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sabato 18 dicembre 2010

I SEGRETI DELL'ACQUA

Ecco la bellezza della rete: la possibilità di godere del lavoro svolto da tante persone che amano quello che fanno (e molti lo fanno bene) rendendo un contributo alla diffusione di informazioni utili (anche se dire utili, come in questo caso, è dire veramente poco).
Questi nove video sono una "ricerca" scientifica senza preconcetti e a tutto campo per tentare di raggiungere una maggior comprensione di cosa sia veramente l'acqua.
Sicuramente non conosciamo cosa sia questo meraviglioso elemento (e quella di ammettere di non conoscerlo è un primo passo indispensabile che può aiutarci in questo incredibile viaggio, un viaggio alla scoperta dell'acqua, un viaggio altrimenti impossibile senza il riconoscimento che non la conosciamo).
Buona visione e...non ci resta che ringraziare di cuore tutti questi ricercatori, chi ha girato il video e chi lo diffonde.


mercoledì 1 dicembre 2010

Il Suono e la Vibrazione nello Sri Yantra




Il Suono e la Vibrazione


Credo sia impossibile separare il suono dalla vibrazione, l'uno non può esistere senza l'altro: il suono è vibrazione e la vibrazione produce suono.

Tornando a quel "primo suono" emanato da Iswara: penso che non possiamo neanche lontanamente immaginare che tipo di “suono” fosse (si dice sia l’AUM), né su quale nota o “frequenza” vibrasse, possiamo però immaginare (visti i numerosi esperimenti scientifici che ormai comprovano la veridicità della creazione di forme geometriche e cambiamenti di stato a partire dalla vibrazione prodotta dal suono) che grazie al primo suono, o ai primi suoni emanati (suoni che ancora continuano a vibrare), si sia prodotta una modificazione della Sostanza Originale ed una trasformazione della stessa in...Luce.

La Vibrazione scorre toccando con la sua ala veloce l’intero Universo e il Germe che dimora nella Tenebra, la Tenebra che alita sulle Acque sopite della Vita”, dice il secondo verso della Terza Stanza di Dzyan.

Ormai è stato accertato ed è universalmente risaputo che tutto ciò che esiste, ma proprio tutto, è Energia che vibra a differenti velocità, secondo differenti lunghezze d’onda.

Ormai tutti sanno che ogni colore vibra secondo differenti frequenze, da quelle più basse degli infrarossi a quelle più alte (o veloci) dell’ultravioletto. La stessa cosa dicasi riguardo alle frequenze delle note musicali.
Allo stesso modo molti sapranno che subito dopo il suono viene la luce: il suono ad una certa frequenza vibratoria produce luce.

Di conseguenza anche la nostra “sensorialità” è una conseguenza di "differenti stati vibratori": l’udito vibra più velocemente della vista, questa a sua volta e più veloce del tatto, e via dicendo; questo perché la Sostanza Unica, vibrando a velocità differenti (sotto l'impulso del Suono Originario), si manifesta in differenti stati: suono, luce, colore, profumo, sapore, tatto…

In pratica la Vibrazione la fa da padrone nell’Universo.

Tutto è vibrazione!

E tutto è un’Unica Sostanza che vibra secondo differenti velocità: questo è un punto molto importante su cui fermarsi a riflettere (perché comprendendolo a fondo si può arrivare ad intuire che tutto è Uno, pur nella molteplicità delle espressioni manifeste).


Non esiste una "vera" divisione tra le forme, sia visibili che invisibili.

E’ vibrazione il cielo, la terra, l’acqua, il fuoco (anche questi hanno differenti velocità vibratorie al loro interno: ad esempio vi sono acque che vibrano in un modo ed altre che vibrano diversamente).

Tutto è l'espressione di differenti lunghezze d'onda.

Vibra una pianta, una formica, un sasso…anche il nostro stesso corpo esprime precise qualità vibratorie (che possono variare durante la giornata, naturalmente).

Non solo.

