lunedì 25 novembre 2013

Ognuno di noi è potenzialità illimitata


Ognuno di noi è potenzialità illimitata.

Dirò di più.

Ad ogni istante ognuno di noi ha illimitate possibilità di azione, di movimento e di esperienza, siano esse fisiche, mentali o emozionali.

Non c’è limite a quello che potremmo intraprendere a partire da questo preciso istante. Questo è possibile in quanto l’essere umano non è statico, ma un flusso energetico-coscienziale in costante movimento-trasformazione.

Pensiamoci bene e osserviamoci in questo preciso istante: possiamo muovere una mano in molti modi, cambiare posizione corporea, respirare più profondamente o smettere per alcuni istanti di respirare. Possiamo fermare la lettura e parlare con qualcuno, andare a bere un bicchiere d’acqua o fare qualcos’altro.

A partire da questo preciso istante non c’è limite a quello che possiamo decidere di fare. E questo in ogni istante della nostra vita.

In un qualunque istante possiamo decidere di partire per un viaggio (verso qualunque meta), o decidere di “viaggiare” leggendo un libro, guardando un film o con la fantasia.
Da questo punto di vista possiamo considerare la vita intera come un viaggio, un viaggio “esperienziale” dalle infinite varianti sensoriali e cognitive.

E se scorgiamo dei limiti, nella nostra vita, di sicuro siamo noi a stabilirli.

Noi siamo ciò che pensiamo di essere, e se non facciamo qualcosa è solo perché ci siamo auto-convinti che non possiamo farla (forse perché inusuale, non convenzionale, immorale, fuori dai nostri schemi o da quelli collettivi, perché abbiamo paura della novità o semplicemente perché siamo pigri).

Insomma: i limiti sono nella nostra mente, siamo chiusi nei gusci dei nostri schemi mentali, di conseguenza preferiamo scegliere la sicurezza di schemi mentali e comportamentali ripetitivi piuttosto che concederci il lusso (anche se pieno di incognite) di uscire dal guscio e lasciarci andare al flusso di una vita aperta a tutto tondo.

Da questo punto di vista possiamo affermare che l’illimitata o limitata potenzialità è tutta una questione di scelta tra l’essere e il non-essere.

Come afferma Hocking: “…Sii ciò che sei. Cioè, sii nell’azione ciò che sei nella realtà”.

Sii te stesso, insomma!

Riflettendo a fondo su questa semplice frase possiamo scorgere nel “non-essere” la radice di molti mali e patologie psicologiche che tanto affliggono l’uomo moderno: spersonalizzazione, crisi d’ansia, depressione, confusione mentale, frustrazione, aggressività, senso di impotenza, insicurezza e molto altro.

Nel tantrismo l’infinita potenzialità di espressione e sperimentazione da parte di un qualunque essere-individuo, a partire dall’attimo presente, è rappresentata dal punto (bindu) al centro degli  yantra (diagrammi geometrici), o (nel tantrismo buddhista tibetano) è rappresentato anche dalla sfera (tig-lé) al centro del vajra (dorje).



A mio avviso questi sono dei simboli interessantissimi da studiare, in quanto dispiegano un intero universo di profondissime conoscenze psicologiche e spirituali - di carattere sia individuale che universale e atemporale - che ben spiegano la natura di tutta la realtà e…dell’infinita potenzialità che può essere espressa, ad ogni istante, da ogni uomo o donna che decida liberamente di andare “più a fondo” nell’apprezzamento delle esperienze che incontra (o che sceglie di fare) nella propria vita.

A questo riguardo voglio spendere qualche parola per meglio chiarire il mio punto di vista riguardo all’ “apprezzamento dell’esperienza”.

Generalmente si dà valore solo a quelle esperienze che in un modo o nell’altro ci hanno colpito particolarmente, cioè quelle “forti” esperienze che hanno scosso qualcosa dentro di noi.  

Le “comuni” esperienze, invece, di solito vengono vissute nella più tranquilla indifferenza, lasciandole scivolare nell’oblio di “ciò che non merita attenzione”.
Si dimentica che qualunque sensazione è già un’esperienza.

Questo atteggiamento, a mio avviso irrispettoso e insensibile verso la vita e verso noi stessi, analizzato più in profondità esprime la nostra dipendenza dalla forza di attrazione-repulsione (o amore-odio), ed è la causa di un forte senso individuale di insoddisfazione, di noia e di isolamento dalla totalità della vita (oltre che di molti disagi sociali).

In poche parole ci impoverisce, ci immiserisce.

Mi spiego meglio: se non apprezziamo comuni atti quotidiani come respirare, bere un “semplice” bicchiere d’acqua, camminare, guardare ciò che abbiamo sotto gli occhi, sdraiarsi, sedersi, mangiare, toccare, odorare…e un milione di altre “comuni” esperienze e sensazioni a cui normalmente non facciamo caso, ci stiamo privando di preziosi momenti di vita che sommati assieme formano la quasi totalità delle nostra esistenza.

Per tutto quel tempo noi è come se non fossimo esistiti.

Per vivere, per esistere pienamente, bisogna addestrarsi innanzitutto ad essere “sempre” presenti. Non vi sono esperienze non degne di essere vissute.

Questa considerazione (tra le altre) è alla base di tutte le tradizioni di Ricerca Interiore (come lo Yoga, lo Zen, il Buddhismo Tibetano…).

La Ricerca comincia col dare la massima importanza ad un “addestramento” al vivere con “presenza” ogni istante.

Attraverso questo “addestramento alla presenza” pian piano possiamo imparare a “fluire con consapevolezza” sulle ali del Tempo (perché gli istanti non esistono, la divisione del tempo in istanti è solo una convenzione linguistica e simbolica), fino a realizzare che noi stessi siamo una delle infinite espressioni del Tempo.

