mercoledì 29 dicembre 2010

Le nove cornici dello Sri Yantra (2)



"...I due fiori di loto inscritti nel quadrato, rispettivamente di sedici e di otto petali, ribadiscono la connessione con il livello fisico più grosso e costituiscono la seconda e la terza cornice da integrare.


I sedici petali hanno diverse interpretazioni simboliche: per alcuni testi rimandano ai sedici costituenti corporei e cioè i cinque elementi grossi, i cinque organi di senso, i cinque di azione e la mente che sovraintende e coordina le sensazioni e le volizioni; per altri sono collegati con il desiderio, l'intelletto, l'ego, il suono, il tatto, la forma, il sapore e l'odore (le cinque qualità sottili dei cinque elementi grossi), il pensiero, la forza, la memoria, la facoltà di denominazione, la radice dei fenomeni, la coscienza di sé, l'immortalità e il corpo.


In ogni petalo risiede una divinità che simboleggia un preciso tipo di attrazione che la vita esercita e il conseguente offuscamento che ingenera. Il nome di questa seconda cornice è 'Quella che realizza i desideri', ovviamente mondani.


Il loto a otto petali rimanda ad altrettante divinità rappresentanti componenti e funzioni psicofisiche: la capacità verbale, la locomozione, la capacità di afferrare, l'evacuazione, l'attenzione, la capacità di provare gioia, repulsione, sensazioni neutre.

Il nome dato a questa cornice, 'Quella che pone tutto in agitazione', indica che il soddisfaciento di desideri mondani e l'acquisizione di poteri non portano all'equilibrio e alla pienezza, ma favoriscono scontento e agitazione.


E' comunque da questo stato che si è indotti a cercare la realizzazione ad altri livelli.


Come nell'ambito buddhista il panico è considerato funzionale al decondizionamento della mente e allo spostamento dei piani di attenzione, così, nel contesto indù, l'agitazione induce a ribaltare parametri di giudizio e categorie di valori..."


brano tratto da: "Mandala, Xenia ed."



6. Continua...

martedì 28 dicembre 2010

domenica 26 dicembre 2010

"Epitaph" - Dedicata a tutti quelli che muoiono di paura

Dedicato a:

quelli che temono di aprire il cuore, per paura soffrire
quelli che temono di aprire la mente, per paura di capire molto
quelli che non vogliono aprire gli occhi, per paura di vedere

a quelle che temono di aprire le cosce, per paura di rimanere incinta

a quelli che se non hanno almeno un milione di euro in banca si sentono poveri e sfigati

a quelli che sognano di andare a vivere su un'isola deserta
a quelli che sognano di andare a vivere sull'Himalaya
a quelli che sognano di andare a vivere ai Caraibi
a quelli che sognano...

a quelli che temono di morire senza estrema unzione
a quelli che temono i rigori dell'inverno senza l'ausilio di un vaccino
a quelli che temono di non poter capire la vita senza l'ausilio degli scienziati


a quelli che se non hanno un politico dietro le spalle temono di non poter andare avanti nella vita
a quelli che se non hanno un prete dietro le spalle temono la stessa cosa

a quelli che temono di non poter fare alcunché senza avere sempre qualcuno dietro (possibilmente con un bell'affare)

a quelli che si blindano in casa per paura di essere rapinati
a quelli che blindano gli aereoporti per paura dei terroristi
a quelli che si blindano la cerniera dei pantaloni per paura dell'AIDS

a quelli che hanno paura di stringere la mano
a quelli che hanno paura di guardare negli occhi
a quelli che hanno paura di parlare
a quelli che hanno paura del buio
a quelli che hanno paura di ammettere i propri errori
a quelli che hanno paura di uscire fuori dal gregge
a quelli che hanno paura di abbassare la guardia
a quelli che hanno paura di liberasi dei sensi di colpa
a quelli che hanno paura di perdonarsi
a quelli che hanno paura di liberarsi del vecchio (lasciate stare il nonno, mi raccomando, non intendevo quello)
a quelli che hanno paura di dire no al capo (quando ci vuole, naturalmente)
a quelli che hanno paura di divorziare (anche quando il matrimonio è diventato un inferno)
a quelli che hanno paura di Essere e "lasciar essere"...
a quelli che hanno talmente tanta paura che se la paura in persona li incontrasse di notte, in un vicolo buio, si metterebbe paura a sua volta solo a vederne l'ombra da lontano...



venerdì 24 dicembre 2010

Una barzelletta natalizia con Gigi Proietti

Buon Natale!!!



Babbo Natale si rifiuta di portare il "regalo" alla Banca Vaticana



Natale in bianco per lo IOR, l'Istituto per le Opere Religiose, che si è visto rifiutare dal gip di Roma, Maria Teresa Covatta, il dissequestro dei 23 milioni di euro "sospetti" di operazioni poco pulite.


Eh sì che la letterina lo IOR l'aveva mandata a Babbo Natale: "Mio caro Babbo Natale, siccome ne faccio molto di bisogno, perché non mi fai ridare indietro quei quattro soldini che mi sono stati sequestrati?"


Ma Babbo Natale ha fatto orecchio da mercante: lui i regali li porta solo ai bambini buoni, agli altri porta solo carboni, anzi, di questi tempi neanche quelli.
Così la Banca Vaticana dovrà aspettare forse un altro Natale per riavere i soldi sequestrati per "presunte" omissioni legate alle norme antiriciclaggio.


In pratica, dal Credito Artigiano (partner dello IOR in questa faccenda) in cui erano stati depositati i 23 milioni di euro, uscivano bonifici e assegni di cui era impossibile identificare i beneficiari.
Bonifici e assegni facevano "strani" giri: alcuni andavano alla J.P. Morgan di Francoforte; altri a S. Marino, alla Banca del Fucino, Unicredit, Banca Intesa e S. Paolo...senza mai riuscire a capire la natura o i beneficiari dei "movimenti".

Ehh no! Questo non si fa!

A Babbo Natale la cosa non è andata giù, perciò niente regalo!

giovedì 23 dicembre 2010

"Oh Fortuna" dal Carmina Burana

I Carmina Burana sono dei Componimenti poetici monastici tedeschi del XIII sec. (Codex Latinus Monacensis).
Nel 1937 il compositore tedesco Carl Orff diede una sua versione musicale ad alcuni di questi componimenti.
Quelo che segue è il primo componimento: Oh Fortuna.


Buon Natale da...





La Federal Reserve
La Banca Mondiale
Il Fondo Monetario Internazionale
La Banca Centrale Europea
Il Consiglio d’Europa
Il Parlamento Europeo
I trentadue membri permanenti del Gruppo Bilderberg…

a cui si associano i dittatori, regimi oligarchici e autocratici di circa 100 Paesi del mondo, tra cui:

Corea del Nord, Cuba, Maldive, Angola, Zimbabwe, Algeria, Birmania, Vietnam, Laos, Libia, Siria, Tunisia, Guinea Equatoriale, Bielorussia, Sudan, Egitto, Arabia Saudita, Iran, Oman, Cina, Qatar, Venezuela, Swaziland, Eritrea, Brunei, Ciad, Buthan, Togo, Russia, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Uzbekistan e Cambogia…

e

tutti gli azionisti maggioritari e minoritari delle multinazionali di:
Petrolio e derivati
Farmaci
Prodotti agricoli Ogm e non
Prodotti chimici e derivati
Armi
Acqua
e di chissà quali altre schifezze…

unitamente a tutti i politici corrotti e venduti, nonché agli organi di controllo dell’ONU e della NATO e gli apparati burocratici ad essi asserviti
Sentitamente ringraziano e

Augurano

ai 6.500.000.000 di persone che regolarmente schiavizzano, sfruttano, affamano, inquinano, massacrano e coerciscono

un


BUON NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO


mercoledì 22 dicembre 2010

Tempi duri: Immaginate di leggere questa notizia sui giornali...


Ehh sì, di questi tempi di vacche magre può succedere proprio di tutto.


Immaginate se domattina aprendo il quotidiano leggeste questa notizia:


RAPINATORE TRAVESTITO DA BABBO NATALE

VIENE RAPINATO DA UNA BEFANA!


" La vicenda è accaduta nell'estrema periferia della città di...

Uno sfortunato rapinatore ha passato un brutto quarto d'ora sotto la minaccia di una 44Magnum ed è rientrato a casa spaventato e rapinato.


Ma lasciamo la parola al protagonista.


- Ci vuole raccontare come si sono svolti i fatti? -


Rapinatore: "Ehhhm...era una serata di nebbia. Stavo rientrando a casa, ancora travestito da Babbo Natale, dopo aver rapinato una cartolibreria...magro bottino, appena duecentocinquanta euro...quando dal finestrino dell'auto vedo, dall'altra parte della strada, la fioca luce di un negozietto.


Allora mi dico: - Perché no? Ancora un piccolo colpetto e arrotondo la giornata. - Così fermo l'auto in un vicolo, mi sistemo bene la barba finta, prendo la mia pistola giocattolo e scendo avvicinandomi alla vetrina per rendermi conto della situazione.


Per mia sfortuna il negozio, una merceria, era deserto: solo una piccola vecchietta sedeva dietro il bancone...mi sembrava stesse lavorando all'uncinetto. Allora ho pensato di essere stato davvero fortunato: cacchio! una vecchietta sola, sarebbe stato un gioco da ragazzi alleggerirla dell'incasso della giornata.