All’interno del nostro corpo i nostri organi hanno ognuno differenti qualità e velocità vibratorie, qualità e velocità che possono variare, ad esempio, come conseguenza di variazioni atmosferiche, alimentari, sensoriali, emozionali, intellettive...

In ultima analisi vibra anche la cellula, l’atomo, l’elettrone, il quanto…

Vibra un Pianeta, una Stella, una Galassia…l’intero Universo “fibrilla” di vita pulsante.


Qualità vibratorie più veloci corrispondono a “strati” più sottili della Sostanza Originale (lo Spirito); qualità vibratorie più lente generano condensazioni sempre più marcate che generano specifiche, personalissime, qualità cosiddette materiali (la punta più bassa delle vibrazioni credo sia rappresentata dal Regno Minerale).

In pratica più le vibrazioni sono veloci più la Sostanza si fa Spirito, più sono lente più si fa Materia (perciò non vi è una effettiva “divisione” tra Spirito e Materia, ma solo una “apparente” separazione di forme dovuta a differenti velocità vibratorie: tutto è Uno e tutto è in relazione con tutto il resto e lo influenza).

Il Padre-Madre tesse una Tela il cui lembo superiore è fissato allo Spirito, la luce della Tenebra Una, e l’inferiore al suo estremo oscuro, la Materia; questa tela è l’Universo intessuto delle Due Sostanze, fatte in Una che è Svabhavat”.
(Dottrina Segreta, Stanze di Dzyan, Cosmogenesi, Stanza III, 1).

Da quanto detto va da sé che comprendere le vibrazioni (e come gestirle imparando a modificarne le velocità o armonizzarsi ad esse) sia di fondamentale importanza per tutti noi.

Infatti vi sono vibrazioni più confacenti alla nostra natura e vibrazioni in antitesi che alterano dannosamente il nostro equilibrio molecolare, emozionale e psichico.

Tutto vibra!

Vibra anche un pensiero, una parola, uno sguardo…un’emozione (di collera, di amore, di paura, di empatìa...).

Un punto di fondamentale importanza, riguardo alle vibrazioni, è che vi sono vibrazioni ordinate, armoniose e vibrazioni disordinate e disarmoniche; questo lo possiamo constatare personalmente nella vasta gamma "disarmonica" dei gesti quotidiani, dei colori e dei suoni: un incredibile caos.

Le vibrazioni ordinate procurano sempre armonia e benessere, quelle disordinate non generano altro che scompensi e caos fisico (malattia), mentale (disordini psichici) ed emotivo (emozioni caotiche e destabilizzanti).

Ecco che osservare, studiare, comprendere ed imparare a gestire la vibrazione energetica (a questo fine, nello Yoga, esistono la scienza del respiro, le tecniche di concentrazione, i mudra, i mantra e molte tecniche meditative) può rivelarsi estremamente utile non solo nel campo della Fisica o delle scoperte mediche e scientifiche, ma anche, e soprattutto, in quello della nostra vita di tutti i giorni.

L’Arte delle Vibrazione è in stretta relazione coi rapporti interpersonali, con la gestione della nostra salute psico-fisica, col saper armonizzarsi al Pianeta che ci ospita e agli altri Regni della Natura (riuscendo a comprenderne le vibrazioni o aiutandoli ad elevare la loro) e, infine (ma non ultimo), nell’imparare a dirigere consapevolmente la nostra crescita interiore o spirituale.

Tutto questo è contenuto simbolicamente nello Sri Yantra (e molto altro ancora, come vedremo in seguito).

3. Continua…

martedì 30 novembre 2010

Gli elementi fondamentali dello Sri Yantra





Gli elementi fondamentali di questo Sacro Simbolo sono il Punto centrale (Bindu) - da cui è emanata e in cui è riassorbita la Manifestazione -, il Suono (Shabda) e la Vibrazione, Fremito, Tremore (Spanda).

IL BINDU

Il Punto centrale dello Sri Yantra (come di tutti gli altri Yantra, del resto) è la “porta” d’entrata e d’uscita dell’Assoluto nella Manifestazione.

