (tel.349.7573668 –  oppure: associazionekama@gmail.com).

L'iscrizione comprende il tesseramento all'Associazione.

sabato 22 giugno 2013

Il libro del mese: YOGA INTEGRALE







Dalla Quarta di copertina:

"Questo libro è il primo di un'opera in cinque volumi dedicata ala teoria e alla pratica dello Yoga Integrale.
E' la storia di un'avventura dello spirito che ha il sapore di un racconto senza tempo.
La vicenda di una donna che - poco più che ventenne - incontra un Maestro. Un incontro che rivoluzionerà tutta la sua vita, dai rapporti familiari al lavoro, fino alla sua stessa concezione del mondo.

Per vent'anni lei segue il Maestro, studiando con tutta se stessa un mondo complesso, fatto di vita vissuta, di cuore, di fatica e di riconversione completa del proprio pensiero.
Dopo averlo desiderato con tutta se stessa, arriverà infine allo Yoga Integrale, un ridestarsi al piacere della vita attraverso la vita stessa."

Dal retro di copertina:

"Questo è il primo di cinque volumi dedicati alla più straordinaria scienza sacra che l'umanità abbia mai conosciuto. Un'opera che, vista la complessità dell'argomento, approfondisce lo Yoga a partire dagli aspetti filosofici (in questo volume) per dedicare poi specifiche monografie alla tecnica delle asana, alla strutturazione di intere sadhana, al pranayama e, infine, allo Yoga in gravidanza.

Si tratta di un lavoro che, per completezza e competenza, si distingue nella produzione editoriale italiana sull'argomento e, probabilmente, anche altrove....

Il lettore può trovare tra le pagine il riferimento a un'esperienza vera, condotta nella società d'oggi e interpretata alla luce di visioni che hanno formato l'essere umano all'alba dei tempi, e lo hanno accompagnato lungo tutto il suo percorso evolutivo, fino a farne un essere pronto - se lo desidera abbastanza - a ritrovare l'essenza della propria reale natura."

Una pagina dal libro (dopo anni che il Maestro le aveva negato lo Yoga per portarla ad approfondire le Visioni all'origine di tale disciplina):

"Finalmente lo Yoga! Alla fine del ciclo tornavo all'inizio. Il compimento di un uroboro perfetto che mi aveva reso più forte e più pronta.

La mia pratica - un po' arrugginita, all'inizio, ma davvero non troppo - non era più la stessa. Ora, ogni gesto, ogni pausa, aveva un peso specifico, un riferimento, un simbolo preciso della cosmogonia di me stessa. Nell'azione sentivo la prakriti vibrante di moto e, negli spazi di vuoto - perfino alla fine di ogni respiro -, ero in grado di percepire un purusha immoto, beato nel contemplare la danza.

Ero certa del perché di ogni movimento, non ancora in senso tecnico, ma in quella presenza consapevole di una parte di me che osservava. E sapeva cosa. E conosceva il come.

Ogni movimento, ogni gesto tracciato nello spazio, aveva il senso di un percorso ineluttabile, che non poteva che essere quello...E quella era la mia meta: nella mia imperfezione cogliere la perfezione che già c'era; nello spazio intorno a me, negli altri, nella vita che mi attraversava ad ogni battito del cuore.

Mente e cuore, consapevolezza e reale natura. E tanta, tanta perseveranza.

Adesso comprendevo con chiarezza che il mio Maestro non mi aveva negato lo Yoga, ma mi aveva semplicemente condotta verso me stessa. Con tenacia, coerenza e imperturbabilità."



*



A questo punto dovrei dire la mia, ed esprimere le mie impressioni "a caldo" (poiché ho finito di leggerlo in questo momento) ma, sinceramente, mi sento inadeguato. Posso solo esprimere la mia più profonda gratitudine all'Autrice, Teresa Sintoni, per aver espresso in modo esauriente e completo, ma accessibile, i punti cardine della Filosofia Indiana.

Grazie a questo testo posso finalmente cominciare a mettere ordine nella mia confusione mentale. Dopo circa trentasette anni di "scorribande" nei labirinti della Filosofia Indiana, e sedici di pratica dello Yoga, devo sinceramente ammettere che in me molti tasselli "filosofici" erano ancora fuori posto, se non mancanti del tutto.

Grazie ancora a Teresa per il suo monumentale "lavoro" di studio e di ricerca, mai prima d'ora avevo letto un testo così chiaro ed esaustivo sulla Filosofia Indiana. Non fosse per Lei forse non avrei mai messo ordine nella complessità filosofica dell'Antica India.