Grazie alla “presenza” sperimenteremo in modo sempre più vasto l’unità di fondo tra noi e l’esistenza, esattamente come ogni onda sente di far parte di un unico oceano.
Fino a scoprire che noi siamo il Tempo, un Tempo che ad ogni istante può esprimere infinite potenzialità.

Se ciò non avviene nelle nostre vite dobbiamo indagare nella nostra “mancanza di presenza” e nella consapevolezza ristretta e limitata da abitudini, ideologie e opinioni (le idee che ci siamo fatti della vita e di noi stessi).

Se noi pensiamo di essere limitati vivremo nella prigione di spazi esperienziali ristretti, ma se capiremo che i  limiti sono solo nelle nostre rigide  strutture ideologiche e nei comportamenti abitudinari, quelle stesse “strutture” (le idee, le convinzioni, le opinioni)  perderanno  influenza sulla nostra coscienza e, svanendo come neve (al sole della consapevolezza liberata), riveleranno tutto il loro carattere illusorio di semplice miraggio.

Allora saremo liberi di spaziare.


Solo allora potremo realizzare più in profondità la verità dell’affermazione “ognuno di noi è potenzialità illimitata” e farne buon uso, perché si libererà una grande energia dentro di noi.


domenica 13 ottobre 2013

COME EDUCARE I FIGLI?

Come Educare i figli?

Tema non facile....almeno di non facile risoluzione nell'immediato (visto il caos in cui viviamo), ma qualcosa si può dire, anzi, molto è già stato detto da persone sveglie e rispettose del prossimo (uno di questi è stato Krishnamurti).

La prima cosa che i genitori e gli "educatori" dovrebbero imprimersi a chiare lettere nella mente è  che i "nuovi nati", per noi, sono il prossimo: essi sono dei viaggiatori del tempo che solo momentaneamente condividono il loro tempo col nostro.

I figli non sono di proprietà dei genitori,
né i cittadini appartengono ai governi o alle fedi religiose.

L'essere vivente è parte integrante di qualcosa (o di qualcuno) di più vasto che ci contiene, e i suoi doveri sono verso se stesso.

Se ammettiamo sia vero che siamo esistiti in altre vite prima di questa, allora vuol dire che non siamo solo corpo e pensiero.

Forse siamo solo una "scintilla" vivente, una "unità di consapevolezza in crescita".

Questo vuol anche dire che nelle vite precedenti abbiamo accumulato esperienze. Abbiamo agito, desiderato e, forse, anche sbagliato.

Di conseguenza abbiamo lasciato la vita precedente con ancora molti desideri insoddisfatti, e ripromettendoci di fare nuove esperienze in una "nuova vita", una nuova vita che poi è una nuova opportunità per crescere in consapevolezza.

Quindi nasciamo con un programma ben definito che vorremmo portare a compimento.

Questo "programma" l'essere non se lo dice a parole, ma seguendo delle traenze, dei desideri, delle inclinazioni.

Solo che con la nascita dimentichiamo quel programma, oppure siamo così deboli (fisicamente e mentalmente) per cui non abbiamo la forza di contrastare lo strapotere degli adulti.

La mente dei bambini, la loro "lavagna", è nera alla nascita, ma il loro "essere" è già colorato dalle esperienze precedenti. Però l'essere non conosce le "regole" del posto in cui è venuto a sperimentare la nuova esistenza: l'essere avrebbe bisogno di tempo per capire come agire nel "nuovo mondo". 

Tempo per una "messa a punto".

Ma non gli si da tempo.

L'educazione degli adulti s'intromette prepotentemente nella sua esistenza, consapevolmente o meno, creando una gran confusione nella mente del nuovo arrivato.

Già a sei-sette anni la mente del bambino è fortemente rovinata dai comportamenti e dalle dinamiche familiari: in più le loro continue richieste di "doveri" da rispettare soffocano l'essere, spegnendo la sua curiosità e l'entusiasmo di vivere.

Poi arriva l'istruzione obbligatoria e la religione...e la partita è chiusa definitivamente. Il danno è fatto "quasi" irrimediabilmente.

Perché meravigliarsi, allora, del caos in cui versa la nostra società o delle molteplici patologie fisiche e psicologiche che ci affliggono?

Per educare il bambino in modo sano basterebbe divenire più discreti e rispettosi nei suoi confronti, lasciargli spazio, non soffocarlo né con troppi doveri da assolvere, né con troppe attenzioni "protettive".

Non si dovrebbe stargli a dire continuamente cosa deve o non deve fare, ma osservare e assecondare le sue inclinazioni naturali.

Casomai insegnargli (con l'esempio) i valori di:
lealtà e
rispetto per tutti gli esseri viventi e il pianeta che ci ospita.

Tutto qui!

Difficile vero?

giovedì 26 settembre 2013

La Scuola Kama allo Yoga Fest di Barletta






La nostra prima esperienza di partecipazione ad una Rassegna dedicata alle Discipline Olistiche ci vedrà presenti, nel Castello Svevo di Barletta, Sabato 28 e Domenica 29 Settembre (ore 09-00/20-00) con uno spazio espositivo ed una Conferenza sull'Alimentazione Ayurvedica.

Invitiamo tutti i nostri amici e gli amanti del Ben-Essere a visitarci e visionare le offerte dei nostri corsi, le nostre pubblicazioni sull'Ayurveda e lo Yoga, i nostri prodotti di Cosmesi Naturale.

Mi congedo con questo meraviglioso video, nato dalla magia di un'incontro "fortunato" con l'amico regista Giuseppe Valentino.