Prima di entrare mi guardo bene attorno: la nebbia era fitta e non c'era nessun passante all'orizzonte. Allora entro e, puntando la mia pistola giocattolo contro la vecchina le urlo: - Dammi l'incasso nonna e...vedi di non farmi spazientire che ho il grilletto facile! -


Quella vecchia befana neanche si scompone. Mi lancia una lunga occhiata, come per studiarmi bene. Io comincio a sentirmi un po' imbarazzato.


Quella, lasciando con calma i ferri, la lana e gli occhiali sul banco mi dice: - Calma figliolo, l'ansia fa male alla salute...-


Poi guarda intensamente la mia pistola e fa uno strano sorrisetto: quella strega aveva capito che non era vera?


Allora, avvicinandosi al registratore di cassa, comincia a dire: - Aspetta, vediamo cosa si può fare...-


E tutt'a un tratto non ho capito più nulla: quella che mi era sembrata una debole e indifesa vecchieta si è trasformata nel mio peggior incubo. Me la sono vista balzare davanti puntandomi sotto il naso un pistolone enorme...di quelli veri...credo una 44Magnum.


Istintivamente alzo le mani, quella mi toglie la pistola di mano, la ispeziona bene bene e, con un sorrisetto sarcastico mi dice: - Come pensavo...sei un dilettante!...Allora...pivellino...che vogliamo fare?...Oggi non ho incassato neanche un centesimo, ed ecco che il buon dio (ha osato nominare il buon dio, quella befana) mi manda un buon cliente...bene...se non vuoi che ti spappoli quella bella barba finta, col faccino che ci sta sotto, ti conviene darmi tutto quello che hai in tasca...e senza fiatare...perché anch'io ho il grilleto facile. -


Guardandola bene in faccia mi sono reso conto che non scherzava. Allora, a malincuore, ho tirato fuori non solo i duecentocinquanta euro della rapina precedente, ma anche altri cinquantaquattro euro miei, che la mia compagna mi aveva dato per fare la spesa.


Dopo avermi preso di mano i soldi, e guardandoli con soddisfazione, quella mi dice: - Nient'altro? -

- No - dico - ti ho dato tutto. -

- Sicuro? -

- Si! -

- Fammi un po' vedere? - e mi scopre il polso - ah che bell'orologio! - Allora mi tolgo l'orologio e glielo do.

- Ppp...posso andare? - le dico non vedendo l'ora di sparire da quel posto.

Lei mi guarda arcigna: - Aspetta! Che fretta c'è? - e mi mette una mano sotto il costume, all'altezza del collo - Mmm che bella collanina! E' d'oro? -

- Sss...si, si! - dico io, pieno di vergogna.

- Facciamo così - dice la vecchia strega - dammi anche questa e poi puoi anche andare. -

Io le consegno la collanina e mi avvio di corsa verso l'uscita sentendo la befana che mi gridava dietro : - E ringrazia che non ho chiamato la polizia...-


Vecchia strega! Che l'inferno se la inghiotta! -


Senta, mica metterà il mio nome sul giornale? No...perché se lo vengono a sapre i miei colleghi sa che figura?..."

martedì 21 dicembre 2010

Le nove cornici dello Sri Yantra



Come già accennato negli altri post lo Sri Yantra ci comunica un percorso di creazione-mantenimento-dissoluzione che parte dal punto centrale (il bindu) e lì torna a dissolversi: "...l'azione del Kama, l'impulso o desiderio primordiale che si manifesta nell'unità indifferenziata come 'fremito' e si condensa, rendendosi al tempo stesso 'vibrazione sonora', è evidenziata dal punto centrale, il bindu. E' questo il primo segno a emergere sull'immota superficie del vuoto (aggiuno io: che vuoto non è!) ed è come un seme che racchiude le infinite potenzialità dell'Essere. Suprema concentrazione, è la prima limitazione che l'Assoluto si impone ed è il preludio all'espansione del cosmo...".


A mio avviso, l'importante 'messaggio' che ci trasmette lo Sri Yantra è che 'tutto ciò che percepiamo non è nient'altro che una serie di riflessi, di scomposizioni caleidoscopiche, simili a frattali, nate dalla nostra stessa coscienza'.


Come recita il Tantra dell'Unico Punto (e tanti altri tantra e scritture): "Lo stato originario della coscienza di sé è la base universale...".


Da qui l'importanza della Ricerca Interiore. Infatti quando si parla delle 'infinite potenzialità dell'Essere' è proprio del 'nostro stesso essere' che si sta parlando.


Lo Sri Yantra siamo noi, le nostre infinite potenzialità...


Fino a quando ci ostineremo a guardare solo all'esterno, a dividere l'esterno dall'interno, a separarci dal Divino pensadoci fuori da Lui e differenti da Lui, non potremo che perderci nelle infinite sfaccettature olografiche che, forse, sono solo riflessi illusori dell'Unica Realtà (la Coscienza).


Ecco che le Nove Cornici dello Sri Yantra che andrò a presentare (tratte dal libro Mandala, Xenia edizioni) devono, secondo me, essere interpretate sia come un 'viaggio espansivo' alla ricerca delle proprie potenzialità (espresse o ancora da esprimere) che come un 'viaggio entropico, all'interno di se stessi', per tornare alla propria essenza immobile e immortale: il luogo della pace.


Ma diamo la parola a M. Albenese e G. Cella:


"...Analizziamo invece lo Sri Yantra nei vari dettagli che lo compongono; la lettura può essere effettuata partendo dal perimetro esterno per raggiungere il centro o viceversa.


Nel primo caso si sottolinea il processo di dissoluzione del fenomenico e nel secondo di emanazione: benché tali fasi siano sincroniche nell'eterno presente del gioco della Shakti, tuttavia colui che traccia, medita e interiorizza lo Sri Yantra effettua una sorta di pellegrinaggio verso il centro o la vetta - a seconda che il diagramma sia vissuto come discesa nel profondo o ascesa verso il sommo e sia disegnato in piano o costruito con materiale durevole, in alzato, come il monte Meru.


Il senso di questo 'pellegrinaggio' è la realizzazione del sacro nel profano e quindi il percorso dello Sri Yantra dovrebbe iniziare dalla periferia per arrivare al centro, in chiaro simbolismo di contrazione/concentrazione per attingere il bindu e da lì riespandersi nel vuoto.


La nozione del vuoto, centrale nel buddhismo Vajrayana, si addice anche al contesto indù, proprio perché è la più vicina a evocare l'infinita e ineffabile dimensione dell'Assoluto.


Si inizia dunque dalla parte più esterna del diagramma per procedere attraverso nove insiemi di strutture geometriche (che non sono i nove triangoli citati nel post precedente) bensì una sorta di cornici concentriche di sempre più sottile visualizzazione, a cui vengono attribuiti dei nomi che evocano i diversi livelli di trasformazione e realizzazione.


La prima cornice (quella esterna) è costituita da un quadrato con quattro porte, formato a sua volta da tre linee e considerato la base dello Sri Yantra.


E' evidente il collegamento con la Terra (nota mia: perché nella simbologia sacra la Terra viene rappresentata come un quadrato) quale elemento più grosso fra i costituenti dell'universo, e con il muladhara, il chakra di base e quindi il più basso nell'essere umano.


Nel quadrato sono inscritti tre cerchi che rimandano al Triplice Mondo e all'incanto che questo esercita sugli esseri, condizione data a questa prima cornice dello Yantra: 'Incantatrice del triplice mondo'.


Tre sono le categorie divine coinvolte in questo livello.
Prime a dispiegarsi sono le divinità che garantiscono dieci poteri eccezionali: la capacità di divenire infinitamente piccoli, infinitamente grandi, leggerissimi o pesantissimi, il potere di dominare, soggiogare, realizzare ogni desiderio e ottenere qualsiasi cosa, provare il piacere più totale e non avere alcun ostacolo nell'attuazione dei propri fini.


Poiché a questo livello l'approccio con il reale è condizionato dal desiderio in esso si lavora sulle passioni per reintegrarle e sublimarle, come indicano le divinità femminili che le incarnano e che qui sono propiziate con il solo intento della trasmutazione: Bramosia, Collera, Avarizia, Infatuazione, Arroganza, gelosia, Mondanità e Deficienza appaiono al meditante sotto l'aspetto delle otto Matrika Shakti, terribili e potenti come lo sono gli ostacoli psicologici che impediscono alla mente (quando è schiava di queste basse passioni) di procedere libera e spedita nel suo cammino di interiorizzazione.


La terza categoria di divinità evocate è quella delle Mudra Shakti, le guardiane delle dieci direzioni dello spazio (inclusi nadir e zenit) che reggono i sigilli, mudra, dell'autorità..."