Ora, finalmente, leggendo e rileggendo questo testo (e naturalmente praticando, perché lo Yoga è teoria e prassi) potrò comprendere sempre meglio cosa sono i Veda, le Upanishad, i sei Darshana, il Buddhismo, il Vedanta, il Samkhya, lo Yoga...il Tantra.

Trovo molto bello anche, da parte dell'autrice, l'aver aggiunto alcuni suoi momenti intimi col suo Maestro.

Yoga Integrale è un libro che ti fa "entrare" con più conoscenza e più "cuore" nello Yoga e in te stesso; un libro indispensabile nella biblioteca di un praticante e di uno studioso, perché scritto con competenza e chiarezza da una "Maestra dello Yoga".

Yoga Integrale è un libro, insomma, che ti fa capire "cosa" si sta facendo, "perché" lo si sta facendo e, nei prossimi volumi, "come" farlo.

Resta il fatto che lo Yoga non può essere appreso solo dai libri...l'ideale sarebbe andare ad apprenderlo direttamente dall'Autrice.


Yoga Integrale - Teresa Sintoni, Adea Edizioni.









sabato 8 giugno 2013

FARE IL PROPRIO DOVERE SECONDO LE PROPRIE PREDISPOSIZIONI NATURALI



Giornata particolare, in cui provo a trattare in poche righe un argomento che merita non meno di un intero trattato. L'argomento è sul "proprio dovere". Ma ci provo.

E nel farlo farò riferimento a un testo che studio da quasi quarant'anni e che, almeno secondo me, è il migliore in assoluto sul tema della "corretta azione" e sul "proprio dovere": parlo della Bhagavad Gita, Il Canto del Beato.

Ma prima una avvertenza: QUESTO TESTO E' ASSOLUTAMENTE SCIENTIFICO E PRAGMATICO ma...sfortunatamente, in commercio vi sono molte traduzioni che lo presentano dai più svariati punti di vista, snaturandolo in parte e rendendolo quasi innocuo. Questo testo, invece, è una bomba (l'edizione che io consiglio è quella edita dalla Ashram Vidya, commentata da Raphael), e penso dovrebbe essere studiato in tutte le Università e nei College, soprattutto nelle Facoltà a indirizzo Politico, Sociale ed Economico.

Certo, nello studiarlo bisognerà fare i conti coi termini Sanscriti, ma quanti termini, ad esempio informatici, sono entrati a far parte del nostro linguaggio? Perciò con un po' di sforzo anche alcune parole Sanscrite possono entrare nel linguaggio internazionale. Non si parla già spesso di Karma e di Yoga?

Bene.

Aggiungiamoci le parole Dharma e Svadharma.

Perchè?.....

Perché ciò che significano queste due "paroline", studiato a fondo, può trasformare la faccia dell'intero pianeta e della vita di ognuno di noi.

Ma prima occorre DILATARE la propria "visione" sulla vita individuale e sociale: l'individuo e la società non sono fini a se stesse, ma sono inserite in un ben più vasto contesto, col quale devono imparare ad agire in Armonia. Esiste un collegamento "naturale" tra noi e il mondo, collegamento ancora tutto da riscoprire.

DHARMA:

Questa parola (come tutte le altre parole sanscrite) ha svariati significati, da interpretare diversamente, in tema con l'argomento trattato: nel nostro caso la interpreteremo in "senso generale" come LEGGE UNIVERSALE, LEGGE DI ARMONIA, LEGGE DI NATURA. E in senso individuale come "Dovere Interiore", Caratteristica Intrinseca". 

Questo nostro Universo è retto da molte Leggi (se non ricordo male Gurdjeff ha fatto accenno a 48 tipi di Leggi Cosmiche), tra cui le più più importanti sono: la LEGGE DEL TRE, DEL SETTE (O DELLE OTTAVE), DELLE CORRISPONDENZE (COME IN ALTO COSI' IN BASSO) E DI CAUSA-EFFETTO (O LEGGE DEL KARMA).

Possiamo dire che tutto l'Universo è la Manifestazione della Legge del Dharma.
Possiamo anche dire che esiste un "Legislatore" invisibile ai nostri occhi, ma percepibile (da chiunque sia dotato di un po' di senno) nell'incredibile Armonia Chimica e Fisica che regola le Galassie, le Stelle, i Pianeti...la Natura.

Leggi Gravitazionali e Magnetiche non sono una semplice opinione.