Prima del Punto visibile (che può essere bidimensionale, tridimensionale, eccetera) vi è il “Punto Immanifesto”, il Para Bindu, il Bindu Supremo, che potremmo paragonare a un “pensiero” o un “desiderio” contenuto in seno all’Assoluto Immanifesto (le Tenebre).

Cosa sia l’Assoluto Immanifesto, e come si sia originato il Punto manifesto (cioè come si sia generato l’Essere dall'apparente Non-Essere) è forse l’unico mistero che non può essere spiegato a parole, ma solo intuito o realizzato ad alti stati coscienziali.

Di tutto il resto si può parlare (in modo più o meno corretto, s’intende).

Quindi dal Para Bindu, da questa “idea” sorta nel non spazio e non tempo, si è generato il Bindu.

Il Punto, nello Sri Yantra, rappresenta il Principio e la fine di tutto, la Causa prima e la meta ultima.

Matematicamente parlando Esso è l’Uno.

L’Uno contiene in sé il Due, che è il riflesso “polare” di Se stesso (Tre in Uno, quindi).

Nella tradizione dello Sri Yantra il Bindu viene associato a Shiva Ardhanarishvara, lo Shiva Androgino, che contiene in Sé il Principio Maschile e quello Femminile: Shiva e Shakti (ma anche nel Taoismo, per esempio, ritroviamo gli stessi concetti: dal Wu Chi - l’Immanifesto - nasce il Tai Chi - il punto manifesto - che contiene in sé i due Principi primordiali: lo Yin e lo Yang; questi in seguito si separano per manifestare il Tre – il quale contiene in Sé qualità sia maschili che femminili - e le conseguenti infinite creazioni della Manifestazione).

I due differenti aspetti contenuti nel Bindu vengono rappresentati coi colori Bianco (Shiva) e Rosso (Shakti).

Riassumendo: vi è un Assoluto Immanifesto che ad un certo momento “condensa” una parte di Se stesso; questa condensazione è un “punto bipolare”, ma non ancora scisso né diversificato; Esso contiene in Sé la dualità, ma questa non è ancora manifesta; essa riposa nell’Unità, fusa, avvolta in un Eterno abbraccio pre-cosmico nel quale non è possibile alcuna distinzione.

Questo Punto primordiale contiene in Sé ogni potenzialità, ma non ancora espressa (naturalmente non immaginiamocelo come un punto disegnato su un foglio di carta, anche se questo può aiutare, piuttosto pensiamolo come un “concentrato” un “germe” di Essenza-Forma, di Potere e Potenza, di Forza e Sostanza che contengono in Sé: fuoco, potenza, conoscenza, amore…).

All’inizio solo Iswara (il Supremo) esisteva (rappresentato appunto dal Punto centrale dello Sri Yantra).

L’Eterna Genitrice (Spazio), ravvolta nelle sue sempre invisibili vesti, era rimasta sopita ancora una volta per sette Eternità. Il Tempo non era poiché giaceva dormiente nel seno infinito della durata. La Mente universale non era…”.
(Stanze di Dzyan, Cosmogenesi, Stanza I, 1,2,3).

Sembra quindi che vi siano infiniti Cicli di Creazione e Dissoluzione (…era rimasta sopita ancora una volta…); questo è confermato da numerose altre Antiche Scritture.

Al momento della Dissoluzione finale tutto si reintegra nel “punto manifesto”, il Quale ritorna all’Immanifesto (le Tenebre), per tornare a manifestarsi e “fiorire” ancora e ancora secondo un Piano Evolutivo Divino (sono molte le antiche scritture che attestano l’esistenza di un “Piano Divino” rappresentato da un “cammino” evolutivo teso alla perfezione finale della Materia, dello Spirito e della Coscienza).

Il punto manifesto, definito anche Uovo Luminoso, Germe d’Oro, Padre-Madre, Brahma, Iswara…(ma poco importa se si chiami in un modo o nell’altro; a volte ci si perde in dispute sui nomi e si perde di vista l’essenza di un discorso) originatosi da un “volere” proveniente da “oltre”, è appunto, credo, la “chiave di volta” dello Sri Yantra, proprio come l’uno matematico è la chiave di volta di tutte le cifre e le operazioni algebriche.

