domenica 27 maggio 2012

Libri sempre verdi: Il segreto della cavalleria



Ormai molto difficile da trovare, questo piccolo ma intenso libro scritto da Victor Emile Michelet (edito nel 1930), trasmette molte conoscenze utili a farsi un'idea di cosa sia stata (e di cosa probabilmente ancora è) quella via fulgente conosciuta col nome di Cavalleria.

In questo libro il bretone Michelet descrive la figura del Cavaliere e della cavalleria nell'epopea e nella storia, nella leggenda e nel romanzo.

Una pagina dal libro:
"Che succede qui a quest'ora,
compagni della maggiorana?
Viva! Viva! Bel cavaliere!"

"Sono i cavalieri del re,
compagni della maggiorana!
Viva! Viva! Bel cavaliere!"

...I cavalieri sono, nella concezione popolare, gli uomini che rappresentano l'eroismo al servizio della giustizia. E' cavaliere chi assume le difese del debole contro il forte. E' re chi è vero signore, chi sa comandare a se stesso. Salute a chi sa essere il suo proprio re!

Ma quanti significati non evidenti, nascosti nell'ombra del cavallo e della corona, si riconnettono ai due titoli di cavaliere e di re! 

Il re, l'uomo che impugna lo scettro, il bastone sormontato dalla mano di giustizia con le prime tre dita diritte, è soltanto il capo politico di un popolo? Forse è colui il cui regno è interiore e segreto....

...Siamo abituati a considerare il cavaliere come una creatura del Medio Evo. Allarghiamo i nostri orizzonti. Egli è sempre esistito, in tutte le nazioni nobili. Cavaliere della Gallia istruito nel santuario druidico, o Kshatriya dell'India, formato da un guru brahmanico; Achille omerico iniziato dal centauro Chirone, o Rostem dello Shahanameh; il mondo lo ha visto in tutte le sue parti, sotto armi diverse....

...Che cos'è l'Ordine della Tavola Rotonda? Il Mago Merlino, il Proteo celtico, il maestro dell'eptacordo, ha formulato le regole di quest'Ordine che riunisce, intorno ad una tavola rotonda costruita secondo il suo progetto, cinquanta cavalieri che giurano di consacrare le loro forze ad un'impresa misteriosa: la cerca del Santo Graal.

Cinquanta? Quarantanove, per essere esatti. Intorno alla Tavola Rotonda c'erano sì cinquanta seggi, ma uno di essi, quello alla destra del re Artù era vuoto. Esso era riservato al cavaliere perfetto che avrebbe conquistato il sublime vaso e l'avrebbe trionfalmente recato sulla tavola.

Degli imprudenti osarono sedersi sul seggio promesso all'unico predestinato, ma furono subito folgorati o massacrati da mano invisibili, fino al giorno in cui un vecchio sconosciuto, tutto vestito di bianco, introdusse nella sala un bel giovane e lo fece sedere sul seggio vuoto.Allora sullo schienale apparve in lettere d'oro il nome di Galaad, il cavaliere conquistatore del Graal.


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