Insomma: possiamo benissimo affermare che esiste un "Piano Regolatore" che muove l'intero UNIVERSO. 

QUESTO "PIANO REGOLATORE" E' IL DHARMA. Di conseguenza Dharma è IL FONDAMENTO, LA NORMA, LA LEGGE.

Al livello dei singoli Elementi e dei singoli esseri il Dharma è la loro "Caratteristica Intrinseca".

Ad esempio: il Dharma del Fuoco è bruciare, illuminare, scaldare, è quella la sua caratteristica intrinseca.

Allo stesso modo il Dharma del Pianeta Terra è ruotare intorno al Sole e ruotare su se stesso...solo così può produrre i diversi mutamenti della Natura e, attraverso le Leggi gravitazionali, ed Elettro-magnetiche, i Mutamenti delle stagioni, e sostenere se stesso e i Quattro Regni della Natura. 

E il Dharma dell'Uomo qual'è?

LO SVADHARMA:

Per Svadharma, nella Gita, s'intende indicare il "proprio dovere", che poi combacia perfettamente con la Caratteristica Intrinseca.

Krishna dice, nella Gita: "Meglio compiere il proprio dovere (inerente alla propria natura), anche se in modo imperfetto, piuttosto che compiere il dovere di un'altro, anche se perfettamente". (B.G..XVIII, 47).

E ancora: "Il dovere connaturato alla propria natura, o Kaunteya, non dev'essere trascurato, per quanto pieno di difetti possa essere, poiché tutte le azioni sono avviluppate dai difetti, come il fuoco dal fumo". (B.G. XVIII, 48).

Resta ora da capire come riconoscere il proprio dovere.

A questo riguardo possiamo vedere che esistono due tipi di dovere (Dharma): quello che ci viene imposto dall'esterno, dalle condizioni storiche e sociali in cui siamo nati e cresciuti; e il dovere (Dharma) inerente a noi stessi, che viene da "dentro", come PREDISPOSIZIONE NATURALE (o TENDENZA INNATA, CARATTERISTICA INTRINSECA).

Soffermiamoci sul termine: PREDISPOSIZIONE NATURALE.

Tutti noi nasciamo con delle predisposizioni naturali, che possiamo dividere in tre grandi gruppi: Predisposizioni Fisico-manuali, Predisposizioni Emotivo-estetiche e Predisposizioni Intellettive.

Di solito è una a prevalere sulle altre due, ma questa viene sempre "colorata" dalle altre due, e le combinazioni sono veramente tantissime.

Ad esempio un bambino può avere una forte predisposizione manuale e allo stesso tempo essere belligerante, ma anche intelligente. Se quel bambino non incontrerà forti ostacoli "educativi" nella crescita, che devieranno le sue "tendenze innate", potrà diventare anche un buon generale, o comunque un buon ufficiale o Capo di Servizi di Sicurezza....

Un altro bambino con tendenze sempre manuali, ma con scarse influenze intellettive ed estetiche, e sempre belligerante, può diventare anche un violento attaccabrighe. Ma, comunque, sarà un essere "autentico" nelle sue manifestazioni.

Ciò che invece vediamo sempre più sovente, in giro, è la mancanza di "autenticità". Una sorta di innaturalezza che pervade i nostri gesti, le nostre parole...le nostre scelte.

Spesso non si sceglie un corso di laurea perché siamo "portati" verso quell'indirizzo, ma si sceglie piuttosto perché quell'indirizzo ci può offrire maggiori sbocchi lavorativi. E poco importa se, pur essendo portati per materie Umanistiche, scegliamo la Facoltà di Economia e Commercio...

Ora...se ci guardiamo attorno, nella vita sociale e lavorativa, vediamo una infinità di persone chiaramente "fuori posto". Queste persone sono scontente del proprio lavoro e, spesso, lo fanno anche male, senza "cuore".

Quanti medici "fuori posto" vediamo?
Quanti politici, ingegneri, managers che occupano poltrone indebite?

Credo sia bene riflettere a fondo sulla profonda differenza che esiste tra una scelta fatta perché imposta da situazioni esterne, o da interessi immediati, ed una fatta perché ci sentiamo portati "naturalmente"
verso quella occupazione.


Forse è tempo di imparare a distinguere bene tra i doveri "veri" e quelli falsi, guardando con occhio più attento alle nostre predisposizioni naturali.

Ecco un buon modo per migliorare la propria vita e "ri-fondare" una buona società.

Ma, per questo, occorre un buon addestramento all'ascolto e all'osservazione di se stessi.