A presto


lunedì 26 agosto 2013

Corsi di Formazione per Insegnanti di Yoga





In Novembre 2013 ha inizio il Corso Triennale per Insegnanti di Yoga organizzato dalla Scuola di Formazione Kama, affiliata ASI-CONI, con sede a Cerignola, in Puglia.

Il Corso si articolerà su tre livelli, durante i quali verranno studiati i principali aspetti anatomici, fisiologici e funzionali del corpo umano connessi alla pratica dello Yoga; sarà approfondita la filosofia indiana così come la pratica delle principali asana, pranayama, rilassamento, tecniche meditative ed altre tecniche yogiche.

Il Primo Livello del Corso si snoderà in otto week end a cadenza mensile durante i quali si potrà ricevere una formazione teorico-pratica utile sia per studio personale che per iniziare (o perfezionare) l'insegnamento dello Yoga.

Ad ogni incontro si riceveranno dispense di studio dettagliate riguardo agli argomenti trattati in aula

Alla fine del primo Anno si riceverà un Attestato di Partecipazione, mentre a corso completato, alla fine del Terzo Anno, verrà rilasciato il Certificato di Formazione Insegnanti di Yoga e Iscrizione nell'Albo Nazionale ASI-CONI.

Per maggiori informazioni:  http://www.associazionekama.com/

giovedì 4 luglio 2013

Vacanze Yoga in Maremma






Una settimana di ben-essere organizzata dall’Associazione Kama (www.associazionekama.com) presso l’Agriturismo “Il Poggio del Castagno”, in Maremma Toscana, nei pressi di Pitigliano e delle Terme di Saturnia.

Un’occasione unica per unire il relax della vacanza al piacere di coltivare se stessi attraverso pratiche Yoga, Tai Chi Chuan, Butterfly Agility System (Autodifesa Armonica), Workshop di Cosmesi Naturale e la possibilità di ricevere massaggi ayurvedici e shiatsu.

Il Poggio del Castagno (www.poggiodelcastagno.net), immerso nel verde, dispone di camere doppie con bagno e vaste aree attrezzate per gli amanti del campeggio.

L’atmosfera dell’Agriturismo è familiare e la cucina, curata dalla signora Carla, esperta erborista, è tradizionale e naturale.

I luoghi circostanti si prestano a piacevoli escursioni alla scoperta di siti Etruschi, terme naturali e percorsi naturalistici.

I pacchetti proposti comprendono:

pratiche quotidiane (Yoga, Tai Chi, Butterfly)
mezza pensione
pernottamento in camere doppie o in camping (i posti in camera sono limitati).

Attività extra (a richiesta):

Massaggi Ayurvedici o Shiatsu 
Corso Base di Massaggio Ayurvedico con Attestato di partecipazione (tre giorni)
Workshop di Cosmesi Naturale con Attestato di partecipazione (due giorni).

Considerato il numero limitato dei posti disponibili in camera, consigliamo di prenotare al più presto (tel.349.7573668 –  oppure: associazionekama@gmail.com).

L'iscrizione comprende il tesseramento all'Associazione.

sabato 22 giugno 2013

Il libro del mese: YOGA INTEGRALE







Dalla Quarta di copertina:

"Questo libro è il primo di un'opera in cinque volumi dedicata ala teoria e alla pratica dello Yoga Integrale.
E' la storia di un'avventura dello spirito che ha il sapore di un racconto senza tempo.
La vicenda di una donna che - poco più che ventenne - incontra un Maestro. Un incontro che rivoluzionerà tutta la sua vita, dai rapporti familiari al lavoro, fino alla sua stessa concezione del mondo.

Per vent'anni lei segue il Maestro, studiando con tutta se stessa un mondo complesso, fatto di vita vissuta, di cuore, di fatica e di riconversione completa del proprio pensiero.
Dopo averlo desiderato con tutta se stessa, arriverà infine allo Yoga Integrale, un ridestarsi al piacere della vita attraverso la vita stessa."

Dal retro di copertina:

"Questo è il primo di cinque volumi dedicati alla più straordinaria scienza sacra che l'umanità abbia mai conosciuto. Un'opera che, vista la complessità dell'argomento, approfondisce lo Yoga a partire dagli aspetti filosofici (in questo volume) per dedicare poi specifiche monografie alla tecnica delle asana, alla strutturazione di intere sadhana, al pranayama e, infine, allo Yoga in gravidanza.

Si tratta di un lavoro che, per completezza e competenza, si distingue nella produzione editoriale italiana sull'argomento e, probabilmente, anche altrove....

Il lettore può trovare tra le pagine il riferimento a un'esperienza vera, condotta nella società d'oggi e interpretata alla luce di visioni che hanno formato l'essere umano all'alba dei tempi, e lo hanno accompagnato lungo tutto il suo percorso evolutivo, fino a farne un essere pronto - se lo desidera abbastanza - a ritrovare l'essenza della propria reale natura."

Una pagina dal libro (dopo anni che il Maestro le aveva negato lo Yoga per portarla ad approfondire le Visioni all'origine di tale disciplina):

"Finalmente lo Yoga! Alla fine del ciclo tornavo all'inizio. Il compimento di un uroboro perfetto che mi aveva reso più forte e più pronta.

La mia pratica - un po' arrugginita, all'inizio, ma davvero non troppo - non era più la stessa. Ora, ogni gesto, ogni pausa, aveva un peso specifico, un riferimento, un simbolo preciso della cosmogonia di me stessa. Nell'azione sentivo la prakriti vibrante di moto e, negli spazi di vuoto - perfino alla fine di ogni respiro -, ero in grado di percepire un purusha immoto, beato nel contemplare la danza.

Ero certa del perché di ogni movimento, non ancora in senso tecnico, ma in quella presenza consapevole di una parte di me che osservava. E sapeva cosa. E conosceva il come.