5. Continua...


lunedì 20 dicembre 2010

Giordano Bruno e l'amore (di Giuliana Conforto)

Giuliana Conforto è un'Astrofisica e una ricercatrice che cerca di coniugare le antiche conoscenze (almeno la parte delle stesse che lei ha trovato sul suo cammino e così come le ha capite lei, naturalmente) con le più recenti scoperte scientifiche.
La Conforto ha scritto anche dei libri: Il gioco cosmico dell'uomo e La futura scienza di Giordano Bruno.
Prima di lasciarvi al video vi ricordo che la "conoscenza" non può mai essere trasmessa per intero, ma solo per frammenti.
Il bello del lavoro di ricerca sta nel riuscire a mettere insieme tutti i frammenti (o nello scoprire che in ogni singolo frammento, anche il più minuscolo, è racchusa tutta la verita?); prima di allora avremo solo conoscenze parziali, incomplete, e quindi potenzialmente fuorvianti e pericolose...soprattutto se non si riesce a superare l'approccio esclusivamente mentale per elevarsi ad un livello intuitivo.
Grazie a Walter per la segnalazione.

sabato 18 dicembre 2010

I SEGRETI DELL'ACQUA

Ecco la bellezza della rete: la possibilità di godere del lavoro svolto da tante persone che amano quello che fanno (e molti lo fanno bene) rendendo un contributo alla diffusione di informazioni utili (anche se dire utili, come in questo caso, è dire veramente poco).
Questi nove video sono una "ricerca" scientifica senza preconcetti e a tutto campo per tentare di raggiungere una maggior comprensione di cosa sia veramente l'acqua.
Sicuramente non conosciamo cosa sia questo meraviglioso elemento (e quella di ammettere di non conoscerlo è un primo passo indispensabile che può aiutarci in questo incredibile viaggio, un viaggio alla scoperta dell'acqua, un viaggio altrimenti impossibile senza il riconoscimento che non la conosciamo).
Buona visione e...non ci resta che ringraziare di cuore tutti questi ricercatori, chi ha girato il video e chi lo diffonde.


venerdì 17 dicembre 2010

Sri Aurobindo - L'Avventura della Coscienza



Poiché che non ho voglia di parlare con parole mie lascio la parola a Satprem.


Il CENTRO PSICHICO


"...Per scovare l'anima dobbiamo ritirarci dalla superficie, in profondità, e poi entrare dentro dentro, scendere e scendere in un pozzo profondissimo, silenzioso e immobile: lì allora incontriamo qualcosa di caldo, tranquillo, ricco di contenuto, assolutamente immobile e pieno, qualcosa di simile a una dolcezza - l'anima...E sentiamo che ad entrare lì dentro ci verrebbero svelati tanti segreti. E' come qualcosa di eterno, che si riflette su un'acqua calmissima, qualcosa dove non esistono più i limiti del tempo: ci sembra di essere sempre esistiti e di esistere per l'eternità..."


IL SOPRACOSCIENTE


"...Se vogliamo trasformare le condizioni fisiche del mondo, cioé le cosiddete leggi naturali che governano la nostra esistenza e quella del mondo, e se vogliamo arrivare a questa trasformazione mediante il potere della coscienza, due sono le condizioni che dovremo rispettare: lavorare nel corpo senza evadere in nessun aldilà (il corpo essendo il punto d'incontro tra coscienza e Materia) e scoprire il principio di coscienza che abbia il potere di trasformare la materia...

...Sri Aurobindo non è un teorico delevoluzione: è un Pragmatico dell'evoluzione...

...L'alto non annulla il basso, lo completa. L'atemporale non è il contrario del temporale, così come le braccia che abbracciano non sono l'opposto dell'essere abbracciato. Il segreto sta proprio nello scoprire l'atemporale nel cuore del temporale, l'infinito nel finito, la sferica totalità delle cose nel frammento più oscuro, senza il quale nessuno può abbracciare e nessuno può essere abbracciato..."


Il Surmentale


Il Surmentale è una vetta raramente toccata dall'uomo. E' una coscienza cosmica, ma senza perdita dell'individualità...

...Quando la coscienza si eleva a questo piano non vede più 'punto per punto', ma tranquillamente per grandi masse..."


IL SEGRETO


"...Il primo indizio ci è fornito da un'osservazione fortuita fatta ad un discepolo...: 'per quindici giorni sono stato soggetto ad ogni specie di torture, confidò Sri Aurobindo, e costretto ad assistere ad ogni sorta di sofferenze'.

Non sappiamo se sia abbastanza chiaro: a quei livelli VISIONE è sinonimo di ESPERIENZA.

Perciò, proprio mentre saliva nel Surmentale, contemporaneamente la sua coscienza discendeva in quello che siamo soliti chiamare Inferno.

Questo stretto e bizzarro legame fra Sopracosciente e Subconscio è il punto di partenza della scoperta di Sri Aurobindo.


I livelli del Subconscio


Il Subconscio di cui parla la psicologia moderna è soltanto la frangia esteriore di un mondo vasto quasi come il Sopracosciente, coi suoi diversi livelli, le sue forze, i suoi esseri...Come il Sopracosciente è il regno della nostra evoluzione futura, il Subconscio è il regno del nostro passato evolutivo, immediato o remoto, che conserva tutte le impronte della nostra vita attuale e di quelle passate. Tutti i residui e le forze che hanno presieduto alla nostra ascesa, dalla Materia all'animale e dall'animale all'uomo, non solo sono qui registrati, ma continuano a vivere e ad influenzarci. Insomma, se è vero che siamo più divini di quanto crediamo grazie al futuro Sopramentale che ci spinge in avanti, è altrettanto vero che siamo più animali di quanto pensiamo, proprio a causa del passato subconscio e inconscio che ci tira indietro. Questo duplice mistero racchiude la chiave del Segreto totale. Nessuno può raggiungere il Cielo se non è passato per l'Inferno..."


LA COSCIENZA SOPRAMENTALE


"...La coscienza divina, solare, è infatti dappertutto: il mondo ed ogni atomo del mondo sono Divini. Il Signore di tutti gli universi è anche quell' 'Uno cosciente nelle cose incoscienti' di cui parla il Rig Veda; la Materia non è una sostanza bruta incapace di cambiare se non sotto la violenza delle nostre mani o della nostra testa, che hanno generato quasi soltanto mostri: è sostanza divina, che può rispondere invece di opporre resistenza, che può trasformarsi invece di ricadere nella vecchia abitudine gravitazionale discendente e nella disintegrazione. Ma sitratta di una divinità oscurata e addormentata: sonnambula, come dice Sri Aurobindo; un 'sommerso sole perduto' dicono i Veda...".


LA TRASFORMAZIONE


"...Tutto il lavoro del pioniere dell'evoluzione, a qualsiasi livello, consiste appunto nell'unire il nuovo alto con il nuovo basso; quando l'alto si congiunge col basso si compie un nuovo ciclo evolutivo...Certo la Cima suprema e l'estremo Fondo, Spirito e Materia, Positivo e Negativo si incontrano nella sua coscienza...L'evoluzione, infatti, più avanza più raggiunge strati sempre più profondi;...

...non ci può essere trasformazione individuale possibile (o perlomeno completa) senza che ci sia un minimo di trasformazione collettiva...

...Le spettacolari difficoltà che incontra il corpo nell'adattarsi al ribollire di Agni (il Deva del Fuoco; nota mia) sono probabilmente non tanto difficoltà pratiche e materiali quanto difficoltà dell'intera coscienza terrestre..."



Sri Arobindo - L'Avventura della Coscienza, Satprem, Edizioni Mediterranee

venerdì 10 dicembre 2010

Riflessi




Dal balcone di casa mia, al tramonto, vedo lunghe file di auto parcheggiate illuminate da raggi di Sole.

Purtroppo non vedo il Sole tramontare, ma ne vedo i riflessi sula via, gli oggetti e le vetrine...

Dalle rifrazioni luminose sento la Sua presenza, anche se non la vedo direttamente.

Da molto tempo seguo "simili tracce" nella mia Ricerca delle Verità.

Forse non La vedo direttamente, ma ne scorgo la presenza dietro i riflessi: nell’aria che respiro, negli oggetti, nei suoni, nelle leggi della natura, nella nuda consapevolezza...

E so con certezza che Essa è sempre stata presente, nascosta eppur palese, che gioca a nascondino…in attesa di essere scoperta dal Ricercatore caparbio.

lunedì 6 dicembre 2010

I nove triangoli dello Sri Yantra



...I modi di approccio allo Sri Yantra sono molteplici: il più semplice è quello di considerarlo nel suo intreccio di nove triangoli, cinque con il vertice verso il basso e quattro con il vertice verso l'alto, in un chiaro rimando i primi alla Shakti, i secondi a Shiva.


Generati dal punto centrale, i nove triangoli evocano la scissione dell'unità primigenia nei due principi dal Samkhya definiti come Materia e Spirito o, meglio, come campo di fruizione e fruitore.


In questa seconda accezione si intende simboleggiare nelle quattro figure con il vertice verso l'alto la coscienza soggettiva e nelle cinque con il vertice verso il basso quella oggettiva.


E' evidente, anche per la disposizione nel disegno, che emerge qui il concetto cardine del Tantrismo secondo il quale l'Universo si origina dalla Luce Suprema (Prakasha) identificata con Shiva, e dal "riflesso" (Vimarsha) nel quale Shiva si specchia, cioé la Shakti.


Nei triangoli con il vertice verso l'alto si legge lo spirito individuale e le sue energie vitali, in quelli con il vertice verso il basso i cinque elementi grossi, i cinque sottili, i cinque organi d'azione e i cinque di senso, secondo lo schema Samkhya.