Ma torniamo allo Sri Yantra…

Il Bindu “ermafrodita”, ad un certo punto, spinto dalla Necessità, esprime il Desiderio di scindersi in due poli contrapposti, al fine di Creare la Manifestazione; ecco che l’Uno si fa Due, gli opposti si scindono in Spirito e Materia (anche l’ovulo si scinde in due).




Questo momento segna il Big-Bang, la deflagrazione che ha dato origine alla Luce e all’Oscurità e allo Spazio e al Tempo.

I due Principi Maschile e Femminile contenuti nel Bindu si scindono: il principio Maschile diventa l’Uno (Suono, Luce, Tempo…), quello Femminile il Due (Etere, Oscurità, Spazio…).

Dall’Unione (o dalla somma) dell’ Uno col Due (che sono Potere e Potenza, Spirito e Materia, Essere e Beatitudine, Forza e Sostanza, Luce e Oscurità, Tempo e Spazio, eccetera) e dal loro “Orgasmico Amplesso Cosmico” nacque il Tre: il Figlio Cosmico, la Coscienza-Saggezza.

Ecco generata la Prima Triade.

L’interazione delle Tre Forze Originarie sta all’origine, credo, di ogni forma di energia e di vita (esattamente come per generare un campo elettrico è necessaria l’interazione della forza positiva, negativa e neutra).

Da allora in poi vi saranno infinite triadi (come vedremo parlando delle cornici dello Sri Yantra).

Ma come avvenne tutto ciò?

Con un Pensiero, poi divenuto un Suono: lo Shabda.

Brahma espira, e dal suo espiro nascono gli innumerevoli Universi.

Il Suo espiro genera un suono potentissimo, il quale mette in moto una vibrazione (dicono degli antichi testi).

Questa vibrazione comincia a mettere in ordine e a diversificare la Primordiale Materia (la Vergine Sostanza Originale, l’Etere Primordiale) in differenti sottosostanze, le quali si allineano per “affinità vibratoria” e “precipitano la Materia” in coagulazioni sempre più dense.

Questi campi vibratori si dice siano i Piani e Sottopiani Cosmici (Adi, Causale, Buddhico, Mentale, Astrale, Eterico…) e individuali.

Ecco come nello Sri Yantra viene rappresentato, in forma simbolica, questo processo di Creazione (l’espiro di Brahma) e Dissoluzione (l’inspiro di Brahma) attraverso la Vibrazione, e come quel Punto centrale, in realtà sia ovunque: tutto è quel Punto, così come, giusto per fare un paragone (anche se non perfettamente calzante), non v’è differenza tra le ragnatela e il ragno che la emana, tra il baco da seta e il bozzolo che egli stesso costruisce con la sua stessa sostanza, tra un piccolo seme e un grande albero sviluppatosi a partire dal seme stesso.

Nel Bindu, Tempo, Spazio, Spirito, Materia, Energia, Essere e Coscienza sono un tutt’uno; con la Vibrazione questi apparentemente si separano…ma forse sarebbe più corretto dire che “si espandono”…. perciò tutto ciò che esiste è "quel Punto".
2. Continua...

lunedì 4 ottobre 2010

Una incredibile danza interpretata da giovani audiolesi

Si lo so, il video è di qualche tempo fa e sicuramente molti lo conoscono già.
Comunque è incredibile questo "lavoro di squadra" così perfetto, soprattutto se si pensa che questi ex giovani audiolesi durante le prove acquisiscono il tempo dela musica alzando a tutto volume gli altoparlanti e, appoggiandosi alle casse, ne memorizzano le vibrazioni.



mercoledì 22 luglio 2009

OM: IL SUONO CREATORE

Ancora un "gioco" di immagini, parole e...suono.

Il canto del Mantra Om di sottofondo è stato "preso a prestito" da http://www.francescoamato.com/blog/ (Franz's blog) ed è una sovrapposizione di registrazioni dello stesso autore del blog: Francesco Amato (al quale porgo uno speciale ringraziamento).