Ogni movimento, ogni gesto tracciato nello spazio, aveva il senso di un percorso ineluttabile, che non poteva che essere quello...E quella era la mia meta: nella mia imperfezione cogliere la perfezione che già c'era; nello spazio intorno a me, negli altri, nella vita che mi attraversava ad ogni battito del cuore.

Mente e cuore, consapevolezza e reale natura. E tanta, tanta perseveranza.

Adesso comprendevo con chiarezza che il mio Maestro non mi aveva negato lo Yoga, ma mi aveva semplicemente condotta verso me stessa. Con tenacia, coerenza e imperturbabilità."



*



A questo punto dovrei dire la mia, ed esprimere le mie impressioni "a caldo" (poiché ho finito di leggerlo in questo momento) ma, sinceramente, mi sento inadeguato. Posso solo esprimere la mia più profonda gratitudine all'Autrice, Teresa Sintoni, per aver espresso in modo esauriente e completo, ma accessibile, i punti cardine della Filosofia Indiana.

Grazie a questo testo posso finalmente cominciare a mettere ordine nella mia confusione mentale. Dopo circa trentasette anni di "scorribande" nei labirinti della Filosofia Indiana, e sedici di pratica dello Yoga, devo sinceramente ammettere che in me molti tasselli "filosofici" erano ancora fuori posto, se non mancanti del tutto.

Grazie ancora a Teresa per il suo monumentale "lavoro" di studio e di ricerca, mai prima d'ora avevo letto un testo così chiaro ed esaustivo sulla Filosofia Indiana. Non fosse per Lei forse non avrei mai messo ordine nella complessità filosofica dell'Antica India.

Ora, finalmente, leggendo e rileggendo questo testo (e naturalmente praticando, perché lo Yoga è teoria e prassi) potrò comprendere sempre meglio cosa sono i Veda, le Upanishad, i sei Darshana, il Buddhismo, il Vedanta, il Samkhya, lo Yoga...il Tantra.

Trovo molto bello anche, da parte dell'autrice, l'aver aggiunto alcuni suoi momenti intimi col suo Maestro.

Yoga Integrale è un libro che ti fa "entrare" con più conoscenza e più "cuore" nello Yoga e in te stesso; un libro indispensabile nella biblioteca di un praticante e di uno studioso, perché scritto con competenza e chiarezza da una "Maestra dello Yoga".

Yoga Integrale è un libro, insomma, che ti fa capire "cosa" si sta facendo, "perché" lo si sta facendo e, nei prossimi volumi, "come" farlo.

Resta il fatto che lo Yoga non può essere appreso solo dai libri...l'ideale sarebbe andare ad apprenderlo direttamente dall'Autrice.


Yoga Integrale - Teresa Sintoni, Adea Edizioni.









sabato 8 giugno 2013

FARE IL PROPRIO DOVERE SECONDO LE PROPRIE PREDISPOSIZIONI NATURALI



Giornata particolare, in cui provo a trattare in poche righe un argomento che merita non meno di un intero trattato. L'argomento è sul "proprio dovere". Ma ci provo.

E nel farlo farò riferimento a un testo che studio da quasi quarant'anni e che, almeno secondo me, è il migliore in assoluto sul tema della "corretta azione" e sul "proprio dovere": parlo della Bhagavad Gita, Il Canto del Beato.

Ma prima una avvertenza: QUESTO TESTO E' ASSOLUTAMENTE SCIENTIFICO E PRAGMATICO ma...sfortunatamente, in commercio vi sono molte traduzioni che lo presentano dai più svariati punti di vista, snaturandolo in parte e rendendolo quasi innocuo. Questo testo, invece, è una bomba (l'edizione che io consiglio è quella edita dalla Ashram Vidya, commentata da Raphael), e penso dovrebbe essere studiato in tutte le Università e nei College, soprattutto nelle Facoltà a indirizzo Politico, Sociale ed Economico.

Certo, nello studiarlo bisognerà fare i conti coi termini Sanscriti, ma quanti termini, ad esempio informatici, sono entrati a far parte del nostro linguaggio? Perciò con un po' di sforzo anche alcune parole Sanscrite possono entrare nel linguaggio internazionale. Non si parla già spesso di Karma e di Yoga?

Bene.

Aggiungiamoci le parole Dharma e Svadharma.

Perchè?.....

Perché ciò che significano queste due "paroline", studiato a fondo, può trasformare la faccia dell'intero pianeta e della vita di ognuno di noi.

Ma prima occorre DILATARE la propria "visione" sulla vita individuale e sociale: l'individuo e la società non sono fini a se stesse, ma sono inserite in un ben più vasto contesto, col quale devono imparare ad agire in Armonia. Esiste un collegamento "naturale" tra noi e il mondo, collegamento ancora tutto da riscoprire.

DHARMA:

Questa parola (come tutte le altre parole sanscrite) ha svariati significati, da interpretare diversamente, in tema con l'argomento trattato: nel nostro caso la interpreteremo in "senso generale" come LEGGE UNIVERSALE, LEGGE DI ARMONIA, LEGGE DI NATURA. E in senso individuale come "Dovere Interiore", Caratteristica Intrinseca". 

Questo nostro Universo è retto da molte Leggi (se non ricordo male Gurdjeff ha fatto accenno a 48 tipi di Leggi Cosmiche), tra cui le più più importanti sono: la LEGGE DEL TRE, DEL SETTE (O DELLE OTTAVE), DELLE CORRISPONDENZE (COME IN ALTO COSI' IN BASSO) E DI CAUSA-EFFETTO (O LEGGE DEL KARMA).

Possiamo dire che tutto l'Universo è la Manifestazione della Legge del Dharma.
Possiamo anche dire che esiste un "Legislatore" invisibile ai nostri occhi, ma percepibile (da chiunque sia dotato di un po' di senno) nell'incredibile Armonia Chimica e Fisica che regola le Galassie, le Stelle, i Pianeti...la Natura.