Sul piano della simbologia numerica il nove rappresenta l'Universo poiché ogni volta che lo si moltiplica, la somma dei numeri componenti il risultato ottenuto a sua volta dà sempre nove (9x4=36 ove 3+6=9; 9x9=81 ove 8+1=9 ecc.); ciò significa che il numero nove, come l'universo che simboleggia, per quanto si espanda è sempre uguale a se stesso.

Non solo: nove è il multiplo di tre e quindi "estende" le triadi.


L'azione del kama, l'impulso o "desiderio" primordiale che si manifesta nell'Unità indifferenziata come fremito e si condensa, rendendosi al tempo stesso vibrazione sonora, è evidenziato dal punto centrale, il bindu. E' questo il primo segno a emergere sull'immota superficie del vuoto ed è come un seme che racchude le infinite potenzialità dell'essere. Suprema concentrazione, è la prima limitazione che l'Assoluto si impone ed è il preludio dell'espansione del Cosmo...


...Il gioco di intersecazione dei triangoli "narra" come l'informale abbia assunto forma e come siano emersi in questa i principi antagonisti enucleati nelle due grandi polarità Shiva e Shakti, ma soprattutto rimanda alla necessità di integrazione di questi due principi in un terzo che li inglobi e li trascenda.


In tal senso lo Sri Yantra diviene l'interpretazione dell'impersonale Macrocosmo che non è né maschile né femminile, ma al tempo stesso si propone come mappa del microcosmo, dell'uomo che pure deve conoscere e superare la propria dualità per attuare la dimensione dell'unità...


brano tratto da: Mandala, M.Albanese - G.Cella, Xenia ed.


4. Continua...

venerdì 3 dicembre 2010

Il libro del mese: Il Folle Divino (di Gheshe Ciapu)



In questo meraviglioso testo vengono narrati i vagabondaggi, gli insegnamenti e i prodigi di uno yogi tibetano del XVI secolo.


Autentica perla della letteratura mondiale di tutti i tempi, questo libro ci trasporta in un mondo puro e incantato (o disincantato?) nel quale un Maestro appartenente alla Tradizione della Maha Mudra rivela, attraverso gesti spesso irriverenti, l'essenza della Ricerca della Verità.


Dal retro di copertina


Antichi e potenti insegnamenti emergono da questa biografia di Kunga Legpa, Maestro della più antica tradizione tibetana, che accoglie e sviluppa la sintesi della suprema e misteriosa Via del Tantra.

I sui metodi trasgressivi e impudenti scatenano emozioni e desideri di tale intensità da liberare energie nascoste e risvegliare poteri in grado di spezzare la meccanicità della vita, conducendo alla comprensione che non esiste separazione tra noi e il Tutto.

Si va così a sgretolare il concetto di dualità, condizione necessaria per la fusione con l'Assoluto.


Le gesta e il linguaggio di Kunga Legpa possono apparire osceni e irriverenti, ma l'insieme dei suoi insegnamenti, letti con spirito libero e sereno - e quindi lieto -, rivela che pratica sessuale e dissacrazione di istituzioni e tradizioni hanno il solo scopo di liberare l'umanità dall'ignoranza di fondo: "Se non comprendi che tu sei il Buddha, che senso ha cercare la ricchezza fuori di te?".


"A cosa pensavi mentre lo facevamo?", chiese Kunlé.

"Non pensavo niente. Solo sentivo".

"Così deve essere! Così deve essere!", egli affermò, e in seguito le diede insegnamenti sulla grande beatitudine che sorge nel corpo sottile dal punto inferiore del canale centrale.


Alcune "gocce" d'ambrosia dal libro:


La natura lieta di tutti i fenomeni si manifesta nella fusione della dualità soggetto-oggetto, coscienza-stimoli sensoriali, maschio-femmina...


Sintetizzando il senso di tutte le prescrizioni orali che aveva ricevuto, Drugpa Kunlé scoprì la chiave di tutta la presa di coscienza: essere attento! proteggere lo spirito!...


...tu domini i tre regni poiché hai stabilizzato presenza e consapevolezza...


L'unità di Intuizione Penetrante e Abili Mezzi dell'Essere del Buddha crea la coscienza invincibile che distrugge ogni forma di pesantezza emotiva e di ignoranza.


Il Folle Divino, Ghesce Ciapu, Adea Edizioni

mercoledì 1 dicembre 2010

Il Suono e la Vibrazione nello Sri Yantra




Il Suono e la Vibrazione


Credo sia impossibile separare il suono dalla vibrazione, l'uno non può esistere senza l'altro: il suono è vibrazione e la vibrazione produce suono.

Tornando a quel "primo suono" emanato da Iswara: penso che non possiamo neanche lontanamente immaginare che tipo di “suono” fosse (si dice sia l’AUM), né su quale nota o “frequenza” vibrasse, possiamo però immaginare (visti i numerosi esperimenti scientifici che ormai comprovano la veridicità della creazione di forme geometriche e cambiamenti di stato a partire dalla vibrazione prodotta dal suono) che grazie al primo suono, o ai primi suoni emanati (suoni che ancora continuano a vibrare), si sia prodotta una modificazione della Sostanza Originale ed una trasformazione della stessa in...Luce.

La Vibrazione scorre toccando con la sua ala veloce l’intero Universo e il Germe che dimora nella Tenebra, la Tenebra che alita sulle Acque sopite della Vita”, dice il secondo verso della Terza Stanza di Dzyan.

Ormai è stato accertato ed è universalmente risaputo che tutto ciò che esiste, ma proprio tutto, è Energia che vibra a differenti velocità, secondo differenti lunghezze d’onda.

Ormai tutti sanno che ogni colore vibra secondo differenti frequenze, da quelle più basse degli infrarossi a quelle più alte (o veloci) dell’ultravioletto. La stessa cosa dicasi riguardo alle frequenze delle note musicali.
Allo stesso modo molti sapranno che subito dopo il suono viene la luce: il suono ad una certa frequenza vibratoria produce luce.

Di conseguenza anche la nostra “sensorialità” è una conseguenza di "differenti stati vibratori": l’udito vibra più velocemente della vista, questa a sua volta e più veloce del tatto, e via dicendo; questo perché la Sostanza Unica, vibrando a velocità differenti (sotto l'impulso del Suono Originario), si manifesta in differenti stati: suono, luce, colore, profumo, sapore, tatto…

In pratica la Vibrazione la fa da padrone nell’Universo.

Tutto è vibrazione!

E tutto è un’Unica Sostanza che vibra secondo differenti velocità: questo è un punto molto importante su cui fermarsi a riflettere (perché comprendendolo a fondo si può arrivare ad intuire che tutto è Uno, pur nella molteplicità delle espressioni manifeste).


Non esiste una "vera" divisione tra le forme, sia visibili che invisibili.

E’ vibrazione il cielo, la terra, l’acqua, il fuoco (anche questi hanno differenti velocità vibratorie al loro interno: ad esempio vi sono acque che vibrano in un modo ed altre che vibrano diversamente).

Tutto è l'espressione di differenti lunghezze d'onda.

Vibra una pianta, una formica, un sasso…anche il nostro stesso corpo esprime precise qualità vibratorie (che possono variare durante la giornata, naturalmente).

Non solo.

All’interno del nostro corpo i nostri organi hanno ognuno differenti qualità e velocità vibratorie, qualità e velocità che possono variare, ad esempio, come conseguenza di variazioni atmosferiche, alimentari, sensoriali, emozionali, intellettive...

In ultima analisi vibra anche la cellula, l’atomo, l’elettrone, il quanto…

Vibra un Pianeta, una Stella, una Galassia…l’intero Universo “fibrilla” di vita pulsante.


Qualità vibratorie più veloci corrispondono a “strati” più sottili della Sostanza Originale (lo Spirito); qualità vibratorie più lente generano condensazioni sempre più marcate che generano specifiche, personalissime, qualità cosiddette materiali (la punta più bassa delle vibrazioni credo sia rappresentata dal Regno Minerale).

In pratica più le vibrazioni sono veloci più la Sostanza si fa Spirito, più sono lente più si fa Materia (perciò non vi è una effettiva “divisione” tra Spirito e Materia, ma solo una “apparente” separazione di forme dovuta a differenti velocità vibratorie: tutto è Uno e tutto è in relazione con tutto il resto e lo influenza).

Il Padre-Madre tesse una Tela il cui lembo superiore è fissato allo Spirito, la luce della Tenebra Una, e l’inferiore al suo estremo oscuro, la Materia; questa tela è l’Universo intessuto delle Due Sostanze, fatte in Una che è Svabhavat”.
(Dottrina Segreta, Stanze di Dzyan, Cosmogenesi, Stanza III, 1).

Da quanto detto va da sé che comprendere le vibrazioni (e come gestirle imparando a modificarne le velocità o armonizzarsi ad esse) sia di fondamentale importanza per tutti noi.

Infatti vi sono vibrazioni più confacenti alla nostra natura e vibrazioni in antitesi che alterano dannosamente il nostro equilibrio molecolare, emozionale e psichico.

Tutto vibra!

Vibra anche un pensiero, una parola, uno sguardo…un’emozione (di collera, di amore, di paura, di empatìa...).

