giovedì 17 settembre 2009

ETICA: IL VALORE DELLA LEALTA'


Ciclicamente si sente parlare di etica e di valori. Di solito chi affronta questi argomenti è un filosofo, un sociologo o un religioso e molto spesso finisce col fare discorsi astrusi che anziché chiarire confonde ancora di più le idee.
Seguendo una logica semplice diventa chiaro come il Sole definire, per esempio, la lealtà.
Lo Zingarelli alla parola Leale dà questa definizione: "Fedele alla parola data, alle promesse, ai patti".
E' già qualcosa, ma a me non basta.
Consulto così il dizionario etimologico su web di Ottorino Pianigiani e vi trovo qualcosa in più. Leggo: "...Che obbedisce alle leggi dell'onore e della probità, e quindi mantenitore delle promesse...Incapace d'inganno, schietto, sincero".

Ecco, eureka, ci siamo!..."Incapace d'inganno, schietto, sincero". A volte poche parole dicono molto (a chi ha orecchie per intendere).
E mi chiedo, e vi chiedo: "Secondo voi quanto la slealtà è radicata nel modo di fare della società moderna?"
In nome del profitto e dell'interesse (di un singolo o di intere nazioni) si compiono azioni sleali mostruose: ci si rimangia continuamente la parola data, Borse fatte crollare per subdoli giochi economici, guerre sleali in cui si usano armi che sterminano intere popolazioni, colpi bassi agli avversari di partito politico (e a volte anche ai compagni), attentati terroristici.
Senza dubbio la Lealtà è uno dei più importanti valori (se non il primo) a cui bisogna tendere. Ognuno di noi deve stare in guardia dal commettere azioni sleali.
Osservarsi continuamente e riconoscere sinceramente quando si sta comportando in modo non "schietto, sincero, leale".
Senza la lealtà la vita diventa un inferno! Anzi, credo che le persone sleali non trovano posto neanche all'inferno. Anche il Diavolo diffiderebbe di una persona incline a tirare continuamente "colpi bassi".

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