Leggi Gravitazionali e Magnetiche non sono una semplice opinione.

Insomma: possiamo benissimo affermare che esiste un "Piano Regolatore" che muove l'intero UNIVERSO. 

QUESTO "PIANO REGOLATORE" E' IL DHARMA. Di conseguenza Dharma è IL FONDAMENTO, LA NORMA, LA LEGGE.

Al livello dei singoli Elementi e dei singoli esseri il Dharma è la loro "Caratteristica Intrinseca".

Ad esempio: il Dharma del Fuoco è bruciare, illuminare, scaldare, è quella la sua caratteristica intrinseca.

Allo stesso modo il Dharma del Pianeta Terra è ruotare intorno al Sole e ruotare su se stesso...solo così può produrre i diversi mutamenti della Natura e, attraverso le Leggi gravitazionali, ed Elettro-magnetiche, i Mutamenti delle stagioni, e sostenere se stesso e i Quattro Regni della Natura. 

E il Dharma dell'Uomo qual'è?

LO SVADHARMA:

Per Svadharma, nella Gita, s'intende indicare il "proprio dovere", che poi combacia perfettamente con la Caratteristica Intrinseca.

Krishna dice, nella Gita: "Meglio compiere il proprio dovere (inerente alla propria natura), anche se in modo imperfetto, piuttosto che compiere il dovere di un'altro, anche se perfettamente". (B.G..XVIII, 47).

E ancora: "Il dovere connaturato alla propria natura, o Kaunteya, non dev'essere trascurato, per quanto pieno di difetti possa essere, poiché tutte le azioni sono avviluppate dai difetti, come il fuoco dal fumo". (B.G. XVIII, 48).

Resta ora da capire come riconoscere il proprio dovere.

A questo riguardo possiamo vedere che esistono due tipi di dovere (Dharma): quello che ci viene imposto dall'esterno, dalle condizioni storiche e sociali in cui siamo nati e cresciuti; e il dovere (Dharma) inerente a noi stessi, che viene da "dentro", come PREDISPOSIZIONE NATURALE (o TENDENZA INNATA, CARATTERISTICA INTRINSECA).

Soffermiamoci sul termine: PREDISPOSIZIONE NATURALE.

Tutti noi nasciamo con delle predisposizioni naturali, che possiamo dividere in tre grandi gruppi: Predisposizioni Fisico-manuali, Predisposizioni Emotivo-estetiche e Predisposizioni Intellettive.

Di solito è una a prevalere sulle altre due, ma questa viene sempre "colorata" dalle altre due, e le combinazioni sono veramente tantissime.

Ad esempio un bambino può avere una forte predisposizione manuale e allo stesso tempo essere belligerante, ma anche intelligente. Se quel bambino non incontrerà forti ostacoli "educativi" nella crescita, che devieranno le sue "tendenze innate", potrà diventare anche un buon generale, o comunque un buon ufficiale o Capo di Servizi di Sicurezza....

Un altro bambino con tendenze sempre manuali, ma con scarse influenze intellettive ed estetiche, e sempre belligerante, può diventare anche un violento attaccabrighe. Ma, comunque, sarà un essere "autentico" nelle sue manifestazioni.

Ciò che invece vediamo sempre più sovente, in giro, è la mancanza di "autenticità". Una sorta di innaturalezza che pervade i nostri gesti, le nostre parole...le nostre scelte.

Spesso non si sceglie un corso di laurea perché siamo "portati" verso quell'indirizzo, ma si sceglie piuttosto perché quell'indirizzo ci può offrire maggiori sbocchi lavorativi. E poco importa se, pur essendo portati per materie Umanistiche, scegliamo la Facoltà di Economia e Commercio...

Ora...se ci guardiamo attorno, nella vita sociale e lavorativa, vediamo una infinità di persone chiaramente "fuori posto". Queste persone sono scontente del proprio lavoro e, spesso, lo fanno anche male, senza "cuore".

Quanti medici "fuori posto" vediamo?
Quanti politici, ingegneri, managers che occupano poltrone indebite?

Credo sia bene riflettere a fondo sulla profonda differenza che esiste tra una scelta fatta perché imposta da situazioni esterne, o da interessi immediati, ed una fatta perché ci sentiamo portati "naturalmente"
verso quella occupazione.


Forse è tempo di imparare a distinguere bene tra i doveri "veri" e quelli falsi, guardando con occhio più attento alle nostre predisposizioni naturali.

Ecco un buon modo per migliorare la propria vita e "ri-fondare" una buona società.

Ma, per questo, occorre un buon addestramento all'ascolto e all'osservazione di se stessi.












lunedì 22 aprile 2013

L'ASSOCIAZIONE KAMA ORGANIZZA UN CORSO DI OPERATORE DI AYURVEDA A TORINO

CERTIFICATO DI FORMAZIONE NAZIONALE " OPERATORE di AYURVEDA"
 riconosciuto ASI-CONI con iscrizione all'Albo Nazionale
http://static.ak.fbcdn.net/rsrc.php/v2/yT/r/K6_TY47YS3x.png
Il primo livello del corso è incentrato sullo studio dell’Ayurveda in generale, e nello specifico 

si approfondirà il massaggio ayurvedico (abhyangam) nelle sue varianti .

La particolarità di questo primo livello è nella differenziazione del massaggio per caratteristiche 
costituzionali. Pertanto si porrà l’attenzione alle differenti manualità che cambieranno forma di 
applicazione a seconda della costituzione del ricevente (vata- pitta- kapha)
Solo nei livelli successivi si approfondiranno le tecniche relative ai differenti trattamenti ayurvedici 


Il Corso di Abhyangam - Massaggio Ayurvedico, certificato ASI DBN-DOS, prevede 2 livelli. 