Un punto di fondamentale importanza, riguardo alle vibrazioni, è che vi sono vibrazioni ordinate, armoniose e vibrazioni disordinate e disarmoniche; questo lo possiamo constatare personalmente nella vasta gamma "disarmonica" dei gesti quotidiani, dei colori e dei suoni: un incredibile caos.

Le vibrazioni ordinate procurano sempre armonia e benessere, quelle disordinate non generano altro che scompensi e caos fisico (malattia), mentale (disordini psichici) ed emotivo (emozioni caotiche e destabilizzanti).

Ecco che osservare, studiare, comprendere ed imparare a gestire la vibrazione energetica (a questo fine, nello Yoga, esistono la scienza del respiro, le tecniche di concentrazione, i mudra, i mantra e molte tecniche meditative) può rivelarsi estremamente utile non solo nel campo della Fisica o delle scoperte mediche e scientifiche, ma anche, e soprattutto, in quello della nostra vita di tutti i giorni.

L’Arte delle Vibrazione è in stretta relazione coi rapporti interpersonali, con la gestione della nostra salute psico-fisica, col saper armonizzarsi al Pianeta che ci ospita e agli altri Regni della Natura (riuscendo a comprenderne le vibrazioni o aiutandoli ad elevare la loro) e, infine (ma non ultimo), nell’imparare a dirigere consapevolmente la nostra crescita interiore o spirituale.

Tutto questo è contenuto simbolicamente nello Sri Yantra (e molto altro ancora, come vedremo in seguito).

3. Continua…

martedì 30 novembre 2010

Gli elementi fondamentali dello Sri Yantra





Gli elementi fondamentali di questo Sacro Simbolo sono il Punto centrale (Bindu) - da cui è emanata e in cui è riassorbita la Manifestazione -, il Suono (Shabda) e la Vibrazione, Fremito, Tremore (Spanda).

IL BINDU

Il Punto centrale dello Sri Yantra (come di tutti gli altri Yantra, del resto) è la “porta” d’entrata e d’uscita dell’Assoluto nella Manifestazione.

Prima del Punto visibile (che può essere bidimensionale, tridimensionale, eccetera) vi è il “Punto Immanifesto”, il Para Bindu, il Bindu Supremo, che potremmo paragonare a un “pensiero” o un “desiderio” contenuto in seno all’Assoluto Immanifesto (le Tenebre).

Cosa sia l’Assoluto Immanifesto, e come si sia originato il Punto manifesto (cioè come si sia generato l’Essere dall'apparente Non-Essere) è forse l’unico mistero che non può essere spiegato a parole, ma solo intuito o realizzato ad alti stati coscienziali.

Di tutto il resto si può parlare (in modo più o meno corretto, s’intende).

Quindi dal Para Bindu, da questa “idea” sorta nel non spazio e non tempo, si è generato il Bindu.

Il Punto, nello Sri Yantra, rappresenta il Principio e la fine di tutto, la Causa prima e la meta ultima.

Matematicamente parlando Esso è l’Uno.

L’Uno contiene in sé il Due, che è il riflesso “polare” di Se stesso (Tre in Uno, quindi).

Nella tradizione dello Sri Yantra il Bindu viene associato a Shiva Ardhanarishvara, lo Shiva Androgino, che contiene in Sé il Principio Maschile e quello Femminile: Shiva e Shakti (ma anche nel Taoismo, per esempio, ritroviamo gli stessi concetti: dal Wu Chi - l’Immanifesto - nasce il Tai Chi - il punto manifesto - che contiene in sé i due Principi primordiali: lo Yin e lo Yang; questi in seguito si separano per manifestare il Tre – il quale contiene in Sé qualità sia maschili che femminili - e le conseguenti infinite creazioni della Manifestazione).

I due differenti aspetti contenuti nel Bindu vengono rappresentati coi colori Bianco (Shiva) e Rosso (Shakti).

Riassumendo: vi è un Assoluto Immanifesto che ad un certo momento “condensa” una parte di Se stesso; questa condensazione è un “punto bipolare”, ma non ancora scisso né diversificato; Esso contiene in Sé la dualità, ma questa non è ancora manifesta; essa riposa nell’Unità, fusa, avvolta in un Eterno abbraccio pre-cosmico nel quale non è possibile alcuna distinzione.

Questo Punto primordiale contiene in Sé ogni potenzialità, ma non ancora espressa (naturalmente non immaginiamocelo come un punto disegnato su un foglio di carta, anche se questo può aiutare, piuttosto pensiamolo come un “concentrato” un “germe” di Essenza-Forma, di Potere e Potenza, di Forza e Sostanza che contengono in Sé: fuoco, potenza, conoscenza, amore…).

All’inizio solo Iswara (il Supremo) esisteva (rappresentato appunto dal Punto centrale dello Sri Yantra).

L’Eterna Genitrice (Spazio), ravvolta nelle sue sempre invisibili vesti, era rimasta sopita ancora una volta per sette Eternità. Il Tempo non era poiché giaceva dormiente nel seno infinito della durata. La Mente universale non era…”.
(Stanze di Dzyan, Cosmogenesi, Stanza I, 1,2,3).

Sembra quindi che vi siano infiniti Cicli di Creazione e Dissoluzione (…era rimasta sopita ancora una volta…); questo è confermato da numerose altre Antiche Scritture.

Al momento della Dissoluzione finale tutto si reintegra nel “punto manifesto”, il Quale ritorna all’Immanifesto (le Tenebre), per tornare a manifestarsi e “fiorire” ancora e ancora secondo un Piano Evolutivo Divino (sono molte le antiche scritture che attestano l’esistenza di un “Piano Divino” rappresentato da un “cammino” evolutivo teso alla perfezione finale della Materia, dello Spirito e della Coscienza).

Il punto manifesto, definito anche Uovo Luminoso, Germe d’Oro, Padre-Madre, Brahma, Iswara…(ma poco importa se si chiami in un modo o nell’altro; a volte ci si perde in dispute sui nomi e si perde di vista l’essenza di un discorso) originatosi da un “volere” proveniente da “oltre”, è appunto, credo, la “chiave di volta” dello Sri Yantra, proprio come l’uno matematico è la chiave di volta di tutte le cifre e le operazioni algebriche.

Ma torniamo allo Sri Yantra…

Il Bindu “ermafrodita”, ad un certo punto, spinto dalla Necessità, esprime il Desiderio di scindersi in due poli contrapposti, al fine di Creare la Manifestazione; ecco che l’Uno si fa Due, gli opposti si scindono in Spirito e Materia (anche l’ovulo si scinde in due).




Questo momento segna il Big-Bang, la deflagrazione che ha dato origine alla Luce e all’Oscurità e allo Spazio e al Tempo.

I due Principi Maschile e Femminile contenuti nel Bindu si scindono: il principio Maschile diventa l’Uno (Suono, Luce, Tempo…), quello Femminile il Due (Etere, Oscurità, Spazio…).

Dall’Unione (o dalla somma) dell’ Uno col Due (che sono Potere e Potenza, Spirito e Materia, Essere e Beatitudine, Forza e Sostanza, Luce e Oscurità, Tempo e Spazio, eccetera) e dal loro “Orgasmico Amplesso Cosmico” nacque il Tre: il Figlio Cosmico, la Coscienza-Saggezza.

Ecco generata la Prima Triade.

L’interazione delle Tre Forze Originarie sta all’origine, credo, di ogni forma di energia e di vita (esattamente come per generare un campo elettrico è necessaria l’interazione della forza positiva, negativa e neutra).

Da allora in poi vi saranno infinite triadi (come vedremo parlando delle cornici dello Sri Yantra).

Ma come avvenne tutto ciò?

Con un Pensiero, poi divenuto un Suono: lo Shabda.

Brahma espira, e dal suo espiro nascono gli innumerevoli Universi.

Il Suo espiro genera un suono potentissimo, il quale mette in moto una vibrazione (dicono degli antichi testi).

Questa vibrazione comincia a mettere in ordine e a diversificare la Primordiale Materia (la Vergine Sostanza Originale, l’Etere Primordiale) in differenti sottosostanze, le quali si allineano per “affinità vibratoria” e “precipitano la Materia” in coagulazioni sempre più dense.

Questi campi vibratori si dice siano i Piani e Sottopiani Cosmici (Adi, Causale, Buddhico, Mentale, Astrale, Eterico…) e individuali.

Ecco come nello Sri Yantra viene rappresentato, in forma simbolica, questo processo di Creazione (l’espiro di Brahma) e Dissoluzione (l’inspiro di Brahma) attraverso la Vibrazione, e come quel Punto centrale, in realtà sia ovunque: tutto è quel Punto, così come, giusto per fare un paragone (anche se non perfettamente calzante), non v’è differenza tra le ragnatela e il ragno che la emana, tra il baco da seta e il bozzolo che egli stesso costruisce con la sua stessa sostanza, tra un piccolo seme e un grande albero sviluppatosi a partire dal seme stesso.