Il primo livello è strutturato in 5 weekend per un totale di 80 ore 

Nel primo livello " Dosha Abyangam", verranno insegnati: 

1) i fondamenti della filosofia Ayurvedica e le tecniche di massaggio finalizzate a correggere lo 
squilibrio dei singoli Dosha 

2) come applicare le diverse manualità

3) come usare gli oli Ayurvedici specifici per il massaggio.

Le tecniche che si acquisiranno, ognuna adatta al tipo di costituzione individuale, consentiranno 
all’allievo alla fine del corso di effettuare un trattamento personalizzato completo.



I corsi di 1° Livello si svolgeranno presso la sede del Centro "ACE PALESTRE" di TORINO 
Via Maria Vittoria 38


Le date e il programma del corso, che inizia il 19 Maggio alle ore 9.30 e finisce il 29 giugno alle 
ore 18.30, sono visionabili nella pagina del sito dell'Associazione :



www.associazionekama.com

dove troverete anche il modulo di iscrizione.

per altre info: 

segreteria ACE PALESTRE tel. 011 037 52 32

associazione kama : brigida tel. 349 75 73 668 


sabato 6 aprile 2013

Yoga e Tai Chi Chuan come strumenti di prevenzione della malattia







Il Maestro chiese al Discepolo: “Qual è il bene più prezioso per il corpo?
Il Discepolo rispose prontamente: “Conservare la salute”.

Bene.” – gli disse il Maestro – “E cosa occorre, invece, per conservare la salute emotiva?”
La calma e la serenità.” - rispose senza alcuna perplessità il giovane.

E per la salute mentale?” – chiese infine il Maestro.
Conservare la mente chiara, limpida e profonda come l’oceano. Libera da confusione, preoccupazione e turbamento.” – disse calmo il Discepolo.

Molto bene.” – disse il Maestro – “Conservare la salute è di fondamentale importanza! Per questo il bravo medico, un tempo, veniva pagato per non far ammalare il paziente. Se il paziente si ammalava il medico non veniva pagato, anzi, veniva additato come incapace. Il bravo medico è quello che permette al nostro ‘meccanismo interno di guarigione spontanea’ di essere sempre attivo; tutto questo proprio grazie ai metodi di prevenzione: ‘prevenire è meglio che curare’ era il suo motto.

Quello che aiuta a  prevenire la malattia è il tipo di medico ideale.
Poi viene quello che ricorre alle diete; dopo ancora chi usa le erbe, l’agopuntura e altri metodi di cura. Però, a quel punto, la prevenzione è fallita. 

Tu hai usato una parola significativa in risposta alle mie domande: “conservare”. Come usi conservare i ‘tre beni preziosi’ del corpo, della mente e dell’emotivo?”

Tu mi hai insegnato due sistemi eccellenti per questo scopo: lo Yoga e il Tai Chi Chuan.” – disse il giovane – “E, sebbene questo non sia il loro scopo finale, tra i  tanti benefici che offrono ho potuto constatare personalmente come lo Yoga e il Tai Chi siano veramente eccellenti per conservare i ‘tre beni preziosi’ che ogni essere umano ha ricevuto sin dalla nascita. 

Grazie infinite Maestro per avermeli insegnati.”

Grazie a te per avermi seguito con pazienza e vivo interesse in tutti questi anni.” – disse il Maestro – “E dimmicosa consiglierai alle persone che vorranno studiare queste due Discipline con te?

“A non essere indolenti,” - rispose il giovane - “la pigrizia e l’indolenza sono nemiche non solo di queste Discipline, ma della salute e della vita in generale. Perciò dirò loro che essere costanti e perseveranti nella pratica gli farà ottenere tutto ciò che desiderano e…li aiuterà a conservare sani i ‘tre tesori’.

Bene,” – concluse il Maestro – “non ho più nulla da insegnarti.”


mercoledì 27 marzo 2013

La conquista della libertà - l'ultimo libro di Andrea Di Terlizzi





Libertà...

...un tema cantato da tanti poeti, e sul quale hanno disquisito schiere di filosofi.

Libertà...una parola spesso abusata, o usata ad uso e consumo di politici a caccia di voti.

Ma cos'è veramente la Libertà?

L'argomento è sicuramente di non facile approccio, ma vale sicuramente la pena sforzarsi di affrontarlo col massimo della serietà perché, per ognuno di noi, non vi è nulla di più importante della conquista della Libertà.


Dalla Quarta di copertina:

"Nessun bene è prezioso quanto la Libertà.
Per conquistare una reale Libertà, però,
occorre prima capire cosa ci tiene prigionieri
e sapere come attingere alla nostra natura.

Un libro profondo e pratico che espone
passo per passo la via percorribile
per liberare una Forza schiacciata
da secoli di condizionamenti.


Dal libro...

...possiamo affermare che tutto quello che facciamo ruota attorno a limiti imposti di cui non siamo consapevoli.

Nel film Matrix si teorizza un mondo virtuale nel quale ogni essere umano è inserito, convinto di vivere una vita reale...

In altre epoche è stata usata l'immagine del sogno, ma l'idea di fondo è la stessa...

Si tratta di una visione che ribalta il concetto stesso di libertà...Secondo questa teoria, noi ci troviamo in una prigione entro cui siamo liberi di scegliere un libro da leggere e poco più, ma non abbiamo nessuna possibilità di muoverci nel mondo esterno alle sue mura.

La vera Libertà corrisponderebbe quindi al Risveglio dallo stato onirico in cui viviamo, risveglio che ci permetterebbe di entrare in contatto con le vere cause di tutti i fenomeni interni ed esterni, diventando quindi concretamente padroni della nostra vita.



Va da sé che, da questo punto di vista, la sola comprensione intellettuale del concetto di libertà non basta per renderci davvero liberi.

Potremo essere liberi quando saremo padroni delle meccaniche alla base della nostra macchina psicofisica.

La Libertà con la 'L' maiuscola è la piena presa di possesso dei nostri strumenti fisici, emozionali e mentali tramite i quali possiamo lanciare uno sguardo dietro alle apparenze illusorie (Maya), per entrare in contatto con una parte di noi stessi che non conosciamo ancora e della quale nessuno ci ha mai parlato; l'unica che ci rappresenta davvero. Come abbiamo detto precedentemente, la nostra Realtà Interiore.


La conquista della Libertà, Andrea Di Terlizzi, Adea Edizioni



lunedì 11 febbraio 2013

Dissociazione



Le vicende umane del mondo moderno sono l'esempio lampante di quanto la "dissociazione" si sia diffusa in modo capillare.

Dissociazione deriva dal latino dis = disgiungimento, e sociare = accompagnare, unire.
La dissociazione è quindi un "disgiungimento, una divisione sociale tra persone (oppure in se stessi)".

Oggi più che mai tutto appare diviso, frammentato. Questo da un lato impedisce una "visione" d'insieme delle cose e degli eventi, dall'altro è fonte di conflitti tra le parti interessate.

E sembra che a molti giovi molto questo stato di cose: politici, uomini d'affari (di grandi affari internazionali) non possono che trarre grandi profitti dalla "dissociazione umana". Basti pensare ai grandi interessi economici che ruotano attorno alle guerre, alle speculazioni monetarie...alle divisioni politiche e sociali.

Ma la colpa non è degli uomini d'affari, dei politici o dei religiosi: questi non fanno che "cavalcare l'onda" di una situazione che è propria alla natura umana (natura sulla quale l'uomo dovrebbe lavorare per raggiungere innanzitutto "l'unità in se stesso").

E' questo il punto: l'uomo è già diviso in se stesso, di conseguenza non può che creare sistemi sociali, politici, economici e religiosi, dissocianti e conflittuali.

Il problema della dissociazione è forse il più grande problema dell'essere umano, solo che l'uomo non lo sa. A scuola e in chiesa nessuno gli ha mai detto che l'uomo è innanzitutto dissociato in se stesso: l'uomo non è "uno", il suo nome è legione. 

L'uomo, così com'è, non può amare, fare promesse, essere costante...perché passa costantemente da un "io" all'altro. Un'istante pensa di fare una cosa, l'istante successivo ne fa un'altra esattamente contraria.

Questo perché l'uomo ha centinaia e migliaia di "io" differenti dentro di sé: ogni umore, desiderio, pensiero, emozione, gusto, appetito, convinzione, idea...rappresenta una parte dissociata dal resto della Personalità. 

Questi "io" sono in perenne conflitto tra loro, e quando un "io" prende il comando della situazione fa subire a tutti gli altri la "sua" volontà. Quando l'io che vuole fumare prende lo scettro del comando, se ne frega dei nostri "io" salutisti.

Il grosso problema della stragrande maggioranza di noi è che consideriamo "dissociate" solo quelle persone che hanno raggiunto il limite estremo, che hanno perso il controllo totale della "macchina umana".

Ma, in effetti, la dissociazione è un dato di fatto comune ad ognuno di noi. E solo attraverso un preciso "lavoro di Scuola" si può creare unità in noi stessi.

L'illusione dell'unità è dovuta al fatto che abbiamo una "forma fisica" apparentemente stabile, un nome e cognome e dei ricordi "apparentemente" coerenti del filo conduttore della nostra vita. Ma l'unità interiore è solo un'illusione.

Occorre svegliarsi, capire come stanno realmente le cose (osservandosi mentre si agisce e si pensa), vedere quanto sono incoerenti i nostri comportamenti e i nostri pensieri e...desiderare di trovare una Scuola che ci permetta di acquisire - attraverso tecniche e conoscenze ben precise - il bene più prezioso per ora alla nostra portata: l'Unità Interiore.

Senza aver acquisito un certo grado di unità interiore resteremo sempre incostanti e irresponsabili, e non potremo che continuare a costruire società caotiche e disarmoniche, esattamente come quella in cui siamo attualmente. 

E' inutile scaricare la colpa sugli altri: una società è composta da individui, e se questi individui sono dissociati in se stessi, divisi, disarmonici, irresponsabili e conflittuali, cosa mai possono aspettarsi dall'esterno?





sabato 9 febbraio 2013

Parole senza tempo

Quelle che seguono sono parole pronunciate circa un secolo fa da G. I. Gurdjieff, riportate da Ouspensky in 'Frammenti di un insegnamento sconosciuto', e ci fanno comprendere come in cento anni l'uomo sia cambiato ben poco...anzi...




- ...Progresso e civiltà, nel senso reale di questa parola, possono apparire soltanto al termine di sforzi coscienti. Non possono apparire come risultato di azioni incoscienti e meccaniche.

...E' precisamente nelle manifestazioni incoscienti e involontarie che sta tutto il male..

Il più grande errore consiste nel credere che vi sia un'unità permanente nell'uomo...l'evoluzione è il risultato di una lotta cosciente (Gurdjieff affermava che solo la frizione interiore tra il 'sì' e il 'no' può cristallizzare un principio di volontà dentro di noi).

...L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della coscienza, e la coscienza non può evolvere inconsciamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della volontà, e la volontà non può evolvere involontariamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo potere di fare, e fare non può essere il risultato di 'ciò che accade'.

...Lo sviluppo dell'uomo si effettua secondo due linee parallele: sapere ed essere...il sapere dipende dall'essere.