Nel Bindu, Tempo, Spazio, Spirito, Materia, Energia, Essere e Coscienza sono un tutt’uno; con la Vibrazione questi apparentemente si separano…ma forse sarebbe più corretto dire che “si espandono”…. perciò tutto ciò che esiste è "quel Punto".
2. Continua...

lunedì 29 novembre 2010

Sri Yantra



Nel variegato e complesso mondo dei Mandala e degli Yantra, lo Sri Yantra è ritenuto da molti lo Yantra per eccellenza: questo è attestato dal suo stesso nome.

Sri Yantra, infatti, è l’unione di due parole: Sri = Luce, Potere, Splendore, Grazia, Maestà, Regalità, Ricchezza; e Yantra = Strumento per contenere, limitare o fissare, sostegno, legame.

Lo Sri Yantra è quindi uno “strumento regale” meditativo che contiene le “chiavi di lettura” volte a far accedere a stati di consapevolezza altrimenti difficilmente raggiungibili con altri mezzi “simbolici” (come ad esempio la parola).

Come molti sapranno i “simboli della Scienza Sacra” hanno diverse chiavi di lettura; ad esempio vi è la “chiave” Cosmologica, quella Psicologica, Fisica, Geometrica, ed altre.

Lo Sri Yantra non fa eccezione a questa regola, anzi, forse esso contiene in sé tutte le chiavi di lettura, chiavi, naturalmente, che solo gli Iniziati possiedono.

Però qualcosa può essere detto (naturalmente limitato a quel poco che so io, poco che, non mi stancherò mai di ripeterlo, può essere anche "macchiato" da qualche errore).

Ad esempio: dal punto di vista Cosmologico lo Sri Yantra rappresenta le due fasi di Creazione-Dissoluzione (o Espansione-Contrazione, Emanazione-Assorbimento) dei differenti Universi coi loro diversi Piani e Sottopiani;


dal punto di vista Psicologico Esso rappresenta i vari stati di espansione e contrazione della coscienza-consapevolezza (con le conseguenti identificazioni, a seconda del piano su cui si fissa, o vibra, la coscienza);


dal punto di vista Fisico, invece, rappresenta i vari livelli “vibratori” della Sostanza Primordiale (detta Prakriti) messa in fibrillazione dal Suono Creativo dell'Essere Supremo (rappresentato nello Yantra dal punto centrale), suono che genera una vibrazione.


Questa "vibrazione", sorta dal Punto centrale, va dal sottile al denso nella fase di Creazione e viceversa in quella di Distruzione (quando si riassorbe nel Punto).
La Vibrazione, ci comunica lo Sri Yantra, è la causa delle differenti condensazioni atomiche (quindi della materia).


Perciò le differenti densità della Materia sono strettamente legate alle differenti velocità vibratorie.



(1) Continua...


sabato 27 novembre 2010

Buona Domenica con queste meravigliose Pantere Nere

Chi l'ha detto che la Pantera Nera è un "simbolo" negativo?

A me sembrano dei "cuccioloni" meravigliosi, affascinanti, fieri e...positivi.


venerdì 26 novembre 2010

Yoga - Lo preferite alcolico o analcolico?



(Premetto che la differenza tra alcolico e analcolico che compare nel titolo non è una mia intuizione, ma l'ho letta su un libro, ed è un paragone fatto da una persona che conosco e che stimo molto - di cui non faccio il nome - fatto a riguardo della "vera religiosità" in contrapposizione a quella che non porta da nesuna parte, che non ubriaca, appunto).


E passiamo allo Yoga.


Venendo da una Scuola dove si pratica "veramente" yoga, di quello che ti scuote e ti sveglia dal torpore che ti accompagna sin dalla prima infanzia, facendoti "inebriare" di vita e di voglia di Divino qui, nella vita, mi sono messo subito ad insegnare (pur nella mia consapevolezza di essere un principiante) col "sincero" desiderio di trasmettere quanto via via ricevevo (e mai dichiarandomi né come discepolo né tantomeno come maestro, piuttosto dando l'indirizzo della Scuola a chi era desideroso di conoscere degli autentici Maestri e Discepoli).


Pensando che anche gli altri fossero cosìtantodesiderosidisvegliarsi sono rimasto veramente meravigliato (e confuso) nel constatare che il 99,99% delle persone che mi avvicinavano non erano interessate a "svegliarsi", ma solo a curare il mal di schiena, liberarsi dall'ansia, dalle crisi di panico o, semplicemente, per passare qualche ora in compagnia tra due chiacchiere e un po' di stretching.


Invece, tra quelli che mi avvicinavano perchè "veramente" volevano capire qualcosa in più dello yoga (e quindi della vita e di se stesso), almeno tre su quattro si lamentavano che fossi troppo duro nel mio modo di trasmettere la disciplina (eppure assicuro che non era, e non è, niente confronto a come la pratico io).


Allora mi sono fatto "più dolce"...ma ancora non va bene.


Altri mi hanno accusato di "andare oltre", cioé di "sconfinare" in territori che sono appannaggio esclusivo delle religioni.


Allora ho smesso di parlare di Divino, di reicarnazione, di illuminazione, di spiritualità...ma ancora non va bene.


Ma anche tra quelli che cercavano solo la serenità, il guarire dal mal di schiena e, in definitiva, il semplice star bene in questa esistenza (senza voler porsi domande sul "chi siamo" e "dove siamo diretti", né avere nessuna voglia di cambiare) ho quasi sempre riscontrato una assoluta mancanza di volontà nel voler applicarsi per eseguire i semplici esercizi che consigliavo per "liberarsi" dal loro problema.


Pare che i più si aspettassero di trovare un novello Mago Merlino che, con un colpo di bacchetta magica li liberasse all'istante dei loro problemi, e il tutto con la modica cifra di poche decine di euro (che è la quota mensile di un mio corso di yoga).


Per non parlare della diffidenza che scorgo (ben nascosta, naturalente) nei miei confronti, della disciplina a cui si approcciano e, in definitiva, della vita in generale.


Diffidenza che non permette mai a nessuno di "abbandonarsi" fiduciosi non alla persona, ma almeno alle tecniche che vengono trasmesse.


Il paradosso, tragicomico, è che molti di quelli che vengono per rilassarsi (non tutti per fortuna) non mollano un istante l'attitudine al voler tenere tutto sotto controllo.


Questi sono sempre vigili, guardinghi, sospettosi...come si fa a rilassarsi in quelle condizioni?


In definitiva ho amaramente scoperto che quasi tutti (per fortuna non tutti) vogliono e pretendono uno yoga light, leggero, che non ubriachi.


Uno yoga da palestra, dove tra una bibita gassata e una barzelletta ci si mette due secondi nella posizione dell'Albero, così...giusto per dire alle amiche la sera: - SAI CHE MI SONO ISCRITTA AD UN CORSO DI YOGA? ORA SEMBRA CHE FACCIA TENDENZA! LO PRATICANO ANCHE I VIP...-

Yoga: Liberarsi dall'immobilismo dell'ignoranza e dell'impotenza



Esiste un’Unica Natura, un Unico mondo, un’Unica Sostanza Spirituale, un'Unica Coscienza (all'interno della quale si evolvono le infinite coscienze individuali) ma finché continueremo a credere il contrario non combineremo che guai.

L’unità di tutto ciò che esiste è il fine di cui prendere coscienza e al quale armonizzarsi, mentre la disarmonia e l’illusione della divisione, nate dall’ignoranza, sono il vero male del mondo.


Ma non possiamo cambiare niente fuori di noi se prima non guariamo noi stessi, non possiamo trasformare il mondo esteriore se prima non trasformiamo quello interiore liberandolo dall’immobilismo dell’ignoranza e dell’impotenza.

Presupposto fondamentale per intraprendere un autentico cammino alla ricerca della Verità è innanzitutto aver compreso, anche solo per un attimo (ma vissuto intensamente), che viviamo all’interno di una prigione mentale fatta di parole, concetti, opinioni, dogmi, idee fisse che ci impediscono di guardare alla vita e a noi stessi con occhi limpidi e trasparenti.

Questa "presa di coscienza" deve necessariamente produrre in noi uno stato di insofferenza nei confronti della schiavitù dei vecchi contenuti mentali, i soli che ci impediscono di vedere l’eterna freschezza dell’esistenza, tenendoci rinchiusi in vecchi modelli comportamentali.


Se non proviamo questa "insofferenza", non preoccupiamoci, semplicemente lo yoga (quello vero) non fa ancora per noi.

Per chi, invece, è veramente stanco dell'egemonia di una mente tiranna ecco allora la necessità di stabilire il “silenzio mentale”, quello stato in cui le "vecchia mente chiacchierona e calcolatrice" tace, consentendo alla Conoscenza e alla Forza universale di fluire in noi.


Occorre perciò uno "sforzo individuale" che dal basso si dirige verso l'Alto.


Allora la "discesa" della Forza Divina scendendo dall’alto, come una cascata di pura energia, si incontra e si fonde con l'Energia che abbiamo "risvegliato" dal basso.


La Coscienza e la Forza extracosmica si incontra con quella della Natura Inferiore, di cui ognuno di noi è un concentrato.


Il risultato di questa "fusione" pervade tutto il nostro essere rinnovandolo continuamente, espandendolo e nutrendolo di sempre nuova forza, intelligenza e amore, traboccando poi all'esterno.

Sforzo e abbandono: due requisiti indispensabili nello Yoga.


Abbandono...


Con l'abbandono ci si "apre" a quella Dimensione Divina viva e forte, che è Potere allo stato puro.