...In modo particolare nella civiltà occidentale si ammette che un uomo possa avere un vasto sapere, essere autore di grandi scoperte, ed abbia allo stesso tempo il diritto di essere un povero piccolo uomo egoista, cavilloso, meschino, invidioso, vanitoso, ingenuo e distratto...

In Occidente si ritiene che il sapere non dipenda dall'essere...accordano un valore massimo al sapere ma non accordano alcun valore all'essere, e non si vergognano del livello inferiore del loro essere. Non comprendono neppure ciò che questo significhi...

Alllorché il sapere sorpassa di troppo l'essere, esso diventa teorico, astratto, inapplicabile alla vita. Esso può anche diventare nocivo, perché invece di servire la vita e aiutare le persone nella lotta contro le difficoltà, questo sapere comincia a complicare tutto. Di conseguenza non può che apportare nuove difficoltà, nuovi turbamenti ed ogni tipo di calamità che prima non esistevano.

...Non si comprende più che il livello del sapere è determinato dal livello dell'essere...Un cambiamento della natura del sapere è impossibile senza un cambiamento nella natura dell'essere.

Preso in sé, l'essere di un uomo presenta molteplici aspetti. Quello dell'uomo moderno si caratterizza soprattutto per l'assenza di unità in se stesso e per l'assenza di una benché minima traccia di quelle proprietà che specialmente ama attribuirsi: la lucidità di coscienza, la volontà libera, un Ego permanente, o 'Io', e la capacità di fare.

Sì, per stupefacente che ciò possa sembrarvi, vi dirò che la caratteristica principale dell'essere di un uomo moderno, e ciò spiega tutto ciò che gli manca, è il sonno...vi diverrà allora evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzitutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioé sulla maniera di cambiare il suo essere.

Esteriormente l'essere dell'uomo ha molti differenti aspetti: attività o passività, veracità o malafede, sincerità o falsità, coraggio e vigliaccheria, autocontrollo e sfrontatezza, irritabilità, egoismo o disposizione al sacrificio, orgoglio, vanità, presunzione, assiduità, pigrizia, senso morale, depravazione; tutte queste caratteristiche e molte altre compongono l'essere di un uomo.

Ma tutto questo nell'uomo è interamente meccanico. Se egli mente significa che non può fare a meno di mentire. Se dice la verità significa che egli non può fare a meno di dire la verità, e così per tutto.
Tutto accade.
Un uomo non può fare niente, né interiormente né esteriormente.
...Per questo sono rari gli uomini che possono ricevere il vero sapere. -




sabato 12 gennaio 2013

La Fortezza









Ancora uno scritto di Anonymous, la Fortezza, e a giudicare dai contenuti dei suoi lavori letterari, sembra proprio che questo anonimo scrittore conosca fin troppo bene la natura umana.

Non c'è che dire: Anonymous conosce a tal punto i lati deboli dell'essere umano, da aver centrato in pieno l'elenco di quei lati di noi che necessitano di essere "fortificati".

Ma lasciamo parlare l'Autore: "...Quello che intendiamo con l'espressione 'Costruire una Fortezza' è un concetto di profonda adesione a una serie di principi. Strumenti che abbiamo a disposizione per rendere salda la nostra partecipazione a quella vita che siamo chiamati a comprendere e condividere.

Possiamo esprimere questa nozione attraverso una serie di qualità che è possibile distinguere in 'esterne' e 'interne'...
...se volessimo raffigurare in uno schema questo concetto, potremmo immaginare un pentagono, i cui cinque lati esterni corrispondono a qualità di Integrità Morale, Autodisciplina, Ardente Desiderio, Competenze Specifiche e Capacità Decisionale Immediata, mentre all'interno gli angoli - i bastioni - rappresentano doti di Dignità, Rispetto, Onore, Forza Interiore e Coraggio...".

Dieci Qualità da sviluppare e coltivare, insomma, di cui cinque "interne" e cinque "esterne".
L'Autore, poi, le approfondisce una per una, inserendole in un più ampio contesto, sino a far intendere come ogni essere umano possa divenire una preziosa Roccaforte che custodisca e protegga quei valori che fanno la differenza tra uomini,  mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraqquà (come fa dire Sciascia al boss mafioso nel romanzo Il giorno della civetta).

Un testo vario e ricco di spunti, insomma, che non manca di ironia pur facendo chiarezza su molto di ciò che riguarda il nostro stare al mondo (esaustivo e chiarificatore, per chi è interessato alla Meditazione, anche l'inserimento del famoso Sattipatthana Sutta, Sutra esposto dal Buddha nella terra dei Kuru, e da cui è derivata la Meditazione Vipassana).

Dal retro di copertina:

Abbiamo bisogno di una fortezza dentro di noi. Nel doppio senso di roccaforte inattaccabile e di forza intrinseca. Uno spazio sicuro in cui far crescere una "civiltà", tenendo fuori la confusione, le identificazioni, le meccaniche di una vita subita e non scelta...

...Costruire una fortezza non vuol dire però isolarsi dal mondo e rifiutarlo, al contrario, significa immergersi appieno senza venir "colorati" dall'arcobaleno di richiami e suggestioni in vetrina.
Significa poter restare se stessi entrando a pieno titolo nella vita e imparare così a comprenderla, senza identificarsi nei riflessi dei mille specchi che rinforzano l'illusione e l'inganno.

La fortezza è la saldezza del proprio stare nel mondo, diritti in se stessi e sorretti dai principi più nobili. Un bastione contro l'ignoranza e un ponte gettato verso la vita, per scambiare, per comunicare, per dare rifugio agli altri.

E per rimanere fedeli a se stessi.


La Fortezza, Anonymous, Adea Edizioni