E' quella "Forza Divina" che da sempre nutre i nostri involucri inferiori, ma che solo le barriere dei concetti mentali ci impediscono di percepire o di abbandonarvisi fiduciosi.


La capacità di sapersi abbandonare a Ciò che viene dall’Alto, dal basso e da ogni dove, quindi, diventa un’altra condizione indispensabile per chi è assetato di Verità, Bellezza, Eternità e vera pace.

Ma, anche quando si sperimentano simili stati di beatitudine (durante la pratica) di solito durano poco; presto il lavorìo meccanico della mente riparte, si viene di nuovo sviati dai pensieri, dalle preoccupazioni, dai dubbi: di nuovo si cade nei vecchi modelli concettuali e comportamentali.

Di nuovo torniamo ad identificarci col nostro "piccolo io".


Ecco quindi la necessità di imparare l’arte della Concentrazione (Dharana), della focalizzazione della consapevolezza e dell’attenzione prolungata su quelli che sono i “punti chiave” che andiamo via via scoprendo nella nostra ricerca.

La concentrazione, proprio come un muscolo, va fortificata, allenata alla resistenza nella durata; solo resistendo concentrati in una condizione di silenzio, di pace, di abbandono (ma solo dopo che ci si è dedicati senza riserve allo sforzo e alla lotta), si può sperimentare sempre più in profondità gli effetti della “discesa della Forza” in ogni cellula del nostro essere.

Questo stato di concentrazione della consapevolezza deve essere costante durante la giornata, qualunque sia l’attività che svolgiamo.


La concentrazione non può essere “recintata” solo nei momenti di pratica.


Da qui l’importanza del “ricordo di sé”, dei propri propositi, obbiettivi e aspirazioni più profonde.


Occorre coltivare la capacità di non farsi travolgere continuamente dalle “onde” o dalle "maree" degli eventi esterni, dimenticandosi di se stessi.


Centratura costante...


Lo Yoga, visto in questi termini, è quindi una esperienza viva, vibrante, che trasforma ogni cellula del nostro essere in Pura Forza, perché: “il valore di una esperienza si misura dal suo potere di cambiare la vita, altrimenti è soltanto un sogno vano o una allucinazione”.

giovedì 25 novembre 2010

Eduardo De Filippo in "E' cosa 'e nient"

Chi ha visto la puntanta di "Vieni via con me" di lunedì scorso, e ascoltato Roberto Saviano parlare del "malaffare" dei rifiuti in Italia, avrà anche visto il video finale proposto da Saviano.
In quel video il grande Eduardo De Filippo impersona un uomo stanco di vivere una vita scialba, all'insegna dell'accettazione passiva delle cose "così come vanno".
Tratto dalla serie televisiva "Peppino Girella", questo dialogo ci da molto su cui riflettere e...chissà, forse può scuotere in noi qualcosa che dorme nel profondo, facendoci venire la voglia di vivere più intensamente e coraggiosamente.



martedì 23 novembre 2010

Tadasana: Essere consapevoli della verticalità



Vi sono cose che risultano estremamente difficili da far comprendere all'essere umano.


Paradossalmente queste cose sono quelle più a portata di mano...perciò quelle che diamo di più per scontato.


Ecco che risulta veramente difficile far capire a qualcuno l'importanza dell'esistenza del Sole, dell'aria, dell'acqua, della Terra...


Tra le cose che l'uomo dà maggiormente per "scontato" vi è sicuramente la verticalità.


Così, al mattino, dopo essere stati per diverse ore in "posizione orizzontale", nella più allegra inconsapevolezza ci mettiamo "in piedi" e ci tuffiamo nella nostra routine quotidiana.


E mai, dico mai, che ci soffermiamo un attimo a prendere coscienza della grandiosità dell'immenso dono che abbiamo ricevuto dalle Razze che ci hanno preceduto: la posizione verticale.


La verticalità, assieme alla capacità delle mani di afferrare e "manovrare" sono, credo, i due fattori che fanno dell'uomo quello che è (rispetto ai Regni inferiori): la gemma della creazione.


Proviamo a rifletterci sù: l'essere umano è l'unico (tra le specie conosciute) ad avere una verticalità perfetta (o quasi perfetta).


Allo stesso modo, egli è l'unico ad avere una struttura delle mani ed una capacità manuale in grado di "manipolare" gli elementi che lo circondano.


E' grazie alla verticalità e alla manualità se l'uomo ha potuto erigere monumenti maestosi, costruire abitazioni, accendere un fuoco, creare opere d'arte...usare il computer.


Ci sarebbe molto da dire sulla verticalità e sulla manualità, ma perché togliere il piacere della scoperta?


Riguardo alla verticalità diciamo solo che osservando proprio quelle creature che sono all'opposto dell'uomo, i serpenti, possiamo forse avere un'idea più chiara dell'immensa importanza della verticalità.


Il serpente "striscia" sulla nuda terra. La sua vita si svolge quasi sempre in orizzontale.


Oserei dire che il serpente è tutt'uno con la Terra, non sa nulla dellle altezze del cielo.

Solo in rari momenti, quando si "innalza" sulla propria coda, il rettile si slancia verso il cielo (nello yoga esiste la posizione del Cobra, che rappresenta appunto questo "processo" di innalzamento).


L'uomo invece, che si trova all'esatto opposto, si è talmente abituato alla sua verticalità da non sapere più nulla né della Terra né del Cielo.


L'uomo ha dimenticato da dove proviene la "materia" che forma il suo corpo, ed ha dimenticato (o mai saputo) riguardo la "materia" da cui proviene il suo spirito.


Egli (l'uomo) vive come in un limbo, inconsapevole degli immensi "doni" che ha ricevuto, e orgoglioso e vanitoso per i "poteri" che pensa di possedere.


Diciamo che l'essere umano non sa ancora stare "in piedi" con consapevolezza e semplicità.


Ecco che Tadasana serve anche a conquistare la consapevolezza della verticalità e...perfezionarla.


Infatti non è stato facile per la nostra razza conquistare la verticalità.


E non è stato facile per nessuno di noi, da bambini, imparare a "stare ritti".


L'influenza che lo "stare ritti" ha sulla nostra psiche e sulle nostre emozioni (oltre che sulla salute, naturalmente) sono molte più di quanto possiamo immaginare.


Pensiamo, ad esempio, a come ci "incurviamo" sotto il peso delle tribolazioni della vita.


Oppure osserviamo (stando ben posati sui piedi) la condizione di slancio verso il cielo, e come noi, esseri fortunati (quando consapevoli di questo innalzamento), diveniamo antenna di collegamento tra la Terra e il Cielo.


Assumere la posizione di Tadasana è dunque un "processo" di consapevolezza e di perfezionamento della propria verticalità...senza nulla togliere alla bellezza delle "posizioni orizzontali".


lunedì 22 novembre 2010

Il Fisico Konstantin Korotkov parla dell'energia

Energia, danni degli Ogm, Mucca pazza, l'importanza dell'olfatto, danni da cellulari, DNA...questi ed altri importanti argomenti vengono spiegati con semplicità, facili da comprendere...per chi ha voglia di capire.


giovedì 18 novembre 2010

Yoga - C'è differenza tra Piacere Sensoriale e Piacere Interiore



I più scettici non ci crederanno, soprattutto quelli che non hanno mai provato a praticare seriamente lo Yoga per alcuni mesi ma, veramente, c'è un'enorme differenza tra il piacere dei sensi e quello interiore.


Questa differenza è come quella che passa tra il giorno e la notte, o tra il conoscere il mare solo superficialmente o averne sondato anche le profondità.


Di solito quando c'è il primo è assente l'altro (ma non sempre è così).


Il piacere sensoriale ha sempre bisogno di oggetti esterni per manifestarsi, ma, come possiamo intuire da soli, questo presenta degli inconvenienti: innanzitutto non sempre è disponibile secondo le modalità da noi desiderate; inoltre, anche quando riusciamo a raggiungere l'agognato piacere sensoriale, questo prima o poi ci sfuggirà di mano.


Ad esempio un buon pasto prima o poi finirà; la bella automobile dovremo lasciarala in garage, non possiamo portarcela a letto con noi. Anche una bella donna (o un bell'uomo) non possiamo sempre, a nostro piacere, portarcela a letto, non sarà sempre disponibile.


Anche un buon libro prima o poi finirà.


Passerà un bel tramonto, un momento "magico" vissuto da soli o in compagnia...finirà, in definitiva, qualunque forma di piacere sensoriale che abbiamo avuto la fortuna di vivere.


Credo che chiunque abbia sperimentato quanto sia "doloroso" distaccarsi da qualcosa di piacevole e trovarsi a tu per tu con qualcosa (o qualcuno) che non ci piace.


In definitiva possiamo affermare, senza tema di smentita, che il piacere che si ricerca all'esterno presenta sempre un altro lato della medaglia: il dolore del distacco, dell'assenza dell'oggetto del piacere (non sempre è così, ma questo lo vedremo dopo).


Esiste però un'altra forma di piacere, o meglio: un piacere informe, interiore, diffuso in tutto il nostro essere.


Questo tipo di piacere, piacere che hanno sicuramente esperito i "fortunati" che si sono dedicati a delle pratiche interiori (come lo yoga o la preghiera) non presenta "due facce".


No!


Ne ha una sola.


Ed è sempre lì, disponibile.


Anzi, dirò di più: il piacere interiore è sempre in aumento (aumenta in proporzione a quanto riusciamo ad immergerci profondamente in noi stessi).


Il piacere interiore è una qualità "innata" al nostro essere; questo non và creato, è sempre lì, disponibile per chiunque: belli e brutti, giovani e vecchi...ricchi e poveri.


Perciò non bisogna fare nulla per "crearlo", non si crea dal nulla...c'è, è lì, ce l'abbiamo incorporato, basta far tacere il rumore di fondo della nostra mente e calmare "le acque sempre agitate" delle nostre emozioni turbolenti.


Sono questi gli "ostacoli" che si frappongono fra noi e il piacere innanto (che non ha flussi e riflussi): una mente agitata (cioé un pensiero che ci disturba e ci distrae continuamente) e le conseguenti emozioni, che si colorano continuamente della qualità dei pensieri che ci assillano.


Ecco l'immenso beneficio dello yoga, il grande dono dello yoga: portarci a sentire un piacere costante che non è frutto di nessuna dinamica di causa-effetto.


Riassumendo: esiste un piacere sensoriale (che si manifesta quando siamo esteriorizzati, attraverso i nostri strumenti percettivi o immaginativi), e un piacere interiore che si manifesta ogni qualvolta riusciamo a ritirare i sensi all'interno (più in là, quando si diventa "esperti" a percepirlo, quest'ultimo è sempre presente, anche quando viviamo sensorialmente).


Esteriorizzazione e interiorizzazione.


Tra l'uno e l'altro c'è la nostra consapevolezza, la nostra attenzione.


Quando la nostra attenzione è rivolta all'esterno siamo in balìa delle fluttuazioni sensoriali, superficiali e caotiche; quando invece rivolgiamo l'attenzione all'interno di noi stessi ci immergiamo in un oceano di piacere.


Lo yoga è dunque un processo di reintegrazione nel nostro essere più profondo, essere che, lo ripeto, ha già in sé la qualità del piacere.


Leggendo queste parole, chi si è dedicato solo per poco tempo allo yoga, avrà dei dubbi, perché forse avrà sperimentato momenti di quel piacere interiore di cui parlo, alternato ad altri momenti, momenti di grande agitazione mentale ed emotiva.


La spiegazione è semplice, e la posso dare con una metafora: se ci immergiamo in un mare agitato non possiamo non essere travolti dai flutti. Per sperimentare il piacere delle "acque calme" dobbiamo andare più in profondità, e non basta immergersi solo di pochi metri.


Solo allora, essendoci allontanati dalla superficie agitata, possiamo godere la calma delle profondità marine.


In pratica occorre diventare del bravi "sommozzatori", imparare ad immergersi profondamente, dove le acque sono più calme.


Col tempo, immersione dopo immersione, si impara a distinguere l'enorme differenza che passa tra il piacere di "superficie" e quello delle nostre profondità, delle profondità dell'essere.


Non solo.


Dopo un "certo numero di ore di immersione" si diventa tutt'uno con l'oceano: si comprende, cioé, che le profondità interiori e ciò che sta in superficie sono due aspetti differenti di un'unica vita, di un'unico mare, e noi con lui.


Lo yoga, perciò, è un processo di trasformazione coscienziale che, prendedoci da una condizione di dualità e apparente divisione, ci conduce a divenire consapevoli dell'unità della vita, di interno ed esterno.


A quel punto anche i piacere sensoriali saranno i benvenuti, e la loro assenza non ci disturberà più di tanto, perchè non saremo più identificati esclusivamente con le "onde" di superficie.


Allora, quando saremo soli, non ci sentiremo più soli, perchè ci sentiremo sempre immersi nell'oceano della vita, dell'Essere...che è piacere.

L'importanza del rilassamento


Sminuire l’importanza del rilassamento è quanto di più dannoso un essere umano possa fare a se stesso. Sapete perché?

Perché continuamente, durante la giornata, siamo soggetti a numerosi stimoli sensoriali che “elettrizzano” il Cervello e il Sistema Nervoso Neurovegetativo.


Quando questi stimoli superano il "livello di guardia" ecco che siamo a rischio esaurimento nervoso.


Il Sistema Nervoso è in stretto rapporto con le Ghiandole endocrine, tra cui le Surrenali; queste sono una coppia di Ghiandole situate sopra i Reni.


Le ghiandole surrenali svolgono diverse funzioni vitali di estrema importanza per la nostra salute psico-fisica. Esse secernono diversi ormoni riversandoli direttamente nel sangue: l’adrenalina, la noradrenalina, il cortisone e l’idrocortisone.


Forse vi stareche chiedendo: "Cosa centra tutto questo col rilassamento?"


Bene, il punto è questo.


Ogni ghiandola endocrina possiede un certo potenziale di produzione di ormoni, ormoni che non possono essere prodotti indefinitamente.


Gli ormoni, come si sa, sono delle sostanze chimiche che trasmettendo messaggi (attraverso il sangue) nelle diverse parti del corpo umano, mettono in moto tutta una serie di reazioni chimiche e vitali.


Quindi, ogni ghiandola endocrina è una piccola “fabbrica chimica” che coopera con le altre ghiandole e con l’intera struttura umana al fine di reagire ai continui stimoli esterni e mantenere in uno stato di equilibrio dinamico l'essere umano con l’ambiente circostante.


Fa troppo freddo? Ecco che entra in funzione una ghiandola endocrina che, producendo un certo ormone, regola la temperatura del corpo.


Ogni ghiandola ha un minimo e un massimo di produzione a cui può essere sottoposta; se il massimo non viene superato tutto va a meraviglia e noi siamo sani, forti, saldi e rispondiamo prontamente agli stimoli della vita. Ma se viene superato il limite massimo, la piccola fabbrica (la ghiandola endocrina) va in crisi, e con essa tutto il “sistema corpo” psico-fisico.

L’ADRENALINA


L’Adrenalina è un potentissimo ormone (Ormone significa “mettere in movimento”) secreto dalle ghiandole surrenali; questo, riversandosi direttamente nel sangue, aiuta il nostro organismo ad affrontare situazioni di stress.


Quante volte abbiamo sentito parlare delle “scariche” di adrenalina? Cos’è, e a cosa serve? Detto semplicemente l’adrenalina è un ormone, cioè una sostanza chimica prodotta dalle ghiandole surrenali che ha il compito di procurare un surplus di forza e vivacità sia fisica che mentale.

Ma, attenzione!


Le ghiandole endocrine, in questo caso le surrenali, non possono produrre indefinitamente adrenalina, se si supera la sua capacità massima di produzione sapete cosa può succedere? Esaurimento nervoso, sensibilità eccessiva al freddo, perdita di appetito, perdita del gusto della vita, instabilità mentale, indecisione, tendenza a preoccuparsi anche per cose da poco, inclinazione al lamento e al pianto e molto altro ancora.

SCARICHE DI ADRENALINA


Ma quali sono gli stimoli che causano le scariche di adrenalina? Tutte le situazioni di stress fisico, mentale ed emotivo: sovraffaticamento fisico, eccessivo studio o pensiero, emozioni violente come paura, ansia, rabbia, eccessivi stimoli sensoriali.


Tutti questi fattori causano un disordine nervoso che mandano in tilt il nostro equilibrio interno e ci tolgono la capacità di interagire correttamente ed armoniosamente con l’ambiente circostante.


Quando si vive in un simile stato di disordine tutto ciò che percepiamo sembra superare la nostra capacità di sopportazione: allora la temperatura esterna, i suoni, gli eventi che ci circondano, tanto per citare solo alcuni effetti, ci sembrano “troppo” rispetto alle nostre capacità di reazione e sopportazione.


Quando vi sono delle disfunzioni delle ghiandole endocrine si vive la vita come un “peso” insopportabile.


Un esempio di superlavoro delle ghiandole endocrine lo possiamo ricavare da questa metafora: se procuriamo del lavoro eccessivo ad un operaio, facendogli svolgere il compito di dieci persone per ventiquattro ore di fila per diversi giorni, sapete cosa accadrebbe a quell’operaio? Si esaurirebbe, crollerebbe sotto il peso della fatica. Risultato: perderemmo una preziosa collaborazione.


Pensate che sto esagerando?


Provate ad analizzare una giornata tipo di un giovane di oggi: studi a non finire, concorsi, masters, suoni eccessivi, stress da disoccupazione, problematiche sociali e familiari, e molto altro ancora, non fanno che tenere il giovane sempre teso (cioè con l’adrenalina sempre a mille).


Perché poi ci si meraviglia se il poverino crolla, sotto il peso di tanti stimoli?


Perché quindi, sottovalutare le pratiche di rilassamento, grazie alle quali la nostra “fabbrica biochimica” viene messa a riposo?


Io consiglierei vivamente il lettore di non sottovalutare queste informazioni, ma approfondirle facendo delle ricerche attive, perché le problematiche su citate sono sempre più attuali e diffuse (vedi crisi di panico e di ansia) facendo una gran strage di giovani e meno giovani, e cercare dei Centri dove si insegnano pratiche di rilassamento.